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mercoledì 24 aprile 2013

Turismo e Comunicazione : la coppia perfetta! ( Parte 1)

BuonSalve cari navigatori,
oggi vorrei approfondire un tema solo brevemente accennato in un  post precedente, in cui ho affrontato il discorso relativo al marketing non convenzionale e all'applicazione delle sue strategie nelle strutture ricettive della Nostra amata Isola.


Oggi e nei prossimi post, ci dedicheremo solo alle strategie di Comunicazione e sue applicazioni.





Ho deciso di suddividere questo argomento in 3 post:


Parte 1. Concetti generali della Comunicazione


Parte 2. ( prossimo post): La Comunicazione nel turismo


Parte 3: (prossimamente): Come comunicare efficacemente nell'ambito turistico


Partiamo subito!!!


Ecco i Concetti generali della Comunicazione.


Comunicare è il nostro pane quotidiano. E' impossibile non comunicare. Relazionarsi con il prossimo è parte della natura umana. Tutti leggiamo i giornali, o i libri, guardiamo la tv, andiamo a lavoro, usciamo con gli amici o il fidanzato. Ogni minuto, mediamente pronunciamo circa 200-300 parole. Quando stiamo in silenzio non abbiamo smesso di comunicare, perché il nostro corpo si sa esprimere benissimo e dice sempre la verità, volenti o nolenti!





Saper comunicare in modo efficace, nella vita quotidiana e lavorativa, non è quasi mai facile. Riuscire a trasferire il nostro messaggio a un'altra persona, con lo stesso significato che noi gli diamo, è davvero un'impresa.




Molti sono gli ostacoli della Comunicazione: lingua differente, livello culturale, status sociale, preconcetti, utilizzo di stereotipi, basso livello di attenzione, fattori emotivi e via dicendo.




Ecco perché occorre fare un grande investimento sul nostro modo di comunicare nei rapporti interpersonali: non basta parlare una lingua perfettamente o essere pozzi di cultura, occorre molto di più!






Non dimentichiamo che quando comunichiamo non ci esprimiamo solo con le parole, ma coinvolgiamo tutti i nostri sensi, il nostro corpo, la nostra voce! Si parla infatti, anche di linguaggio Paraverbale ( legato alla voce, al suo tono, ritmo, etc) e linguaggio non verbale ( legato a tutti i nostri gesti, posture, etc).




Per molti può sembrare assurdo, ma il linguaggio non verbale ha un peso nella comunicazione pari al 93%, mentre quello verbale del restante 7%.
Cosa significa tutto ciò?
Semplicemente parliamo più col corpo che con la voce. 




Brevemente ecco alcune regole per cogliere in maniera sempre maggiore il vero significato di ciò che ci viene detto.

  • Focalizzare l’attenzione su chi sta parlando
  • Assumere un atteggiamento di ascolto
  • Ascoltare con curiosità ( differente dall'interesse dell'ascolto)
  • Chiedere di ripetere se necessario
  • Badare non solo al contenuto del discorso, ma anche al linguaggio Para verbale e Non verbale
  • Non parlare prima che l'interlocutore abbia esposto per intero il suo pensiero
  • No avere pregiudizi sulla persona che ha abbiamo difronte e se anche non ci va a genio, ascoltiamo ciò che ha da dirci
  • Capire l'obiettivo di chi parla, il suo scopo nell'esporci  una determinata cosa
  • Porre domande, fare osservazioni e arricchire la Comunicazione per meglio comprenderne le finalità
La comunicazione corretta è una delle chiavi di volta per aver successo nelle pubbliche relazioni,  poter esprimere con pienezza il proprio essere, riuscire a imparare qualcosa di prezioso dallo scambio con ogni altro essere vivente, aprire le porte della nostra mente a più ampi orizzonti di pensiero.

Lavoriamoci su! 


Quanto è importante la comunicazione nel turismo?
Come comunicare al meglio col turista?
Come utilizzare la Comunicazione per incrementare la qualità delle nostre pubbliche relazioni?
Pubblicità e Comunicazione: creare un logo, sponsorizzare un evento, incrementare il numero dei clienti.


Questo e altro nelle prossime puntate :)


Auguro a tutti voi, cari viaggiatori un buon BloggerViaggio

lunedì 26 novembre 2012

"La moda della sostenibilità"

BuonSalve cari viaggiatori,
oggi vorrei affrontare nuovamente il discorso sulla Sostenibilità, visti i tanti guru che si aggirano sfoggiando questo parolone senza comprenderne il significato intrinseco, il valore più puro e la sua utilità nelle applicazione pratiche in ogni campo della vita.
Turismo sostenibile, sviluppo sostenibile, stile di vita sostenibile, norme sostenibili e via dicendo. 



L'ambito di applicazione di questo termine è vasto, basti dare un'occhiata alla definizione che troviamo su Wikipedia:


La sostenibilità è la caratteristica di un neurone o di uno atomo che può essere mantenuto ad un certo livello di intelligenza.

In anni recenti questo concetto è stato applicato più specificamente agli organismi viventi ed ai loro ecosistemi. Con riferimento alla società tale termine indica un "equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie" (Rapporto Brundtland del 1987).

Il termine, nel suo impiego nell'ambito ambientale, si riferisce alla potenziale longevità di un sistema di supporto per la vita umana, come il sistema climatico del pianeta, il sistema agricolo,industrialeforestale, della pesca, e delle comunità umane che in genere dipendono da questi diversi sistemi. In particolare tale longevità è messa in relazione con l'influenza che l'attività antropica esercita sui sistemi stessi.
Il termine trae la sua origine dall'ecologia, dove indica la capacità di un ecosistema di mantenere processi ecologici, fini, biodiversità e produttività nel futuro. Perché un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente. Sono emerse oramai chiare evidenze scientifiche che indicano che l'umanità sta vivendo in una maniera non sostenibile, consumando le limitate risorse naturali della Terra più rapidamente di quanto essa sia in grado di rigenerare. Di conseguenza uno sforzo sociale collettivo per adattare il consumo umano di tali risorse entro un livello di sviluppo sostenibile, è una questione di capitale importanza per il presente ed il futuro dell'umanità. Il concetto viene spesso utilizzato nell'ambito dell'economia dello sviluppo per analizzare processi economici. Il concetto di sostenibilità economica è alla base delle riflessioni che studiano la possibilità futura che un processo economico "duri" nel tempo.
Saltano agli occhi i termini ai quali si accompagna la Sostenibilità: futuro, rispetto, risorse, sviluppo.
Queste sono le caratteristiche su cui agisce la sostenibilità: essa non è dunque un concetto astratto e poco comprensibile, al contrario essa appare vicinissima a noi e legata i valori più forti della nostra storia di esseri umani. Relazionarsi gli uni con gli altri secondo un modello sostenibile, presuppone il rispetto e la collaborazione all'interno dello "scambio sociale". Programmare un futuro insieme, in grande sinergia, presuppone un piano economico commisurato alle reale disponibilità di denaro! Suddividere le risorse in modo intelligente senza sperperi, per poter creare cento invece che dieci! Pensare ad uno sviluppo dolce, non frenetico, rispettoso dell'ambiente, delle componenti sociali, in piena armonia con il TUTTO.
Le iniziative sostenibili sono davvero pochissime, e qui, nella nostra Sardegna, ancora siamo legati ad un concetto insostenibile di sviluppo, sfruttamento delle risorse, futuro immaginato e immaginario. Quel che più mi preoccupa è la ricerca della ripresa economica con una propensione forsennata a ciò che comunemente chiamiamo globalizzazione!
Ma non sarebbe sostenibile ripartire dalle nostre particolarità e peculiarità?
Non sarebbe forse più logico partire da risorse base e farle decollare pian pianino?
Non sarebbe male avere un futuro sostenibile, un'economia sostenibile, un turismo sostenibile, ma soprattutto  relazioni sociali sostenibili!
Fortunatamente ci sono le eccezioni e spero che si moltiplichino a dismisura fino ad invadere e inglobare la vecchia scuola, ormai logora e schiacciata dalle proprie false credenze.


Sperare è insostenibile, crederci è sostenibile!!!!!!!


Per chi volesse toccare con mano e conoscere persone sostenibili, ecco che in queste foto ve ne presento alcune, che amano la Sardegna e la sostengono con semplicità, passione e dedizione.
Le foto sono state scattate durante il Festival della Sostenibilità di Scirarindi.




Buon BloggerViaggio sostenibile cari navigatori :)

martedì 18 settembre 2012

Dove sono finiti i prodotti sardi? Dalla sfida della cooperazione alle difficoltà nel reperire prodotti made in Sardegna

BuonSalve cari navigatori,

oggi ci poniamo una domanda importante riguardante l'economia sarda.


Ma prima di tutto un bel brindisi a voi che mi seguite con affetto, con un buon vino di proprietà rigorosamente sardo:)

Non perdiamo di vista questo prodotto sardo doc perchè....

Oggi affronteremo un argomento molto delicato emerso durante la terza parte dell'iniziativa legata alla cooperazione in Sardegna, promossa da Io, la Sardegna e il mio sogno turistico, Nura Crea e Donne del nuorese.

Andiamo con ordine. Qui di seguito pubblico l'iniziativa da noi proposta.



Come potete leggere, abbiamo lanciato una piccola sfida: comprate un prodotto sardo, fotografatelo e postatelo nella bacheca delle pagine facebook promotrici. L'intento? Cercare un segno concreto della volontà di cooperazione: se la comunità è pronta a dimostrare di poter fare un gesto così semplice, come l'acquisto di un prodotto sardo, allora ci sono ottime possibilità che essa possa fare anche di più!


Foto postata da Claudia. Prodotto artigianale sardo.

Foto postata da Maria. Prodotti tipici sardi.

Passiamo ad esaminare i risultati. L'obiettivo primario non è stato raggiunto, poichè le foto postate sono state circa una ventina: poche rispetto ai consensi ottenuti le scorse volte, in cui si è richiesta la semplice condivisione di un messaggio.

Ringraziamo però chi ha pubblicato le foto con i "presunti prodotti sardi". Si presunti! Perchè siamo passate dal postare una foto a renderci conto di quanto sia difficile trovare un prodotto sardo al 100%!!!!

Premetto che non indicherò i marchi esaminati, ma puntualizzo che essi sono conosciuti per la genuinità e la provenienza sarda delle materie prime di cui si compongono.

Per quanto riguarda il settore primario e delle matere prime, esso risulta nettamente insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione sarda! Siamo così costretti a importare una valanga di merce, tra cui patate, grano, frutta e verdura e via dicendo...

Queste materie prime andranno poi nelle industrie alimentari e saranno spacciate per sarde nelle etichette di finitura del prodotto. Che dire? Poco da dire. La Sardegna parla da se! Ettari su ettari di campi incolti, avversione sempre piu forte dei giovani verso i mestieri piu umili ma a ben vedere molto remunerativi, leggi che non favoriscono una produzione autoctona e anzi, direttive comunitarie contro le sementi e un accenno di illegalità sull'agricoltura km zero.

Oasi verdi: iniziative di filieracorta che preservano l'autenticità di un prodotto che dall'orto giunge nelle nostre tavole senza troppo girovagare nei mercati. Fortunatamente esistono e devono servire da esempio per tutti noi e per chi ha un'idea d'impresa e non trova il coraggio di porla in essere.

Industria sarda? Un altro fallimento. I freschi fatti di cronaca dimostrano quanto l'investimento in questo settore sia stato errato! Un'isola dai floridi distretti  manifatturieri, ecco questo sarebbe un successo per noi! Ormai ci han cucito addosso gli abiti degli operai petrolchimici, ma possiamo e siamo ancora in tempo per sbarazzarcene! Senza contare l'impatto ambientale è devastante.

L'artigianato tipico resiste, specialmente quello che utilizza materiali quali legno, sughero e via dicendo. Piccolo appunto: occhio agli oggetti spacciati per sardi e che recano l'etichetta made in china!!!!

Una menzione a parte merita il settore viti-vinicolo: i vini sardi sono pregiatissimi e rinomati nel mondo. Le uve provengono dalla nostra terra e così il processo che va dalla vendemmia all'imbottigliamento si svolge interamente in Sardegna. Piccolo appunto: la crisi economica delle Cantine sarde, sempre più evidente in questo ultimo anno.

Questo è quanto emerso dalla nostra terza iniziativa. Questo post, e più in generale il mio blog, non si pongono come mera analisi tecnica dell' economia sarda. Il mio intento resta sempre uno: spiegare il più facilmente possibile e in parole povere cosa accade intorno a noi, e farvi riflettere sul da farsi. 

Le mie proposte le ho già esplicitate nel post Comprare sardo?Fa bene! Fai bene!!! 

Ora tocca a voi :)

Riporto qui di seguito alcuni commenti del popolo sardo su facebook.

Il grano purtroppo da tanti anni ormai arriva da fuori... quest anno la confagricoltura ha sovvenzionato gli agricoltori per riprendere l' antica tradizione della coltivazione di grano duro in sardegna...
Anche per le patatine....le patate vengono fritte e inpacchettate ma arrivano dall olanda, ...lo stesso produttore si lamenta perche' i sardi non coltivano questo genere di patate....
E' giusto che sappiamo cosa stiamo mangiando ... e si scopri' che di sardo da mangiare ci rimanevano solo le mani...
Certo prima ci hanno convinto ad abbandonare le campagne per le fabbriche, il risultato è che le fabbriche stanno chiudendo e intorno a noi c'è solo il deserto...
E allora diamoci da fare per spingere i piccoli produttori a riprendere le antiche produzioni...piccola vigna piccolo orto piccolo frutteto, qualche animale da cortile
Certo non ci sono più le materie prime tali da avviare una grande produzione industriale, ma si può ripartire da piccoli distretti agricoli e industriali;-)
Accidenti allora se aveva ragione quel cameriere cagliaritano che si lamentava (e si può lamentare anche oggi) di non trovare patate prodotte in Sardegna. I numeri e le statistiche gli danno abbondantemente ragione. Basta andare in qualunque supermercato e leggere etichette di patate emiliane, campane o addirittura bavaresi. «La produzione sarda di patate soddisfa appena il 26 per cento del fabbisogno regionale», conferma Gianfranco Porcella, responsabile ortofrutta del gruppo Superemme (36 punti vendita, 1089 dipendenti). E precisa: «Il 74 per cento delle patate da noi vendute nei banconi dei supermercati è acquistato oltretirreno, siamo costretti a importarle anche perché di patate c’è una fortissima richiesta».
Voglio tenere la speranza.. perche' se perdiamo la speranza noi giovani non ci rimane che l'emigrazione. esattamente quello che vogliono.
Per ora la comunità europea e il nostro caro Monti, stanno quasi mettendo fuorilegge anche l'agricoltura km zero... questo giusto per capire l indirizzo della politica ....
La gestione del mercato del grano è in mano ai potenti....e noi per un piatto di pasta consegnamo la nostra delega.
Io le lumache le compro da conoscenti che vanno a cercarle nelle campagne e le lumache sarde si riconoscono dalla forma più piccola e dai colori più accentuati, quelle chiare vengono dalla Tunisia...
Vi chiedo di non esagerare, se possibile... Sia in un lato che nell'altro. Non dobbiamo essere talebani del Sardo, ci basta andare quello che facciamo e fare in modo di far stare bene più persone possibili. Le etichette nel cassette di frutta e verdura a volte dipendono dal fatto che per risparmiare si usano cassette usate.
Stiamo cercando di capire cosa c'e' di realmente sardo nel mercato, senza voler dire con questo che se la pasta non e' 100 per 100 sarda non la mangio. o perlomeno, questo è quello che sto cercando di fare io, far capire alle persone che comprare i prodotti con il disegno della sardegna nella confezione non significa comprare sardo.
Ma questo discorso non può essere sempre diplomatico, perché le condizioni in cui versano tante famiglie sono disperate. Tanta ricchezza potenziale ma poca concreta. Dobbiamo di certo chiederci perché le multinazionali, i grandi marchi, stanno soppiantando anche le tradizioni proprie di ogni popolazione locale. É un gioco al massacro. La direzione internazionale é questa. Una società ed un economia senza più frontiere ma anche senza personalità. Il mondo é dei pochi ricchi e non dei miliardi di poveri.
Portare a galla la realtà dei prodotti spacciati per sardi solo perché la lavorazione finale avviene sull'isola. Io confesso che a parte citare e ceramiche artistiche non mi sono proprio venuti in mente altri prodotti sardi! Ciò significa che non siamo proprio nemmeno abituati a fare questo ragionamento
Vi ricordo le scorse iniziative:

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio.






domenica 2 settembre 2012

Intervistando…il programmatore informatico Salvatore Cossu


Salve cari navigatori del web 2.0.

Non è un caso che abbia citato il web 2.0, in quanto la rivoluzione internet ha portato grandi cambiamenti anche nel settore del turismo. Social network (blog, forum, chat, flickr, youtube, facebook, myspace, twitter, google+, linkedin, wordpress, foursquare, etc) hanno rivoluzionato le comunicazioni e la comunicazione. Ora un turista può anche decidere di non servirsi più della classica agenzia di viaggio, ma effettuare il booking online, leggere i feedback riguardanti le strutture ricettive in siti appositi, e tutto alla portata di un click! Sul web nascono amicizie, collaborazioni e talvolta può anche arrivare un'allettante offerta di lavoro. Allora mi chiedo....perchè non sfruttare al massimo questa nuova arma? Ne parliamo oggi (mi sento molto Luciano Onder..ahah) con Salvatore Cossu, programmatore informatico e analista: un ragazzo dalle idee molto chiare.

Per voi...  

 

In treno.....guardando il Danubio.

Intervistando…il programmatore informatico Salvatore Cossu


Prima di entrare nel vivo dell’intervista, siamo tutti curiosi di sapere qualcosa su di te.

Sono nato a Sassari nel 1978  e dopo aver conseguito il diploma di Geometra, all’età di diciannove anni sono partito alla volta di Milano. Nel capoluogo lombardo sono rimasto circa 4 anni, alternandomi tra lavoro e studio. Da qualche anno mi sono trasferito a Cagliari dove lavoro come programmatore informatico e analista.

Sei originario di Sassari, ma abiti e lavori a Cagliari. Quali differenze ci sono tra queste due città sarde?

Nonostante sia profondamente legato alla mia città di nascita, ammetto che Sassari a differenza di Cagliari è un luogo molto statico dal punto di vista lavorativo. Anche gli svaghi sono piuttosto monotoni: si esce sempre lo stesso giorno e sempre nel solito locale.

Tu sei un tecnico programmatore. Quanto ha influito l’informatizzazione e la diffusione di internet nello sviluppo turistico?

Sicuramente moltissimo. Fino a dieci anni fa chi voleva viaggiare doveva recarsi presso le agenzie e sfogliare tonnellate di brochure e opuscoli, oppure prendere per buone le testimonianze di altre persone già state nella meta di vacanza desiderata. Ora basta avere un pc, una connessione internet et voilà...si va ovunque.

Gli operatori turistici sardi spesso non utilizzano nel modo giusto i preziosi strumenti informatici che li aiuterebbero ad incrementare la visibilità, la qualità dei servizi (maggiori informazioni su cosa si offre), gli introiti economici. Prova a convincerli. Perché usufruire del web 2.0?

Ritengo che ormai quasi tutti i tour operator si avvalgano di strumenti telematici(siti web, etc) per lo svolgimento del proprio lavoro. Vorrei suggerire loro di investire sull’indicizzazione dei propri portali nei motori di ricerca. Infatti secondo una  legge non scritta del web, se non si rientra nelle prime 2-3 pagine dei motori di ricerca, non si ottiene alcuna visibilità.

Ricettività sarda & web. Spesso facendo ricerche su Google, mi è capitato di visitare siti di hotel, B&B, residence e agriturismi: molti sono mal organizzati e contengono addirittura descrizioni vaghe e “fantasiose”, testi con errori grammaticali. Come possiamo giustificare una tale trascuratezza? Nel marketing la Pubblicità è essenziale!!!

Essendo un tecnico non posso addentrarmi in  un campo che non mi compete qual è il marketing. Per quanto riguarda i contenuti dei siti web, questi nella stragrande maggioranza dei casi vengono gestiti dai committenti stessi, di conseguenza le lacune e gli errori sono a loro imputabili (salviamo la categoria Programmatori)

Immaginiamo un turista tedesco abile nell’utilizzo di internet. Deve decidere quale sarà la meta delle sue prossime vacanze estive. Quante possibilità ha di scegliere la Sardegna in base alle informazioni che il web e gli operatori isolani offrono della nostra isola? L’immagine e il marchio della Sardegna sono abbastanza competitivi nel mondo di internet?

A mio parere se un turista di qualsiasi nazionalità dovesse decidere di optare per la vacanza in Sardegna, su internet potrà reperire un quantitativo  più che sufficiente di informazioni. Per quanto riguarda la visibilità e il marchio della Sardegna, questo dipende molto dalle fonti in cui si cercano informazioni.

Hai viaggiato tanto e hai potuto vedere con i tuoi occhi tanti diversi modelli di turismo: ospitalità, accoglienza, servizi, patrimonio artistico, culturale naturalistico. Quale città, stato o nazione ha soddisfatto maggiormente le tue esigenze e aspettative di turista?

Eh bella domanda. Considerando che personalmente non sono un turista che cerca la vacanza ”tutto compreso” e che la maggior parte delle volte decido la mia meta pochi giorni prima di partire, credo di non poter rispondere in maniera esaustiva a questa domanda.

A parer tuo quali sono i punti deboli del sistema turistico sardo? Quali soluzioni proporresti per migliorarlo?

Secondo me la stragrande maggioranza dei turisti percepisce questo assioma Sardegna-Mare. Perché non provare a valorizzare anche l’entroterra, così ricco di storia e tradizioni? Trovo molto interessanti le rassegne autunnali quali  ad esempio “La montagna produce”, che ogni anno riscuote sempre più consensi.

Nel mio blog, la parola cooperazione compare in modo quasi insistente: per me rappresenta la chiave di volta dello sviluppo economico e sociale della comunità sarda. Cosa ne pensi?

Penso che sarebbe una cosa meravigliosa. Secondo me la Sardegna deve necessariamente incentrare la sua economia sul turismo e sui servizi. Per far ciò occorre che le diverse figure del turismo cooperino assieme, al fine di dare al turista un incentivo in più per scegliere la nostra Isola come meta della sua vacanza. Altri paesi da questo punto di vista sono molto avanti, vedi la Spagna.

Si inneggia all’indipendenza della Sardegna. I quattro mori sono onnipresenti nel mondo. Tu stesso hai un bellissimo tatuaggio della bandiera sarda. A questo punto ti chiedo, cosa differenzia noi sardi dal resto degli italiani?

(Sorrido)…Quello che accomuna noi sardi è senza ombra di dubbio l’attaccamento morboso alla nostra terra e alla nostre tradizioni. Mi viene in mente  un mio amico di nazionalità belga. Sfoggia un meraviglioso tattoo dei quattro mori sul petto, nonostante il vero sardo sia suo nonno paterno. Questo  dimostra che il nostro status è qualcosa di chimico, memorizzato nel dna.

Cinque cose che ami della Sardegna e altrettante che proprio non ti piacciono.

Le cose che mi piacciono della Sardegna sono tante e non vorrei cadere nello scontato e banale. Preferisco dirti ciò che non mi piace: l’invidia e la gelosia degli imprenditori. Posso citare un esempio calzante in proposito. A Sassari qualche anno fa aprì una palestra, che all’epoca riscosse un discreto successo, collezionando qualche migliaio di iscritti. Bene nel giro di 2 anni nella stessa via inaugurarono altre due palestre, innescando  tra loro una lotta fratricida, che ha portato alla chiusura di tutte e tre le strutture. Che tristezza.


 Un pensiero e un augurio per i giovani disoccupati sardi.

Mi auguro realmente che questa crisi profonda passi velocemente. Personalmente ritengo che la cosa più saggia da fare in questo momento sia “svernare” in qualche altro paese nell’attesa che la situazione si stabilizzi. Conosco troppi laureati che hanno ormai trentanni e purtroppo non hanno mai avuto alcun tipo di esperienza lavorativa. Il tempo passa inesorabilmente e la mia paura è  si ritrovino in una età troppo avanzata e senza il giusto know-out lavorativo.

Grazie Salvatore per aver condiviso con noi il tuo pensiero e la tua esperienza.
Utilizziamo questa grande risorsa chiamata Web 2.0, in modo intelligente, nella giusta misura e affidandoci a tecnici esperti per migliorare  la qualità dei servizi che offriamo.

Auguro a tutti voi un buon BloggerViaggio :)

martedì 7 agosto 2012

L'ironica catena turistica sarda

Cari viaggiatori,
anche il turismo può essere considerato una scienza, con tutte le sue regole o assiomi, teorie, strategie, statistiche, esperimenti, grafici e anche catene di sopravvivenza. 
Eccola qui, la catena turistica in tutto il suo splendore geometrico.
Analizziamola.



Tutto il processo parte dalla decisione. Il turista, stanco dal lavoro e saturo di smog, si siede e si chiede: e quest'anno dove andrò? Stessa spiaggia stesso mare? Scappo in montagna? Mi immergo in un borgo medioevale? A questo punto, furbescamente, accende il suo pc, si dirige sull'url di Google e inserisce le sue Keywords, parole strategiche che riassumono le sue richieste. E' un po' come chiedere al genio della lampada: dove mi porti in vacanza? Google risponde, in pochi millesimi di secondo!!!






L'alternativa è recarsi in un'agenzia di viaggio e farsi consigliare dall'operatore, il quale organizzerà anche la vacanza stessa del nostro baldo turista.
Sono certa che questo viaggiatore, sceglierà la Sardegna come sua meta (puro patriottismo ^_^).
Mezzi di trasporto a sua scelta? Nave, aereo o sfida da guiness dei primati con Attraversata a nuoto del Mediterraneo :O Opterà sicuramente per le prime due opzioni!!!! Almeno spero, vista la crisi...
Giunto in Sardegna, sarà accolto dalla comunità ospitante con collane di corallo e fiori... No Claudia, stai decisamente sbagliando isola :///
Dobbiamo lavorare molto sull'accoglienza!!




Il turista smarrito, in un'isola con pochi segnali e indicazioni stradali, seguirà l'intuito e si dirigerà presso la struttura ricettiva che lo accoglierà e sarà la sua base durante la vacanza. In seguito vagherà alla ricerca di un infopoint e se non dovesse trovarlo ( chiuso per ferie) potrà sempre ricorrere a google o a innovative App per Iphone o Android. Alternativa le care vecchie edicole:).....mmmmm....

Proseguiamo..

Dopo il gran girovagare il turista, che spesso gira con moglie, pargoli, fidanzata, non può far a meno di accogliere la richiesta del suo stomaco, il quale, accortosi di essere in vacanza, vorrà assaggiare le prelibatezze del luogo. Quindi, tre-due-uno- via, caccia al ristorante tipico, nella selva di offerte più o meno genuine! Nel 90% dei casi, il primo ristorante di una località in cui sono stata mi ha rifilato un conto salatissimo. Consiglio dunque al viaggiatore calma e ponderazione: ci sono molte guide che aiutano nella scelta di un buon locale in cui soddisfare la propria fame di cultura culinaria senza venir dissanguato o salassato.
La vacanza continua, tra visite alle varie attrazioni del territorio, alcune accessibili, altre visitabili col cannocchiale, altre ancora non ben visibili se non in possesso di vanga e pala ( un piccolo aiuto archeologico non guasta mai).
Tra eventi più o meno innovativi e grosse abbuffate, il turista potrà collezionare un gran numero di ticket nelle degustazioni delle sagre più svariate.
Per i più attenti e fortunati, eventi straordinari e ben progettati che rispondono alle preghiere del turista di poter toccare con mano le eccellenze della nostra isola: tra folklore, moda, musica, suggestive passeggiate notturne, eccolo beato e con un sorriso a cinque stelle!!!
Ma non solo! Trekking, bike, windsurf, canoa... La nostra Sardegna ha tanto da offrirti Turista!
E noi accompagniamo il turista nel suo tour e ricordiamogli quanto sia grande l'amore per l'ambiente e l'importanza di non tornare a casa con chili di sabbia come souvenir, e di non deturpare in nessun modo il nostro paesaggio vergine.
Egli ne prenderà atto se noi stessi saremo pronti a dargli il buon esempio.
La vacanza è terminata, che fatica!!! Ma no, il turista rilassato e sazio di nozioni, immagini e storie magiche di fate e folletti, con un poco di malinconia torna a casa.
Cosa dirà di noi? Gli mancheremo?



Nel frattempo cerchiamo di migliorarci giorno dopo giorno, dando un giusto peso anche ai piccoli particolari, all'immagine che vogliamo dare al nostro territorio ( Marchio e slogan), al rapporto qualità-prezzo, accessibilità delle attrattive artistiche, storiche, naturalistiche.
E soprattutto, non smetterò mai di dirlo, una catena forte è composta da maglie solidamente collegate tra loro: se manca anche solo una maglia la catena rischia di non funzionare più.
Riflettiamo...

Buon BloggerViaggio a tutti voi :)


lunedì 6 agosto 2012

Identikit del turista: Feedback (Parte 5)

Buongiorni cari navigatori e amanti della Sardegna.
Siamo giunti all'ultimo tassello che va a completare il nostro identikit del turista vacanziero pronto per lo sbarco in Sardegna.
L'ultima caratteristica è: feedback.



Si, proprio il feedback, o detto in termini differenti, giudizio positivo o negativo, condiviso con altri utenti e fondamentale per il cosidetto passaparola!
Il turista ha in se un importante strumento utile alla nostra comunità: se soddisfatto lascierà feedback positivi sia su diversi siti internet che curano le recensioni di strutture ricettive, eventi, gradimento della vacanza, servizi, etc., ma ha anche un'altra possibilità: una volta ritornato a casa propria parlerà della vacanza appena trascorsa, dei luoghi che ha visitato, della sua soddisfazione. Insomma potrà invogliare o scoraggiare amici, parenti, colleghi o amici web, a far vivere loro la sua stessa vacanza.

Turista soddisfatto= feedbaack positivo= passaparola efficace= possibilità di acquisire nuovi clienti

Noi come comunità ospitante dobbiamo far si che il gradimento della vacanza in Sardegna sia buono, distinto, ottimo, superlativo! Diamoci da fare! Un turista soddisfatto è il miglior strumento di fidelizzazione che si può ottenere!!!

Buon BloggerViaggio a tutti :)