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venerdì 4 aprile 2014

Lettera aperta di una giovane ragazza sarda



Cari lettori,
oggi è per me una giornata dedicata alla riflessione. Non vi è spazio per frasi ironiche, di circostanza e di comprensione. Circa due anni fa, in preda a un momento di scoraggiamento, decisi di ritagliarmi un mio spazio nel web, creando questo blog: Io, la Sardegna e il mio sogno turistico. Questo il nome del mio angolo targato 2.0, questo il riassunto dei miei sogni, ideali, obiettivi. 
Nel frattempo anche nella vita reale mi sono data da fare, fondando un'associazione di turismo sostenibile e responsabile e diventandone presidente, creando eventi culturali, scrivendo tanti progetti innovativi che mi hanno portato grandi soddisfazioni, dando inizio a fruttuose collaborazioni.
Tutto questo non è accaduto casualmente: anni e anni di studi, titoli, corsi di formazione, esperienze sul campo. Così nasce una professione. 
"Professione", termine alquanto discusso, specialmente in ambito creativo, persino in campo turistico.
Siamo sardi, siamo un'isola turistica, così ci dicono tutti e così ce la cantiamo anche noi, ogni santo giorno! 
Io il turismo vero, non lo vedo, io non vedo un impegno concreto delle Istituzioni e delle più grandi realtà turistiche sarde. 
Ecco cosa vedo in realtà: una terra abbandonata.
La cronaca parla chiaro: la crisi attanaglia la Sardegna! Una crisi economica, di valori, culturale. Crollano le mura di edifici storici, crollano le vite di chi non riesce a liberarsi dai debiti, crolliamo noi giovani sempre più ignorati!
Proprio noi giovani, che dovremmo dare nuova linfa a questa landa turistica, veniamo puntualmente scoraggiati, umiliati e sfruttati. Diamo il cuore nei nostri progetti, ma veniamo pagati miseramente, non siamo accettati come professionisti! E guai ad emergere! Siamo considerati un pericolo. Questa è la triste realtà.
Il lavoro va pagato, noi siamo professionisti, noi abbiamo progetti, ascoltateci! 
Un appello ai politici: considerateci! Ripartite da noi! Ripartiamo tutti insieme! Se riusciamo noi all'interno delle nostre iniziative a coinvolgere un'intera isola, perché non credete in noi?
Un appello ai giornalisti: guardatevi intorno! Non esistono solo notizie tragiche! Dateci spazio, valorizzateci! Esistono iniziative lodevoli che non oltrepassano i confini dei paesini. Vi sono iniziative apprezzate ovunque tranne che qui, in terra sarda. Interessarsi a noi equivale a dare speranza a intere generazioni a partire dai nostri genitori, ormai disperati, fino ad arrivare ai nostri futuri figli!
Il turismo, la cultura, l'imprenditorialità saranno nuovamente o finalmente una realtà quando volterete i vostri occhi verso di noi.
Se non lo farete abbandoneremo la Sardegna pur di vedere realizzati i nostri sogni.

Claudia




mercoledì 4 dicembre 2013

La Cultura rende liberi: uno spot per riflettere

Cari naviganti,
ci avviciniamo al Natale e le manifestazioni culturali si affacciano con sempre maggiore frequenza nella nostra cara Isola. Questo dato è assolutamente confortante e lo è ancor di più alla luce della crisi economica che da qualche anno imperversa in Italia, che, come sappiamo, ha portato ad un taglio netto dei fondi destinati alla CULTURA e alle attività ad essa connesse.

E' molto curioso che un settore così importante per l'economia italiana e in un Paese che da sempre vive di storia, la cultura sia stata messa da parte. 
Cultura intesa come istruzione, turismo, imprenditorialità ad essa legata, patrimonio storico, artistico, risorse umane.

Non è un mistero la drammatica situazione in cui versano alcuni fra i siti archeologici più celebri della storia (vedi Pompei); è una triste realtà la fuga dei cervelli all'estero; è incredibile che la promozione del nostro Patrimonio costringa i professionisti a svolgere questo compito sotto forma di vero e proprio volontariato.

Noi giovani impegnati attivamente nel settore turistico-culturale siamo in netta difficoltà nella proposizione di manifestazioni e iniziative di alto livello culturale, persino di quelle a basso costo!

Mi intristisco sapendo che la maggior parte della manifestazioni finanziate in Sardegna riguardino il cibo! Sagre sagre e sagre! Pancia piena e cervelli leggeri!!!

Mi dispiace ma io proprio non ci sto!!! La superficialità che sta permeando la nostra attuale società alimenta la predisposizione al menefreghismo totale soprattutto nei giovani!

Politica? Inutile! Studiare? Si, ma senza passione! La storia del nostro popolo sardo? Ma chi se ne frega! Io sono cittadino del mondo! Leggere un libro? Noia totale! Queste ed altre le frasi che spesso sento pronunciare dai miei coetanei.

La bellezza del corpo e la sua cura oscura le menti, le impigrisce, le rende schiave di un sistema!

Questi sono alcuni motivi che mi hanno spinto a realizzare un cortometraggio dal titolo "La cultura rende liberi", in collaborazione con Giuditta Sireus e Laura Argiolas, due giovani donne che come me si cibano di cultura, quotidianamente.



Sceneggiatura: Claudia Prinzis
Cosceneggiatrice: Giuditta Sireus
Regia, riprese e montaggio: Laura Argiolas
Interpreti: Claudia Prinzis e Giuditta Sireus
Make up : Claudia Prinzis
Location: Villa Siotto, Sarroch (CA)

Ecco a voi il video e aspetto come sempre i vostri commenti :)

Twitter & Instagram: #laculturarendeliberi


BuonBlogger viaggi cari navigatori :)

lunedì 11 novembre 2013

Lavorare in hotel? Parliamone.

Cari navigatori,
dopo mesi di assenza legata ai frenetici ritmi del lavoro estivo sardo eccomi nuovamente qui!
Questo blog è nato per dare voce alle mie speranze di giovane donna sarda impegnata nella crescita turistica e culturale della nostra cara Isola, che sogna di contribuire a realizzare un'economia del terziario totalmente slegata dalla stagione estiva. 


Come spesso ripeto, la Sardegna non si può definire "turistica", poiché mancano molti elementi nella fornitura del "prodotto turistico".


Ecco perché ora vi racconterò una serie di "CONTRO" sul mondo del lavoro alberghiero e della ristorazione. 


Tutto ciò non accade solo in Sardegna...


Premessa.


La maggior parte delle strutture ricettive lavora a pieno ritmo da aprile a settembre, anche se la stagione 2013 ha visto anche il mese di ottobre preso d'assalto dai turisti, grazie alla clemenza del tempo, che ci ha regalato un'estate prolungata ad oltranza. Il lavoro in questi tempi di crisi è molto prezioso, e proprio questo spinge molti giovani e non,  ad accettare condizioni di lavoro al limite della legalità e della sopportazione fisica e psicologica.


"CONTRO"


Ecco che fioccano contratti schiavisti, con stipendi che rasentano il minimo sindacale a fronte di una quantità impressionante di ore fatte.


Gli extra raramente vengono pagati.


Poche strutture possono vantare una gestione ottima dei dipendenti.
L' intimidazione psicologica è un' arma sovente utilizzata: non mancano le umiliazioni in presenza di clienti e colleghi.


Non è permesso sbagliare.


Confusione di ruoli e mansioni. Si diventa dei "Jolly", pronti a svolgere qualsiasi tipo di mansione.


Nessuna frase di incoraggiamento, nessun grazie.


Vista la mole di lavoro da svolgere, la stanchezza diventa un nemico con cui combattere giornalmente. La vita privata si azzera.


Che ci crediate o no, questo elenco deriva da esperienze vissute, reali! Non sono frutto di fantasie,  fanno parte dell'universo sommerso legato allo sfruttamento dei sardi lavoratori stagionali.


I sardi  ricoprono spesso i ruoli più faticosi, meno paganti e a tratti umilianti.  


Nonostante le tante denunce in questo senso, il business continua.
I tagli del personale, la diminuzione degli stipendi e il declassamento di qualifica dei lavoratori stanno assumendo livelli critici.


E dopo un' estate passata a lavorare, arriva l'inverno e tutto si ferma, tutto tace.


Credo ci sia da riflettere. I diritti umani sono stati codificati, così anche il diritto al lavoro. La schiavitù è stata abolita. Pare di essere nella Francia pre- rivoluzione!
Quando inforcheremo anche noi i forconi contro questo delirio???


Fortunatamente non tutte le strutture alberghiere adottano questi metodi, ma le possiamo contare sulla punta delle dita.
Non è questa la strada giusta per destagionalizzare il turismo.


Voi cosa ne pensate?


Alla prossima cari navigatori e buon BloggerViaggio.




sabato 23 febbraio 2013

Lavorare gratis! Un'antitesi di moda!

Cari navigatori,
la mia assenza dal blog è assolutamente premeditata. Credo capiti a ciascuno di noi di voler stare in silenzio, con se stessi e meditare sul cosa fare, su ciò che si è fatto e sui progetti futuri. In questi momenti aumenta non solo l'osservazione di se stessi ma anche quella altrui.

Attorno a me, tra testimonianze lette sui giornali, social network e testimonianze a livello "reale" face to face, un tema pare diventare motivo di grande sofferenza tra i giovani e non solo: lavorare senza guadagnare!
Voi mi direte, eh Claudia, questa è la crisi, chi vuoi che guadagni tra noi umani sempliciotti senza un conto in banca dorato!!! In parte potrei darvi ragione, in parte no.



Dilagano diversi slogan pericolosi:

ABBIAMO FATTO TUTTO A GRATIS!

DAI FAI QUESTO LAVORO E POI TE LO PAGO APPENA POSSO!

SEI SOLO UN/UNA STAGISTA ( SCHIAVO MODERNO)

NON POSSO DARTI NEMMENO UN RIMBORSO SPESA!

DAI I SOLDI ORA NON TI SERVONO, PENSA ALLA PUBBLICITà CHE TI FAI!

NON MI INTERESSANO I PROFESSIONISTI MA GENTE CHE LAVORA ( A GRATIS)!



Potrei andare avanti nel citare queste assurde e mortificanti affermazioni!!!

Le uniche cose che si donano gratis sono i sentimenti, i gesti di carità, l'amore verso il prossimo.

Ma aprite bene le orecchie: IL LAVORO VA RETRIBUITO!

Ed ecco che i nostri progetti imprenditoriali e di lavoro autonomo assumono la forma di montagne sempre più dure da scalare! Per non parlare della gravosa situazione economica che va a pesare sulla famiglia e sulla serenità di chi è dentro questa gabbia!

Dover arrivare a fine mese con l'acqua alla gola per pagare tutte le tasse, avere almeno un rimborso spese e un riconoscimento per il lavoro fatto!

Vergogna!

Nel campo turistico questa è routine... Lo scoraggiamento è una brutta bestia con cui si deve lottare ogni giorno. Settori come il marketing e la pubblicità vengono talmente sottovalutati da essere ritenuti non retribuibili e nemmeno tanto importanti... qui in Sardegna.


Questo post non ha valenza di protesta, è semplicemente una breve analisi del trattamento riservato a tanti di noi...

E voi che ne pensate?

Buon blogger viaggio cari navigatori




martedì 16 ottobre 2012

La Sardinia silenziosa...un popolo che ha perso la voce.

BuonSalve cari navigatori.

Spesso mi chiedo, e in tanti se lo chiedono, perchè in Sardegna le cose cambiano lentamente o addirittura non mutano mai nel tempo.

La nostra situazione attuale è molto critica e non parlo solo della crisi economica, ma della crisi culturale, della crisi di un popolo che ha perso la voce!





E' la Sardinia silenziosa.

Silenziosi sono i lavoratori che dopo tante proteste restano con un pugno di sabbia tra le mani e smettono di far sentire la loro rabbia e il loro dolore.

Silenziosi sono i giovani, che ormai non si sentono nemmeno sardi, non conoscono la loro terra e non vogliono nemmeno viverci.

Silenziosi sono altri giovani, quelli che non trovano lavoro, quelli che non hanno "accozzi", quelli che non hanno più fiato e hanno smesso di sognare.

Silenziosi sono gli anziani, che ripensano ai vecchi tempi in cui le proteste ancora avevano un senso, e scendere in piazza coi sindacati non era una perdita di tempo.

Silenziosi sono quelli che non denunciano l'abbandono della propria terra, il non rispetto del patrimonio storico, naturalistico,culturale.

Silenziosi sono gli indifferenti, che non alzano nemmeno gli occhi da terra, camminano gobbi poichè per loro niente ha valore, la vita gli scivola addosso.

Silenziosi sono quelli con un animo rivoluzionario, ma troppo incastrati dalle maglie della società, non sanno come fare, non sanno con chi parlare, tra i silenzi di tutti.

Cosa romperà il silenzio? Cosa farà saltar fuori il coraggio? Chi farà parlare la Sardinia silenziosa?

Io cari lettori non lo so proprio. 

Forse toccare il fondo ci aiuterà a trovare le energie per risalire.
Forse il sistema deve cambiare,
Forse si devono ridefinire i ruoli.
Forse ognuno si deve umilmente mettere al servizio della società.
Forse....

Buon BloggerViaggio a tutti

giovedì 4 ottobre 2012

MaxInfo Sardegna & MIStv: una redazione al servizio del cittadino e del turista

BuonSalve carissimi navigatori,

tante volte, come ben saprete, mi sono soffermata sulle difficoltà di noi giovani nell'essere ascoltati, capiti, apprezzati. In questa nostra Isola a colori, ci sono veri e propri "buchi neri" culturali, economici, sociali: una classe politica disattenta, una cattiva gestione dei fondi europei, un turismo primitivo, un sistema di sviluppo non integrato, gelosie radicate tra concittadini, e nel complesso fattori che non agevolano lo slancio, la rincorsa verso il di più! Siamo chiusi in noi stessi e concentrati sulla nostra persona, tanto da dimenticare che i maggiori risultati si ottengono con la cooperazione e il gioco di squadra.


Cagliari. E' un ventoso e tiepido pomeriggio settembrino. Cammino col cellulare in mano lungo viale Elmas, alla ricerca della MaxInfo Sardegna.


 

Finalmente grazie alle indicazioni di Sandro, giungo a destinazione. Mi attende proprio sulla porta d'ingresso, da vero padrone di casa. Rincuorata dalla sua figura rassicurante, mi fa strada tra gli uffici della redazione. Iniziano da subito le sorprese: giovani, giovani, giovani OVUNQUE! Mi pare quasi un paradiso, una vera oasi di freschezza in mezzo al deserto percorso fino ad ora.

Giornaliste e giornalisti frizzanti, belle/i, attive/i e molto cordiali!!! Good!!!

Sandro mi fa accomodare nella sala riunioni. Accanto a lui Francesca, una giornalista bellissima e molto in gamba. Iniziamo a parlare del più e del meno: turismo, problematiche della Sardegna, soluzioni possibili, difficoltà del mio cammino lavorativo.

Ecco la prima sorpresa di Sandro: <<Claudia sarai intervistata da Francesca Arrius per MIS tv!>>.



Un poco imbarazzata ma felice dell'occasione datami, mi concentro e via, ecco che l'intervista scorre liscia senza interruzioni (se non tengo conto del tentativo di impossessarmi del microfono di Francesca per rispondere alla prima domanda.... deformazione professionale, pardon :P).

 

Cari lettori, dovete sapere che Sandro Usai, titolare della MaxInfo, è un vero e proprio sostenitore dei giovani di talento! E questo è uno dei suoi tanti punti di forza. 

Lavora per tanti anni nella Telecom, poi nell' Ufficio Relazioni dell'Unione Sarda, ma la sua passione sono i servizi informatici ed in particolare la parte digitale della gestione delle informazioni.

Ecco che inizia l'avventura imprenditoriale di Sandro, dapprima con la società consortile Ablativ, e in seguito con la MaxInfo Sardegna, nata nel 2010. 

Questa società si occupa di sviluppare la comunicazione attraverso mezzi multimediali e innovativi, che permettano ai propri partner di presentarsi in maniera creativa, efficace e incisiva.

Attualmente, lo staff lavora ad un importante progetto turistico: l' infopoint Wifi. 



Un nuovo modo di comunicare col turista, semplice e pratico: attivando  la connessione wifi del proprio cellulare, pc o tablet,  nei pressi di un infopoint abilitato al servizio, si potranno visualizzare tutta una serie di contenuti multimediali utili al turista. Il tutto è gestito tramite un software, il quale invia i dati via rete mobile ai singoli dispositivi collocati negli uffici informazioni. Geniale, non trovate? 

Sandro prima della presentazione del servizio Infopoint WiFi

Sandro afferma convinto che il turismo sardo debba fare un grosso passo in avanti, concentrandosi sulle necessità del turista e formulando l'offerta turistica modellandola sul viaggiatore. Maggior ascolto, interazione e nuovi modelli di destination management. L'epoca dell'intermediazione è agli sgoccioli!

Sandro aggiunge: << Il sardo ha difficoltà a capire il turista e le sue esigenze, ma dovrebbe cominciare a cambiar rotta e raggiungere culturalmente l'altro individuo>>.

Ed io sono assolutamente d'accordo con lui!

 

Il pomeriggio trascorso alla MaxInfo è stato edificante. Un padrone di casa, un uomo realmente interessato allo sviluppo della Sardegna, ad un suo svecchiamento. Proteso con lo sguardo al futuro ma saldamente ancorato al presente, resta in ascolto e scova i giovani talenti dell'isola. Cosa dire? Io lo ringrazio! Rappresenta la figura dell'imprenditore sardo che in molti dovrebbero seguire!!!

 

La serata è giunta al termine. Sandro mi accompagna all'uscita e mi saluta cordialmente.

E' stata una magnifica esperienza, per una giovane manager del turismo che cerca disperatamente di far udire la propria voce, farsi capire, proporre un progetto che persegue con umiltà e determinazione il bene comune della comunità sarda.

In bocca al lupo alla redazione e staff della MaxInfo Sardegna.

 

Ed ecco la mia intervista:)



A voi cari navigatori, auguro un buon bloggerViaggio.

Alla prossima :)



sabato 25 agosto 2012

"Obiettivo Sardegna"...con Luca Fadda.


La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d'arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere e comunicare emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione.
John Hedgecoe

Saluti a tutti carissimi viaggiatori.

Il primo impatto che si ha di un luogo è importantissimo: ciò accade tramite i canali sensoriali. Quando arriviamo in un bel bosco la nostra mente registra una o più immagini, profumi, rumori, voci, consistenze tattili e magari ci capita anche di ritrovarci a giocare e mangiare qualche buon frutto offerto dalla natura. Ecco da quel momento in poi avremo una chiara idea del posto in cui ci troviamo e ci ricorderemo di tutto ciò grazie alla nostra mente.

Un fotografo racconta la sua idea del luogo, ciò che più lo ha colpito o si lascia trasportare dall'istinto creativo per dare un taglio diverso all'immagine che lui stesso ha nella sua mente.
La Sardegna è una sola, ma dieci scatti di uno stesso luogo non saranno mai uguali, poichè è diversa la persona che li ha realizzati.
Per questo motivo, la rubrica "Obiettivo Sardegna" permette a tutti noi di capire, intuire, avere più "visuali" della nostra terra, e questo è possibile grazie ai fotografi che ci donano straordinari scatti.

L'ospite di oggi è un fotografo giovanissimo: Luca Fadda.
Scopriamo qualcosa in più su di lui.
Luca ha 25 anni e inizia ad interessarsi alla fotografia all'età di 18 anni, dapprima intraprendendo uno studio autodidatta, con grande attenzione alle tecniche e ai valori dell'arte fotografica.
Segue diversi workshop tra cui "Actionphotography" di Matteo Cappè e si iscrive all'accademia John Kaverdash di Milano specializzandosi nella fotografia reportagistica e affinando le sue capacità tecniche, ma soprattutto approfondendo il rapporto etico con la fotografia.

Ecco gli scatti che ha scelto per noi.


 





 


Sardegna,
paese che da sempre ci da mille, e noi facciamo dieci. Siamo caratterizzati da delle bellissime proprietà, abbiamo passione, solidarietà, bellezza fisica e splendore territoriale, siamo gentili, a volte fin troppo, accoglienti e quasi sempre amici, siamo multi etnici, perché ormai la Sardegna è una terra multi etnica, eppure ci manca sempre quello che ci fa sopravvivere.
Il tasso di disoccupazione è veramente troppo alto, eppure abbiamo menti che meriterebbero un posto di lavoro degno, e avremo possibilità di poter gestire non solo il turismo estivo ma anche durante tutto l'anno si potrebbe lavorare con tutte le bellezze naturali e storiche che la nostra terra ci regala.
Abbiamo la cultura, la nostra cultura Sarda e adesso abbiamo anche la cultura internazionale, e allora perché non sfruttare questi due fattori e unirli?
Sarebbe un ottimo modo per interagire e per far integrare meglio le persone straniere, ad ugual modo per dare lavoro alla popolazione sarda.
Allora perché non si riesce a trovare un modo per poter vivere di tutto quello che la nostra isola ci da? Forse perché oltre ad essere tutto quello che ho citato all'inizio siamo anche molto gelosi e probabilmente anche un po razzisti con chi non dovremmo e troppo accondiscendenti con chi invece si approfitta della nostra benevolenza e si approfitta veramente di noi e della nostra terra !!!
Forse se provassimo a unire tutto ma soprattutto ad unirci tutti sarebbe molto meno faticoso portarsi la pagnotta a casa ogni fine mese !! (Luca Fadda ph)

Grazie Luca, complimenti per le splendide foto e per le tue parole, che ben si riallacciano alla tematica che in questi giorni stiamo facendo circolare in rete: una rinascita della Sardegna grazie alla cooperazione di noi tutti, finalmnete liberi da gelosie e da manie di protagonismo. Uniti semplicemente per poterci assicurare un futuro migliore.
Ringrazio nuovamente Luca Fadda e vi segnalo gli indirizzi web in cui potrete fargli visita:

http://www.flickr.com/photos/lucafadda/

https://www.facebook.com/LucaFadda.PhotoStudio

www.lucafaddaphotos.com

Auguro a tutti un buon bloggerViaggio.




sabato 18 agosto 2012

Pensiero condiviso con "Nura Crea": Ma i giovani sardi? Dove sono???

Cari navigatori e viaggiatori,
mi sono imbattuta in un blog straordinario. Frugando un po' tra i vari post, tutti molto interessanti, questo mi ha colpito in quanto condivide il mio stesso pensiero e anche obiettivo. I giovani sardi dove sono finiti? Quelli che sono attaccati alla bandiera, alla loro terra, alle sue tradizioni. Quelli che dicono a voce alta. siamo sardi!
I talenti che vorrebbero emergere per dare un contributo concreto (anche economico) ma spesso sono messi da parte per chissà quale motivo. Quelli che riescono a far qualcosa e devono faticare il triplo del necessario.
Sarebbe così facile tirare fuori l'umiltà, mettere da parte le gelosie e non sventolare in giro per il mondo la bandiera dei quattro mori per poi dimenticarsi di cosa significa fare squadra.
L''areo del turismo vuole decollare, ma deve attendere che tutti i passeggeri salgano a bordo, con lo stesso biglietto, con la stessa voglia di fare e con il coraggio di abbattere un sistema che ci limita.
E intanto.........
Ci ritroviamo qui sul web a chiaccherare, condividere le nostre idee e far nascer anche progetti interessanti,
Se dal web si passasse più alle tavole rotonde ............... all'azione concreta...e perchè no, anche alla protesta pacifica (con innovativi strumenti di guerrilla marketing), forse qualcosa cambierebbe...

Ecco a voi il post di "Nura Crea" : http://nuracrea.blogspot.it/
   
 Nura Crea per la Sardegna simboli ed ogni abito tradizionale  

Ma dove sono i giovani sardi? Eccoli!


Ma dove sono i giovani sardi? Ci si chiede... Perche' non sono in piazza insieme alla vecchia generazione battagliera a protestare contro un sistema che non va? Perche' accettano silenziosi l'inaccettabile? Non lo fanno, anzi l'inaccettabile lo cambiano.

E' gia' da un po che molti giovani nell'Isola non si interessano di politica, qualcuno non l'ha mai fatto, altri ci hanno provato e sono rimasti delusi. Non urlano in piazza e non si fidano di nessuna bandiera, fatta eccezione per quella della loro Terra. Passano ore nei social network e si capiscono solo tra di loro, perche' non c'e' nessuno che li rappresenti. Ma, in sostanza .... che fanno?

Al contrario di quel che si pensa, una parte di loro si rimbocca le maniche per cambiare il proprio futuro disastroso lasciato in eredita' da quella generazione battagliera, anzi, per crearsene uno. In questi mesi ho avuto modo di incontrare persone splendide per le quali il coraggio e la determinazione sono tutto. Si fanno forza e tentano le strade piu' tortuose per respirare e per farlo iniziano a creare una rete. Grazie ai maledetti social network ci si puo' incontrare anche se a dividerci e' l'intera Sardegna e magicamente una titolare di azienda agricola bio, un'artigiana, una titolare di b&b, una pasticcera, una panettiera, una guida turistica, una fotografa, una scrittrice e ..chi piu' ne ha piu' ne metta, possono collaborare! Collaborare si, parola temuta sino a qualche anno fa e che ora sta al primo posto delle regole del mercato.Collaborare, barattare, scambiare, supportare... 

 Il posto fisso è una chimera? perfetto, e chi lo vuole! C'e' chi sogna altro nella vita e lo sogna ad occhi aperti, tassello dopo tassello, speranza dopo speranza e muro dopo muro. Cosi' la prossima volta che vi chiedete dove sono i giovani sardi, provate a cercarli nell'artigianato, nella cassettina di frutta km zero, nell'ultimo libro di una piccola casa editrice, nei dolci della piccola pasticceria che lotta per sopravvivere tutti i giorni, nella bella foto pubblicata sul giornale, nella guida turistica che nessuno vi segnala... 

Cercate i giovani sardi, non aspettano altro! e non preoccupatevi, non stanno tutti aspettando fermi l'ascensione di Dicembre 2012!

Grazie a Nura Crea  e spero di poter collaborare con te per una protesta pacifica a basedi fimo:)

Vi ricordo che potete trovare Nura Crea su facebook e nel suo blog  "NURA CREA"

Buon BloggerViaggio a tutti :)

giovedì 9 agosto 2012

Intervistando...l'executive chef Giorgio Diana

Salve a tutti cari navigatori,
in un post precedente, La professionalità nel turismo ha l'amaro in bocca?, ho trattato l'argomento della cosiddetta "fuga dei cervelli" dalla Sardegna anche nel campo turistico e del rivendicato principio della meritocrazia.
Oggi ho il piacere di proporvi l'intervista ad un giovanissimo chef sardo emigrato all'estero dodici anni fà e che sta riscuotendo un notevole successo.

Sono lieta di presentarvi l'executive chef Giorgio Diana.







C: Giorgio, ti do del "Tu", siamo coetanei, solo due anni di differenza :) Raccontami un po' di te.

Sono nato a Cagliari, ho frequentato l'istituto alberghiero e subito dopo il diploma ho lavorato per due anni in un rinomato hotel di Villasimius. La mia passione per la cucina sperimentale mi ha portato a lasciare la Sardegna e cominciare la mia esperienza a Monaco di Baviera. Questa esperienza dura ormai dodici anni!

C: Sono tantissimi! In questi anni cosa hai fatto?


Ho continuato a lavorare, raccogliere numerose soddisfazioni. Nel 2006 sono stato scelto a Monaco come il più giovane cuoco per la Michelin! Faccio parte della Federazione Italiana Cuochi, giro tanto per il mondo. Pensa sono appena rientrato dalla Spagna, a fine settembre partirò ad Almati, in Asia, e a novembre a Miami.

C: Complimentissimi! Il tuo talento è riconosciuto e apprezzato. Qual è il tuo segreto?

Oltre alla mia grande passione per la cucina e la mia spiccata creatività, non ho mai smesso di studiare, e ancora oggi studio!Ora ho esattamente 4 diplomi culinari di cucina italiana, tedesca, Sushi e cucina molecolare! La mia specializzazione è la novelle cousine! Inoltre sto finendo di scrivere un libro di cucina che sarà in vendita tra pochi mesi.

C: Hai mai pensato in tutti questi anni di ritornare in Sardegna?

Ci ho pensato anche perchè ho ricevuto offerte di lavoro. Ma la stagione dura solo tre mesi, mentre qui a Monaco lavoro tutto l'anno. Inoltre credo che le mie idee culinarie non avrebbero successo in Sardegna.
C'è ancora troppa chiusura e ciò limiterebbe la mia linea creativa. Il sardo non assaggia con entusiasmo la pietanza che non conosce. Ci vuole più apertura ecco.

C: Non vorresti proprio tornare?

Per ora no. Torno per le ferie, per riabbracciare la mia famiglia e i miei amici. La Sardegna è bellissima ma io amo viaggiare.

C: Prossima tappa?

Miami! E' un "territorio vergine", non ci sono ancora ristoranti con stelle Michelin. Ed è una città fantastica dalle mille opportunità per uno chef estroso come me!

C: Qual è la tua filosofia in cucina?

Ogni piatto che preparo è come se dovessi farlo per me. Utilizzo i migliori prodotti e inoltre la bontà del piatto deve essere pari alla sua bellezza nella presentazione.

C: Quale piatto ti manca della cucina sarda?

Gnocchetti pomodoro e salsiccia che fa mia madre :)

C: Il tuo obiettivo futuro?

Diventare il miglior chef executive! 

C: Grazie Giorgio, sei stato gentilissimo. Io mi auguro di poter assaggiare qualche tuo prelibato piatto e che tu possa un giorno tornare in Sardegna a condividere con noi la tua arte culinaria.

In bocca al lupo!

L'executive chef Giorgio, giovanissimo, non ha trovato la sua strada di crescita in Sardegna.
Questa intervista, cari lettori, spera vi faccia riflettere.
I problemi, che si ricollegano anche al turismo,sono piuttosto evidenti: chiusura insulare, stagione turistica limitata a tre mesi l'anno, giovani talenti con un bagaglio culturale di spessore che scelgono di emigrare per poter lavorare, in primis, potersi esprimere e guadagnare i dovuti riconoscimenti.
Le analisi sono superflue.
Auguro a Giorgio di continuare così, alla grandissima, e tenere alto il nome della Sardegna!!!

Buon Blogger Viaggio a tutti :)