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venerdì 4 aprile 2014

Lettera aperta di una giovane ragazza sarda



Cari lettori,
oggi è per me una giornata dedicata alla riflessione. Non vi è spazio per frasi ironiche, di circostanza e di comprensione. Circa due anni fa, in preda a un momento di scoraggiamento, decisi di ritagliarmi un mio spazio nel web, creando questo blog: Io, la Sardegna e il mio sogno turistico. Questo il nome del mio angolo targato 2.0, questo il riassunto dei miei sogni, ideali, obiettivi. 
Nel frattempo anche nella vita reale mi sono data da fare, fondando un'associazione di turismo sostenibile e responsabile e diventandone presidente, creando eventi culturali, scrivendo tanti progetti innovativi che mi hanno portato grandi soddisfazioni, dando inizio a fruttuose collaborazioni.
Tutto questo non è accaduto casualmente: anni e anni di studi, titoli, corsi di formazione, esperienze sul campo. Così nasce una professione. 
"Professione", termine alquanto discusso, specialmente in ambito creativo, persino in campo turistico.
Siamo sardi, siamo un'isola turistica, così ci dicono tutti e così ce la cantiamo anche noi, ogni santo giorno! 
Io il turismo vero, non lo vedo, io non vedo un impegno concreto delle Istituzioni e delle più grandi realtà turistiche sarde. 
Ecco cosa vedo in realtà: una terra abbandonata.
La cronaca parla chiaro: la crisi attanaglia la Sardegna! Una crisi economica, di valori, culturale. Crollano le mura di edifici storici, crollano le vite di chi non riesce a liberarsi dai debiti, crolliamo noi giovani sempre più ignorati!
Proprio noi giovani, che dovremmo dare nuova linfa a questa landa turistica, veniamo puntualmente scoraggiati, umiliati e sfruttati. Diamo il cuore nei nostri progetti, ma veniamo pagati miseramente, non siamo accettati come professionisti! E guai ad emergere! Siamo considerati un pericolo. Questa è la triste realtà.
Il lavoro va pagato, noi siamo professionisti, noi abbiamo progetti, ascoltateci! 
Un appello ai politici: considerateci! Ripartite da noi! Ripartiamo tutti insieme! Se riusciamo noi all'interno delle nostre iniziative a coinvolgere un'intera isola, perché non credete in noi?
Un appello ai giornalisti: guardatevi intorno! Non esistono solo notizie tragiche! Dateci spazio, valorizzateci! Esistono iniziative lodevoli che non oltrepassano i confini dei paesini. Vi sono iniziative apprezzate ovunque tranne che qui, in terra sarda. Interessarsi a noi equivale a dare speranza a intere generazioni a partire dai nostri genitori, ormai disperati, fino ad arrivare ai nostri futuri figli!
Il turismo, la cultura, l'imprenditorialità saranno nuovamente o finalmente una realtà quando volterete i vostri occhi verso di noi.
Se non lo farete abbandoneremo la Sardegna pur di vedere realizzati i nostri sogni.

Claudia




giovedì 22 agosto 2013

La "Leggenda del Dio distratto" in Tour : Sarroch Villa Siotto 2013

Cari navigatori,
sono giorni di fermento e di felicità.
Dopo il grande successo ottenuto a Teulada, ritorna con tantissime novità e una scena inedita, "La leggenda del dio distratto" - Sfilata di Moda Teatralizzata.
L'appuntamento è a Sarroch l' 1 settembre 2013, alle ore 22.00.

Di seguito il Comunicato stampa. Vi aspetto numerosissimi :)


Comunicato Stampa
"La leggenda del dio distratto"
Sfilata di Moda teatralizzata
01 settembre 2013
Sarroch - Villa Siotto




L' Associazione T- Lab Shardana, in collaborazione con il Comune di Sarroch Assessorato allo Spettacolo e Cultura, Saras, ITte, Itinerarii Teatralizzati e l' Associazione Amici di Sardegna Onlus, con il Patrocinio della Fondazione "Giuseppe Dessì, vi invita DOMENICA 1 SETTEMBRE, nella stupenda location del Novecento, VILLA SIOTTO (Sarroch), ad assistere ad uno spettacolo innovativo, che vi trasporterà indietro nel tempo, alla scoperta della nascita del ricamo, della tessitura e dei Colori della nostra Sardegna per poi arrivare ai giorni nostri con i nuovi talenti della moda made in Sardegna.
In compagnia del dio distratto, delle Janas e delle donne sarde, vi sveleremo i segreti di una cultura leggendaria che non ha mai smesso di palpitare e che ancora oggi coinvolge e appassiona non solo noi sardi!
L'arte di Maria Lai e la leggenda di Giuseppe Dessì ci ispirano nel rinnovare continuamente il nostro impegno nel proteggere il nostro Patrimonio storico, culturale, naturalistico.

Un prezioso Mix traTeatro e Moda che vi stupirà.

Numerosi ospiti e nomi della moda sarda:
Marinella Staico
Maria Conte
Lauretta Podda
Duecentogrammi
Gli intrecci di Fusilla
Antonella Spina
La EuroMode School di Anna Mattarocci
&
gruppi folk del SULCIS

Il nostro Cast:
Omar Gessa
Andrea Paderi
Nicola Dessì
Marta Fadda
Melania Fadda
Eliana Mallus
Maura Mallus
Veronica Dessì
Annalisa Devigus
Le piccole Emanuela, Gioia, Melissa e Anita

Accompagnamento Canoro di Simona Mura

Sceneggiatura a cura di Claudia Prinzis & Giuditta Sireus

Vi aspettiamo a Sarroch, domenica 1 settembre.

Un caro saluto e Buon BloggerViaggio




sabato 6 luglio 2013

Evento "RicamarT" Teulada: Arte, Moda e Teatro

Cari Navigatori,

ecco il Comunicato stampa dell' evento "Ricamart".

Vi aspetto numerosi all' evento di Turismo sostenibile e responsabile su cui sto lavorando con tanta passione.
I ringraziamenti da fare sono tantissimi, ma li riservo per il post manifestazione.
A voi auguro buona lettura e come sempre un buon Blogger Viaggio :)


L' Associazione culturale



Presenta ....




Comunicato Stampa
RicamarT
Teulada tra Arte, Moda & Teatro
Teulada - Palazzo Baronale
13 -14-15-16 luglio 2013

L’ Associazione culturale “T-Lab Shardana” in collaborazione con il Comune di Teulada, la Pro Loco di Teulada, L’associazione ” Is Sinnus” e ITte, Itinerari Teatralizzati e la straordinaria Partecipazione del Museo MIF di Muravera,  propone l’evento “ RicamarT”, dal 13 al 16 Luglio 2013 presso il Palazzo Baronale Sanjust.

Un progetto di turismo sostenibile e responsabile, in cui la Comunità è la protagonista dello sviluppo economico del proprio territorio: ” Una Comunità cosciente del proprio potenziale e dei propri mezzi è una comunità pronta a far crescere i flussi turistici, far conoscere le proprie tradizioni e valorizzare i propri beni, naturalistici, storici, culturali”. Questo è quanto afferma Claudia Prinzis, Presidente dell’ Associazione T-Lab Shardana, impegnata nella proposizione di eventi miranti alla riscoperta dell’ Identità sarda e alla sua rielaborazione in chiave contemporanea e sperimentale.

Teulada possiede una forte tradizione artigianale, raffinata e intrisa di arte. La cittadina si riconosce nel suo grande patrimonio artigianale, il quale contribuisce anche ad essere una forte attrattiva turistica del territorio e fonte di guadagno economico.

Tra le tradizionali produzioni di Teulada spiccano  il ricamo femminile con il punt’ e nu e il punt’a brodu.

La manifestazione “ RicamarT ” si pone come obiettivo la valorizzazione dei pregiati ricami di Teulada e dei vari centri sardi conosciuti anch’ essi per i raffinati manufatti, vere e proprie opere d’arte e patrimonio della nostra Isola.

L’ inaugurazione prevista per sabato 13 luglio, darà il via ad una quattro giorni ricca di contenuti.

All’interno del Palazzo Baronale, dal 13 al 16 luglio, sarà allestita la MOSTRA tematica  “ RICAMI D’ ARTE”:  ecco che prende vita un viaggio nel tempo e nei luoghi alla scoperta delle origini ed evoluzione del Ricamo in Sardegna. Storia e leggenda si fondono, arte e manualità si uniscono e danno  vita a stupendi abiti sardi, antichi e moderni, lenzuola, tovaglie, corredi, scialli finemente ricamati, accessori ,abiti di alta moda.

Sabato 13 luglio, alle ore 19.00, in seguito all’ entusiasmo riscosso durante la manifestazione natalizia “Su celu in s’apposentu”, sarà riproposta la  Degustazione di Prodotti Tipici di Teulada sulle note danzanti dello Spettacolo folk a cura dei Gruppi di Teulada e Sant’ Anna Arresi.

Domenica 14 luglio, andrà in scena uno SPETTACOLO SPERIMENTALE: all'' artista di Ulassai, Maria Lai, e allo scrittore di Villacidro, Giuseppe Dessì, si ispira l'innovativa SFILATA DI MODA TEATRALIZZATA, “LA LEGGENDA DEL DIO DISTRATTO”. Andremo a ritroso nel tempo per scoprire le origini leggendarie del Ricamo in Sardegna, mentre il Ricamo stesso nelle sue infinite forme e applicazioni, sfilerà in passerella. Un nuovo “format”, creato da Claudia Prinzis e Giuditta Sireus, che punterà al coinvolgimento totale dello spettatore, che sarà immerso in una storia affascinante e misteriosa, sentendosi esso stesso protagonista e privilegiato spettatore. Tra le stiliste ospiti, Marinella Staico, Laura Podda e Antonella Spina.

Sabato 13 e domenica 14, sarò inoltre presente, nelle viuzze del Giardino Baronale, il MERCATO DELL’ ARTIGIANATO.

La chiusura della manifestazione è prevista per il 16 luglio alle ore 23.00.

Di seguito il programma:

Mostra
“ Ricami D’Arte”
Dal 13 al 16 luglio 2013
Orari 19.00 -23.00

Mercato Artigianato
13-14 luglio
Orari: 19.00 – 23.00

Sabato 13 luglio

Ore 19.00 Inaugurazione
Ore 19.30 Degustazione prodotti di Teulada & Esibizione gruppi folk di Teulada e Sant’Anna Arresi

Domenica 14 Luglio

Ore 22.00 “La leggenda del Dio Distratto”
Sfilata di moda teatralizzata




venerdì 5 luglio 2013

"RicamarT": a Teulada s' incontrano i manufatti più belli dell' Isola sarda

Buongiorno carissimi navigatori,
gli impegni estivi sono davvero tanti, ma vale la pena lavorare per i propri sogni.
Tra una settimana inizierà l'evento che più attendo da mesi: Ricamart.
Nel prossimo post pubblicherò il comunicato stampa ufficiale, per ora ecco la sua presentazione :)




Rend'onore a s'istintu femminile,
de su dovere ch'at su richiàmu.
Finas da-e sos tempos de Abramu
s'este distintu su sessu zentile
tessendhe pizos,fatthende recamu
affainàdas da-e s'impuddhile
coghendhe pranzos,pulindhe sa domo.
àtteru che sas feminas de como!




Vi invitiamo a percorrere con noi, un viaggio nel mondo del ricamo sardo, in cui storia e leggende si fondono, arte e manualità si uniscono e danno vita a stupendi abiti, manufatti, scialli e... venite a scoprirlo da voi, a Teulada, Presso il Palazzo Baronale Sanjust, dal 13 al 16 luglio 2013.

La cultura identitaria sarda fa sfoggio delle sue eccellenze. All'' artista di Ulassai, Maria Lai, e allo scrittore di Villacidro, Giuseppe Dessì, si ispira l'innovativa sfilata di moda teatralizzata.

Un ringraziamento va a tutti coloro che sostengono i nostri progetti di Turismo sostenibile e responsabile e partecipano con entusiasmo a questa iniziativa, da tutta la Sardegna.

L'evento, proposto dall' Associazione T -Lab Shardana, è organizzato in collaborazione con : Comune di Teulada, Associazione culturale Is Sinnus, ProLoco Teulada e Associazione ITTE, Itinerari teatralizzati.


Mostra
“ Ricami D’Arte”
Dal 13 al 16 luglio 2013
Orari 19.00 -23.00

Mercato Artigianato
13-14 luglio
Orari: 19.00 – 23.00

Programma

Sabato 13 luglio
Ore 19.00 Inaugurazione
Ore 19.30 Degustazione prodotti di Teulada &
Esibizione gruppi folk di Teulada e Sant’Anna Arresi

Domenica 14 Luglio
Ore 22.00 “La leggenda del Dio Distratto”
Sfilata di moda teatralizzata
Ospiti:
Marinella Staico
Laura Podda
Antonella Spina



A prestissimo :) Buon Blogger viaggio a tutti!!!

venerdì 18 gennaio 2013

Carnevale sardo: un rito identitario.

BuonSalve cari navigatori,
le rigide temperature sarde di questi giorni non impediscono che nell'aria si diffonda l' entusiasmo per il Carnevale, e in tanti paesi della nostra cara Sardegna fervono i preparativi.


Tradizionalmente il Carnevale sardo inizia il 17 gennaio, con la Festa di Sant' Antonio Abate: enormi focolai si accendono nei vari paesi, dando vita a quello che definirei  l'incipit del Rituale del Carnevale sardo.
Maschere, travestimenti, processioni, satira, mistero, tradizione.




Le maschere sarde scendono per le strade, memori dei loro antichi compiti, coscienti di essere portatrici del compito rituale del sacrificio, dei riti pagani propri delle nostre antiche genti. Uomini coi volti coperti da maschere spaventose e misteriose, coi visi tinti di nero, con indosso pelli e pellicce, con bastoni, funi e grandi campanacci sul dorso. Maestosi e fieri, forti e colmi di fascino.
E' la Barbagia ad aver riscoperto per prima l'usanza delle maschere, quando nel 1984 Mamoiada rispolverò l'antica maschera dei Mamuthones. Le maschere scure e mute ripropongono il rituale della fertilità e con il frastuono dei campanacci, scacciano via gli spiriti maligni, danzando e saltando intorno al fuoco.
Non solo Mamoiada, ma Ottana, Orani, Gavoi, Fonni, etc, ma anche nel resto della Sardegna ormai si ricerca la maschera tipica del proprio paese. Ed ecco alcune maschere, tra le più note.

Nei tempi antichi le maschere non venivano "chiamate" solo per il Carnevale, ma anche in periodi "difficili": esse svolgevano la loro funzione rituale, tra cui la benedizione del grano, o altri compiti più cruenti, in cui obiettivo della missione era il sacrificio di un capro espiatorio, così come si racconta anche in numerosi romanzi sardi.







Non solo maschere, ma anche grandi fantocci che vengono bruciati alla fine del Carnevale, in occasione del mercoledì delle Ceneri: è il caso di Re Giorgio a Tempio, Gioldzi a Bosa, Cancioffali a Cagliari, Maimone in Ogliastra.

E non posso non citare le grandiose esibizioni equestri di Oristano con la Sartiglia e di Santulussurgiu con Sa Carrela 'e nanti.




Anno 2013.
Dietro le imponenti figure delle maschere sarde, si celano anche giovani ragazzi, amanti delle tradizioni e legati in modo indissolubile alle proprie tradizioni. E con loro le tante difficoltà di resistere all'avanzata della globalizzazione. Associazioni ferventi sostenitrici di un passato che affascina noi sardi e i visitatori: gli spettatori assistono con stupore e curiosità alle parate e alle esibizioni.



Sardegna, non un semplice carnevale, ma un rituale identitario, fatto di ricerche accurate, riti antichi. Tacciati più volte di paganesimo dalla Chiesa, con momenti anche drammatici di repressione, ai giorni nostri il Carnevale viene ormai vissuto solo come una semplice rievocazione storica.

Per noi sardi non è solo una questione di facciata e spettacolo: il filo con il nostro passato non si allenta, si rafforza e le giovani generazioni si appassionano sempre più alla propria storia.

Ma vi immaginate le facce degli esploratori e conquistatori nel vedere questi uomini mascherati?  Ecco spiegato il perchè se la davano a gambe!!!

Buon Carnevale a tutti, e vi auguro una stupenda full immersion nella ritualità identitaria sarda e nel culto della fertilità  che si cela sotto il nome di Carnevale.

Buon Blogger Viaggio.


mercoledì 10 ottobre 2012

Essere sardi? Cinque volte: si, grazie!

BuonSalve miei navigatori.

Riflettevo un po' sul significato di vari termini che utilizzo spesso: comunità, identità, popolazione, cultura, tradizioni, Sardegna, sardi... e via dicendo.

Turismo in Sardegna, cooperazione tra sardi, l'isola sarda, la tradizione sarda...

Prima di parlare di tutto ciò è meglio porsi un'altra domanda....


Cosa significa essere sardi?

Ci sarebbe tanto da dire, poichè definirsi una nazione non è cosa da poco, sventolare nel mondo la bandiera dei quattro mori non è una coincidenza, vantar la propria terra e la sua bellezza è un dovere civico assai piacevole, parlare una lingua totalmente differente dal resto d'Italia è una prova schiacciante di quanto noi siamo un popolo unico per origini, tradizioni, cultura e carattere!

Potrei scrivere un saggio su cosa significhi essere sardo, ma non è questo il luogo per sviscerare l'argomento minuziosamente.


Elencherò però dei motivi per i quali essere sardi è un valore aggiunto, e non fonte di vergogna o inferiorità. 

Sarà certamente dura riprenderci la storia che ci hanno tolto, e la dignità strappata con lavaggi del cervello a dir poco raccapriccianti, ma bisogna ripartire dalla nostra comunità per riprendere in mano le redini dell' ISOLA CHE C'é!!!


Essere sardi? Cinque volte: si, grazie!

  • Essere chiamati pastori? Gesù è il Buon Pastore. L'allevamento è parte integrante di un'economia attiva. Le nostre pecore producono ottimo latte e i derivati sono prelibati. Ci chiamate pastori? Si, grazie! Ne siamo fieri!

 

  • Essere chiamati primitivi?  La nostra storia archeologica fa impallidire tutti gli studiosi del mondo, qualcuno afferma anche che la Sardegna potrebbe essere stata la mitica Atlantide. Vogliamo poi parlare della civiltà nuragica raffinata ed evoluta? Ci chiamate primitivi? Quale onore.. Si, grazie!

 

  •  Essere derisi per l'accento? La nostra è una lingua in tutto e per tutto. Ci dispiace se non ci capite. Noi continuiamo a parlarla e tramandarla alle future generazioni. Voi continuate a parlare i vostri dialetti e rispettate le tradizioni altrui. Ci volete deridere? Fate pure, ma essere sardi? E' molto di più! Si, grazie!

     

  •  Essere derisi per la statura? Ricordo che i personaggi più illustri della storia erano davvero di minute proporzioni. Napoleone non si fece tanti complessi sulla propria altezza. Inoltre si parla di una civiltà dei Giganti, leggenda o realtà? Chissà. Però ci chiamate "tappi"? Bevete il nostro vino, perchè il vino buono.... sta...in Sardegna! Si, grazie!

 

  •  Essere derubati nel campionato di Serie A per via dei lavori non conclusi nel nuovo stadio di Quartu? Tutto è lecito quando "si spara a zero" non su una infrastruttura, ma su una regione intera! Calcio o rabbia repressa? Noi tutti siamo con la squadra della nostra regione! Essere senza lo stadio completato? Ancora per poco! Si, grazie.

 

Quanti e quanti ancora "Si, grazie" i sardi dovrebbero imparare a dire, non solo ai non sardi, ma tra sardi stessi!!! 

Amate la vostra terra, mare, monti, fiumi, laghi, storia, leggende. Amate il vostro accento e non nascondetelo! E' un dono! Siatene fieri! Amate la vostra statura, la fisicità unica, le squadre di calcio della vostra isola e lo sport sardo in generale. Nel momento in cui, alla domanda SEI SARDO? ...tutti risponderanno SI GRAZIE!, proprio allora, come per magia, si azionerà il cambiamento.

Siamo cittadini del mondo, ma prima di tutto NATIVI SARDI!


Buon BloggerViaggio a tutti ...

martedì 2 ottobre 2012

Archeologia in Sardegna: tra colate di cemento e occultamento del patrimonio sardo

BuonSalve cari viaggiatori,
qui l'estate continua, il caldo non vuole abbandonare la nostra Sardegna, e noi beatamente ci godiamo questo autunno così mite e benevolo.
E' la stagione degli eventi più tradizionali, quelli più intimamente legati alla nostra identità sarda. Ecco che tutta la Barbagia si veste a festa, ed ecco che i borghi più belli scelti dal Touring Club aprono le loro porte ai turisti curiosi.
Iniziative in tutta la Sardegna, sostenute dalle associazioni culturali che lavorano strenuamente per valorizzare i patrimoni dei loro paesi.
Ed è proprio in questi tiepidi giorni che le passeggiate in campagna e in montagna diventano un rituale della domenica pomeriggio: relax a contatto con la natura e con la storia.
Si parlo proprio di storia! Percorrendo le vallate e le colline sarde è facile imbattersi in resti archeologici risalenti all'età prenuragica, nuragica, romana, medioevale...Ed è ancor più facile trovare in stato di abbandono queste immense aree archeologiche. Una svista della soprintendenza? No! Zone inaccessibili all' uomo? NO! Menefreghismo della popolazione locale? NO!
Il discorso appare complesso ma cercherò di sintetizzarlo utilizzando una piccola storia inventata qui, ora, per rendere l'idea di come i sardi nei secoli siano stati depredati, occultati e sminuiti delle proprie origini e della propria grandezza di popolo.

Immaginiamo di percorrere un bella strada di campagna, di addentrarci tra i rovi e le basse piante della macchia mediterranea e d'improvviso restar colpiti da imponenti massi di pietra che tentano di emergere dal terreno: caspita, sarà forse una tomba dei giganti? Colti da profondo senso civico, facciamo una telefonata alla soprintendenza... Buongiorno, salve, vorremmo segnalare un probabile sito archeologico di grande interesse nella località XXXXXX, potete effettuare un sopralluogo? ....Si certo, e grazie della sua tempestiva segnalazione, faremo di tutto per effettuare un controllo dell'area.
Tutti contenti e fieri di noi stessi torniamo a casa e già fantastichiamo su quali incredibili scoperte potranno venir fuori dagli studi degli esperti archeologi.
Passano pochi giorni ed ecco che i baldi archeologi iniziano gli scavi. Passano due settimane, tre, poi un mese, poi tre mesi... Ormai la voce si è sparsa ovunque, tutti gli abitanti dei dintorni attendono di vedere la meravigliosa tomba dei giganti... La soprintendenza non rilascia informazioni. Dopo qualche mese l'area degli scavi non esiste più, tutto è stato smantellato. Che è successo? Forse non è stato ritrovato nulla, chissà! 
Ci rechiamo sul posto, un po' seccati, un po' curiosi: stupore! Una grossa colata di cemento ovunque!!! Non solo non vi sono più gli imponenti massi ma sono anche stati ricoperti e glassati col cemento!!! Urgono spiegazioni e delucidazioni!!! ....Si guardi, dagli scavi condotti è emerso che si trattava di semplici massi senza alcuna importanza archeologica. Grazie della segnalazione Arrivederci.
Certo che la situazione è ridicola. Sappiamo distinguere tra semplici pietre e resti archeologici!!! Mah!
Molto delusi e increduli ritorniamo a casa. Ancora una volta la nostra storia è stata ricoperta, sepolta, distrutta, nascosta...

Questa breve storiella è ispirata a fatti realmente accaduti... Episodi che si sono ripetuti più e più volte, specialmente quando si giunge alla fatidica scoperta che porterebbe a riscrivere la storia di noi sardi!
La versione ufficiale dell'archeologia descrive noi sardi come beceri, pastori, ignoranti e trogloditi, tutti intenti a costruire fortezze per paura degli altri popoli. Commercio, navigazione, pesca? Noooo ma quando mai, i nostri antenati erano proprio messi male! Al massimo coltivavano qualche verdurina, si facevano la loro vita rurale noiosa e poi se la filavano alla vista dei fenici! 
Un quadretto davvero confortante!!! Siamo stati coloni precoci! E coloni siam pure rimasti e certe volte anche passivi!
Questo è ciò che ci fanno credere, questo è ciò che ci impongono da secoli e secoli. Ma qualcosa sta iniziando a scricchiolare. Si perchè noi non siamo mica dementi!
Sorvolando sui tombaroli e sul mercato estero dei reperti sardi.. Guardiamo con più attenzione la nostra isola.
Possiamo trovare OVUNQUE resti di storia, e si conta che i nuraghes siano oltre 20000, ben più dei 7000 "emersi". Possiamo tranquillamente immaginare una Sardegna antica completamente civilizzata, con le sue belle torri e villaggi ovunque!!! Una Sardegna che possedeva e maneggiava i metalli preziosi del tempo, quali il bronzo e lavorava persino il vetro e la ceramica. E le nuove datazioni dei bronzetti dimostrano che questi manufatti erano 100% MADE IN SARDEGNA!  Dunque via fenici, punici romani e compagnia bella! Avanti invece anche gli Shardana! Avanti le ipotesi di Atlantika! Sardi fieri guerrieri, commercianti e navigatori! Gli studi non ufficiali dimostrano questo e i comportamenti assai strani e stravaganti degli esperti non fanno altro che avvallare queste teorie.
A questo punto mi chiedo... Per quale motivo mantenere celata la nostra storia? Per quale motivo lasciar tutto nelle mani di persone che non sono interessate alla ricerca storica ma solo al mantenimento di un paradigma datato di stampo coloniale?

Ah, se potessimo tutti prender le pale e andare a prenderci ciò che ci hanno tolto nei secoli!!! 
La situazione è davvero delicata.... Voi che ne pensate?

Prima di lasciarvi vi invito a leggere un articolo, uno dei tanti, riguardo a scavi conclusi in maniera vergognosa!!! La tomba dai dipinti color ocra : eccone un breve estratto..
Abbiamo anche contattato XXXXX, archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di XXXXX e XXXXX e responsabile dell'area di XXXXX, per sapere se c'è un progetto di riapertura della tomba e la possibilità di rendere visitabile la necropoli. L'archeologa ha esposto molto chiaramente il proprio punto di vista sulla questione: "Non voglio che si parli di questa cosa, non mi interessa che si sappia. Noi della Soprintendenza siamo chiamati soprattutto alla tutela dei siti: le pitture sono labili e quindi la tomba rimane chiusa".

E ha concluso affermando che "Il canale per far conoscere questo tipo di scoperte lo scegliamo noi della Soprintendenza".
Ora, fermo restando che siamo pienamente d'accordo sull'assoluta necessità di preservare la tomba dalle mani di saccheggiatori e tombaroli, la sua chiusura ci sembra abbia un senso solo in una prospettiva a breve termine. Anche perché testimonianze locali affermano come altre tombe sigillate nella zona - tra cui la già citata XXXXX - stiano soffrendo di pesanti infiltrazioni d'acqua che ne compromettono le pitture: il rimedio sembra quindi avere un effetto opposto a quanto auspicato.

Confermando il nostro rispetto per la Soprintendenza e i suoi archeologi, a partire da XXXXX, che sappiamo essere un'ottima e capace professionista, non siamo tuttavia d'accordo né con i metodi applicati né con questo atteggiamento di chiusura: se si chiamano 'beni culturali' è evidente che siano un patrimonio nazionale, di tutti. La tutela è una cosa, l'occultamento a tempo indefinito - per quanto motivato da princìpi di preservazione - e' un'altra.
XXXXX, archeologo del Dipartimento di Archeologia ed Antropologia dell’Università di Bristol ed esperto mondiale di arte preistorica, da noi contattato ha commentato: "Lo straordinario stato di conservazione di questo esempio di arte preistorica è paragonabile per importanza alle immagini dipinte all’interno della camera dell’Oracolo dell’ipogeo di Hal-Saflieni a Malta. Questa scoperta è di importanza internazionale e dovrebbe essere condivisa tra i ricercatori di arte preistorica. L’aver sigillato il monumento rappresenta un crimine contro la comprensione delle vere origini del Neolitico dell’Europa meridionale".
Ci chiediamo quanti monumenti eccezionali siano stati trovati, scavati e sigillati nuovamente negli anni da parte degli archeologi in Sardegna, senza che nessuno - tranne pochi addetti ai lavori - ne venisse a conoscenza .
Ed ecco anche le foto dell'interno della tomba, prima che fosse glassata col cemento... 





Conflitto d'interessi? Massoneria? Paura di...cosa? Perchè accade tutto ciò nlla nostra terra? Il sospetto è sempre più forte.... stanno tenendo incatenato un grande popolo...NOI SARDI! Una nazione, molto più che una semplice isola nel cuore del mediterraneo....

Buon BloggerViaggio navigatori...

giovedì 13 settembre 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con Bronzetta ( parte 4)

Buonasera cari navigatori,

spero non vi siate dimenticati di Bronzetta, delizioso paesino sardo, frutto della mia fantasia, grazie al quale scopriamo insieme quali sono le fasi che si susseguono quando nasce e si sviluppa una località turistica.

Tra i tanti argomenti e le discussioni trattate nel blog ho trascurato le sue vicende.....ma a questo porrò rimedio... anche perchè, dall'ultima volta che abbiamo lasciato la nostra rinomata località, è passato un bel po' di tempo... andiamo a scoprire come Bronzetta si è trasformata dopo tre anni di turismo di massa!!!


Disegni di Stefano Gesh

Come Bronzetta divenne una rinomata destinazione turistica

Un sole abbagliante e un'afa infernale...la spiaggia di un rosa ormai sbiadito assisteva inerme a tutti quei piedi che la calpestavano senza curarsi di lei, sporcandola, trasportandola via da Bronzetta in piccole bottiglie di plastica, trofei di una vacanza nella più rinomata località turistica della Sardegna. Imponenti alberghi, asfalto ovunque, turisti in ogni angolo del paese. Era la terza estate turistica del nostro paesino e tutto era cambiato. Il conte Shardana si era rassegnato alla crescita disordinata del settore turistico e non usciva nemmeno più dalla sua tenuta. I paesaggi vergini, che egli ammirava dalla finestra della sua camera da letto, erano ormai un ricordo remoto. 

Nelle colline di Bronzetta, gli scavi archeologici non si erano ancora fermati: dalla terra continuavano a emergere testimonianze di un antico passato. Il museo costruito accanto agli scavi, custodiva un gran numero di reperti, tra i quali preziosi bronzetti guerrieri, gli stessi che il mare o gli avi avevano scolpito nelle grandi scogliere a picco sul mare.

Gli abitanti di Bronzetta non furono certo immuni al cambiamento: talvolta il dio denaro trasforma anche il povero in un uomo avido. L'antica cordialità di un tempo, rimase immutata nei confronti dei viaggiatori che raggiungevano la località. Non si può dir altrettanto della cordialità tra i membri della comunità: una lotta di tutti contro tutti per ottenere il maggior guadagno possibile. Da contadini, allevatori e artigiani, a....trasformazione.....Eccoli!!! I nostri imprenditori improvvisati! Gli anziani del paese, non privi di severità, si adoperavano per mantenere la pace e non far sparire le tradizioni: per quanto possibile raccontavano storie meravigliose ai propri nipoti, e anche ai  turisti curiosi e non amanti del turismo superficiale.

L'artigianato aveva perso il suo carattere identitario e conquistato un posto del tutto commerciale nel grande circuito turistico di sfruttamento del patrimonio locale.

Molti campi furono privati dei loro alberi da frutto, dei vigneti, dei prati per il pascolo.

La crescita indiscriminata e non rispettosa dell'ambiente e dell' identità di una popolazione, non può aver lunga vita! Si osserverà un periodo di grande splendore economico, ma a quale prezzo? Bronzetta stava perdendo il suo fascino, così come la sabbia stava perdendo il suo colore roseo.

I turisti più attenti ed esigenti, amanti delle storie dei popoli, non si recavano più nel paesino con lo stesso entusiasmo di un tempo.

Bronzetta andava incontro alla quarta fase dello sviluppo di una destinazione turistica: la fase del consolidamento. Gli arrivi sono sempre numerosi, ma si assistono ai primi cali di flussi. L'attività turistica diventa il settore trainante dell'economia della località. L'impatto ambientale è sempre più forte e degenerativo. Si cercano, inoltre, soluzioni per il prolungamento della stagione turistica: ma è proprio il degrado che allontana i segmenti più remunerativi di turisti!

Una trappola che conduce gli abitanti di Bronzetta ad un declino lento. Il non rispetto dell'ambiente, il non rispetto della cultura, il non ricordarsi più chi si è e da dove si viene, crea un blackout nella comunità, protagonista di uno sviluppo non sostenibile e non responsabile del settore economico!

Il conte Shardana in preda alla disperazione, chiamò nella sua tenuta, gli anziani fiduciari, per discutere sul da farsi. Obiettivo? Salvare  Bronzetta!


Ci aggiorniamo alla prossima puntata della storia... E per chi non avesse letto le altre tre puntate delle vicende può farlo anche ora:

Prima parte: Bronzetta e la fase esplorativa

Seconda parte: Bronzetta e la fase del coinvolgimento

Terza parte: Bronzetta e la fase dello sviluppo

 

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio :)


venerdì 31 agosto 2012

Intervistando....il designer di moda Matteo Mossa

BuonSalve a tutti voi navigatori.

Oggi ci addentriamo nel mondo della moda e della creatività espressa alla massima potenza.

Matteo Mossa, in arte Matteo M Design, è un giovane stilista emergente che unisce tradizione e innovazione nelle sue creazioni. 

Il suo telaio sforna veri e propri capolavori tessili.

Non attendiamo oltre e...... via!

 

Intervista a Matteo M Design

Domanda di rito.Raccontaci qualcosa di te.

Sono nato a Cagliari ma abito a San Sperate. Mi sono diplomato presso l’Istituto Tecnico per Geometri “Nervi” di Cagliari nel periodo in cui fioccavano i geometri e pensavo di poter trovare subito lavoro nel campo, ma mi sbagliavo. Dopo vari lavori stagionali, dalla raccolta della frutta, ai miniclub della Sardegna al bagnino, mi sono seduto nel tavolo di casa mia a riflettere su quale altro mestiere avrei potuto fare. Dopo avere sbirciato su un sito di arte medievale trovai il disegno di un telaio a cornice.  In seguito a vari tentativi ne costruii uno. Era il momento del collaudo: presi dello spago per pacchi (materiale reperibile con pochi soldi vista la mia condizione di disoccupato) e  creai il mio primo pezzo di tessuto. Da quel momento scoprii la giusta ricetta antidisoccupazione che poteva fare al caso mio: reinventare e scoprire un antico mestiere  che mi affascinava.

Come nasce la tua passione per la moda?

Già da piccoli la mia mamma Dolores ci faceva veder delle emittenti regionali che parlavano della cultura della nostra isola e fui colpito dalle passerelle di alta moda sarda, da Modolo a Tony Joshua Sanna etc… dalle belle modelle e dalle affascinanti creazioni; dopo vari scarabocchi sui fogli e collage di vestiti trovati su volantini che pubblicizzavano abbigliamento, mi chiesi se un giorno avrei potuto partecipare anche io a una di quelle sfilate.

Tu sei un giovane designer, ma utilizzi strumenti tradizionali per creare i tuoi capi. Descrivici un po’ di cosa ti occupi esattamente. 

Il mio motto è Moda arte e Telaio. Gli strumenti che uso sono due tipi di telaio: uno a cornice orizzontale e l’altro verticale costruiti da me, anche per dimostrare che con costo iniziale zero si può avere uno strumento per reinventarsi un mestiere. Mi definisco, se cosi si può dire,  un tessitore  un po’ speciale: non mi occupo di tessere tappeti tradizionali, poichè in Sardegna ne vediamo di favolosi, bensì disegno e creo abiti, dettagli ed accessori per l’alta moda tessuti interamente a mano senza l’utilizzo di alcun liccio. Inoltre creo anche arazzi artistici moderni.
Il mio intento è quindi di far "calcare" la passerella agli arazzi tipici che troviamo appesi nei muri delle case: essi prendono vita per una notte negli abiti delle giovani modelle.

Moda. La Sardegna come si pone rispetto a questo settore economico? Perché, a parer tuo, questo settore stenta a decollare?

E' un settore inanzittutto poco conosciuto e sempre meno nei palinsesti delle tv regionali si vedono delle sfilate. Inoltre mancano proprio i fondi per lanciare questo settore.

Cosa porti della Sardegna nelle tue creazioni?

I simboli degli antichi popoli sardi, i colori e le forme in chiave moderna dei costumi tradizionali ed i filati preziosi in lino seta e lana.

Sardegna & turismo. Un pro & un contro.

Un pro-turismo: Il turista deve essere veicolo per gli scambi culturali, una sorta di Cuncambias tra le diverse tradizioni e culture.
Un contro-turismo: il turista che getta i rifiuti dal proprio camper o li abbandona nelle spiagge. Occorre più rispetto per l'ambiente.

Il tuo prossimo progetto?

Riuscire a portare le mie creazioni nelle passerelle internazionali per far conoscere la cultura e le tradizioni della nostra Isola rivisitate in chiave moderna. Per ora partirò il 22 settembre per assistere alla premiazione del Concorso Internazionale di tessitura "Trame a Corte di Parma" in occasione  dei 150 anni dalla morte di Gustav Klimt. Il 23 settembre verrà decretato il vincitore ed io sono tra i finalisti.

Credi che la Sardegna dia sufficiente spazio ai giovani creativi come te? Come pensi possiate ottenere una maggiore visibilità?

Occorrerebbe organizzare una convention come quella a cui parteciperò con un mio arazzo dall' 11 al 14 settembre: "Kreativ" a Bolzano. Sarebbe l'occasione per tutti noi creativi isolani per mostrare e dimostrare ciò che sappiamo fare.

Un cambiamento dell’economia sarda può avvenire con una rinnovata collaborazione, ispirata ai principi di una comunità sarda più coesa, cosciente delle proprie potenzialità e tradizioni?

Penso proprio di si. L’importante è non avere rivalità o competere come diciamo noi a chi sia “Su Mellus”.

Con te la tradizione vive e trova nuove strade e modalità di espressione.
Sei una persona che indubbiamente ama la Sardegna. Pensi di continuare qui il tuo cammino professionale?

Dove sarà il luogo in cui la mente si siederà a ragionare non avrà importanza, potrà essere anche all’ estero. L’importante è continuare a far rivivere nelle mie creazioni i simboli e la cultura delle mie radici sarde per farle conoscere ovunque.

Perché portare avanti le tradizioni della nostra terra? Lancia un messaggio ai giovani e non che stanno perdendo il senso identitario sardo.

Non trascurate le tradizioni e la cultura della nostra Isola. Non abbandonate gli antichi mestieri perchè sono lo strumento di comunicazione tra i popoli.


Borse accessori
Tapestry "Sardinian Warrior" designed and weaving by Matteo M Desing


sflilata Sestu Tony Joshua Sanna ( in questo abito tessiture di MatteoMossa) Model : Valentina Vallascas



Arazzo da passerella "FEMMINAS"
grembiule in lana con disegno centrale in lino
presentato per l'esposizione itinerante WoolArt Parma in occasione della riscoperta della lana della razza autoctona del Corniglio

Tapestry "mediterranean simbols" designed and weaving made Matteo M Desing



Grazie Matteo per questa tua intervista e per aver condiviso con noi la tua vita, l'arte e il pensiero che c'è dietro ogni tua creazione. Matteo è l'esempio che con il talento e la fantasia si può creare qualcosa di unico nonostante il budget limitato. La tradizione rivive, in modo attuale e artistico. Anche questa è la Sardegna. Moda e genialità. Il mio augurio va a tutti gli stilisti emergenti affinchè riescano a creare un vero e proprio comparto economico della moda sarda!!! Siamo con voi!!!

Grazie per la vostra attenzione e auguro a tutti voi, miei cari lettori, un buon bloggerViaggio