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mercoledì 9 aprile 2014

Concorso fotografico "Istanti e riti" Settimana Santa 2014

Benvenuti cari navigatori,

ecco per voi un interessante Concorso fotografico in vista della Settimana Santa di Teulada, organizzato dall' Associazione T-Lab Shardana, di cui sono Presidente.

La settimana Santa di Teulada racconta attraverso riti senza tempo la religiosità e la drammaticità di quegli istanti cardine della religione cristiana. Un concorso fotografico per voi, amanti, professionisti e appassionati della fotografia.

Mandateci il vostro scatto più bello e partecipate al concorso "Istanti e riti della settimana santa a Teulada".

Riti significativi:

La lavanda dei piedi del giovedì santo (17 aprile)

La via Crucis e "Su Scravamentu" del venerdì santo (18 aprile)

S' Incontru della domenica di Pasqua (20 aprile)





Primo premio: 200,00 euro


Secondo premio: gigantografia della foto premiata

Terzo premio: 50,00 euro

Tutte le foto pervenute daranno vita ad una Mostra Fotografica che si terrà a maggio, a Teulada, presso il Palazzo Baronale.

Costo di partecipazione: 10,00 euro (costo stampa incluso)

Il pagamento della quota di partecipazione dovrà pervenire entro e non oltre il 19 aprile 2014 a mezzo bonifico bancario o presso il locale accreditato per la raccolta delle adesioni, sito a Teulada.

Le foto, con allegata la ricevuta di avvenuta iscrizione, dovranno pervenire via e-mail entro e non oltre il 4 maggio 2014, 

Consultate il regolamento e compilate il modulo d'iscrizione, e poi non vi resta che fare lo scatto vincente!


Regolamento del Concorso

Modulo d'iscrizione

Auguro a tutti voi un grande in bocca al lupo!!!




martedì 16 ottobre 2012

La Sardinia silenziosa...un popolo che ha perso la voce.

BuonSalve cari navigatori.

Spesso mi chiedo, e in tanti se lo chiedono, perchè in Sardegna le cose cambiano lentamente o addirittura non mutano mai nel tempo.

La nostra situazione attuale è molto critica e non parlo solo della crisi economica, ma della crisi culturale, della crisi di un popolo che ha perso la voce!





E' la Sardinia silenziosa.

Silenziosi sono i lavoratori che dopo tante proteste restano con un pugno di sabbia tra le mani e smettono di far sentire la loro rabbia e il loro dolore.

Silenziosi sono i giovani, che ormai non si sentono nemmeno sardi, non conoscono la loro terra e non vogliono nemmeno viverci.

Silenziosi sono altri giovani, quelli che non trovano lavoro, quelli che non hanno "accozzi", quelli che non hanno più fiato e hanno smesso di sognare.

Silenziosi sono gli anziani, che ripensano ai vecchi tempi in cui le proteste ancora avevano un senso, e scendere in piazza coi sindacati non era una perdita di tempo.

Silenziosi sono quelli che non denunciano l'abbandono della propria terra, il non rispetto del patrimonio storico, naturalistico,culturale.

Silenziosi sono gli indifferenti, che non alzano nemmeno gli occhi da terra, camminano gobbi poichè per loro niente ha valore, la vita gli scivola addosso.

Silenziosi sono quelli con un animo rivoluzionario, ma troppo incastrati dalle maglie della società, non sanno come fare, non sanno con chi parlare, tra i silenzi di tutti.

Cosa romperà il silenzio? Cosa farà saltar fuori il coraggio? Chi farà parlare la Sardinia silenziosa?

Io cari lettori non lo so proprio. 

Forse toccare il fondo ci aiuterà a trovare le energie per risalire.
Forse il sistema deve cambiare,
Forse si devono ridefinire i ruoli.
Forse ognuno si deve umilmente mettere al servizio della società.
Forse....

Buon BloggerViaggio a tutti

domenica 7 ottobre 2012

La Cagliari anti-turistica e poco responsabile.

BuonSalve navigatori del web 2.0.

Questo weekend mi ha regalato numerosi spunti di riflessione, tra una passeggiata a Cagliari, nel quartiere della Marina e un'escursione archeologica a due passi da casa mia, ora sono qui a condividere con voi le mie perplessità circa il turismo offerto dai sardi.




Il sabato sera via Manno e via Garibaldi sono invase dagli amanti dello shopping e non solo. Una fiumana di gente, che parla, ride, scherza, guarda con curiosità le vetrine e esplora tutti i negozi e negozietti delle due vie dello shopping più famose della nostra bella Cagliari.
Parallelamente a queste due vie, vi sono strade e stradine più isolate e molto meno trafficate. Da un lato il Bastione e il Quartiere Castello, dall'altra il Quartiere della Marina.
Scelgo il Quartiere della Marina.
Già dopo pochi passi, ecco la bella Chiesa di Santa Rosalia.
( La qualità delle foto non è ottimale poichè le ho dovute fare con il cellulare..) 


Su una parete alla mia destra un "murales particolare"...


Non conosco la storia della Chiesa, e cerco nei dintorni un bel cartello con la descrizione e qualche informazione utile... Emhh il cartello lo trovo, ma siamo separati... si tra me e lui c'è un cassonetto della spazzatura!!!!! Bella figura con i turisti! L'olezzo della spazzatura è forte, così desisto... Resto ignara della storia della Chiesa di Santa Rosalia, ma cosciente della poca accortezza di chi ha sistemato proprio in quel punto una raccolta di rifiuti. I turisti ne saranno proprio colpiti...specialmente le loro narici!!!
Proseguo il mio tour alla ricerca di note positive nel capoluogo sardo.
Le stradine si snodano strette e con un percorso piacevole... Si possono osservare scorci della Cagliari che fu...

E' quasi ora di cena....che languorino... lungo le viuzze della Marina, i ristoranti offrono le loro primizie servendole all'aperto, in graziosi allestimenti con i tavolini sulla strada.
Sorprese: prezzi salatissimi!!! Speriamo almeno che il rapporto qualità prezzo sia ottimo... Con mia crescente delusione, molti menù contengono il fatidico asterisco: *prodotti surgelati! ( in foto un menù tra tanti, non cito il ristorante naturalmente).
Ma come, siamo a Cagliari, a due passi dal mare,e ci permettiamodi offrire pasti preconfezionati e surgelati nei locali tipici? Ancora una volta immagino lo stupore del turista, il quale si sente proprio come a casa: si, con i prodotti appena tolti dal congelatore!!!

Lasciamo perdere la cena, mi è passata la fame e la fantasia...
Continuo il percorso...
Splendore degli splendori, gli scavi della Chiesa di Santa Lucia! Una perla di Cagliari. 





La Chiesa è recintata, in quanto vi sono gli scavi in corso. Ad uno sguardo più attento salta all'occhio la bella pavimentazione che sta emergendo dagli scavi. Ad un occhio ancor più attento saltano agli occhi i rifiuti all'interno degli scavi! Ma è una vergogna!!!



Spero tanto che i turisti vadano via solo con quest'ultima immagine del monumento impressa nella mente.


Per questo sabato ne ho abbastanza. I particolari fanno la differenza e questi non permettono di fare il salto di qualità turistico.
Menefreghismo? Poca sensibilità culturale? Noi stessi dobbiamo rispettare il nostro patrimonio storico, culturale, naturalistico. Quale tipo di messaggio lanciamo al turista? Sporcate la nostra terra come facciamo anche noi? L'orgoglio sardo è finito nel taschino o sotto i tacchi?

Per terminare il weekend decido per un'escursione archeologica... Ecco cosa siamo capaci di fare all'inizio di un meraviglioso percorso attraverso la storia e le nostre radici...




Concittadini e isolani, i rifiuti vanno inseriti negli appositi contenitori di raccolta differenziata. Nel caso siano ingombranti chiamare gli appositi operatori per il ritiro. In caso di giornali, fazzoletti usati, e via dicendo, è sufficiente avere un sacchetto con se. Non inquiniamo l'ambiente e non deturpiamo così i siti archeologici. In questo modo non solo danneggiamo la nostra casa, ma diamo un pessimo esempio ai turisti che accogliamo nei nostri territori.
L'offerta turistica parte da noi e sarà di una qualità sempre maggiore quando noi, intesi come comunità, sapremo amare realmente la nostra Sardegna.
Vi lascio con due foto fatte su questa bella collina, tra la macchia mediterranea e un villaggio nuragico..


 
Ma questa è un'altra storia...
Ve la racconterò prossimamente...


Buon BloggerViaggio carissimi navigatori :)))

martedì 2 ottobre 2012

Archeologia in Sardegna: tra colate di cemento e occultamento del patrimonio sardo

BuonSalve cari viaggiatori,
qui l'estate continua, il caldo non vuole abbandonare la nostra Sardegna, e noi beatamente ci godiamo questo autunno così mite e benevolo.
E' la stagione degli eventi più tradizionali, quelli più intimamente legati alla nostra identità sarda. Ecco che tutta la Barbagia si veste a festa, ed ecco che i borghi più belli scelti dal Touring Club aprono le loro porte ai turisti curiosi.
Iniziative in tutta la Sardegna, sostenute dalle associazioni culturali che lavorano strenuamente per valorizzare i patrimoni dei loro paesi.
Ed è proprio in questi tiepidi giorni che le passeggiate in campagna e in montagna diventano un rituale della domenica pomeriggio: relax a contatto con la natura e con la storia.
Si parlo proprio di storia! Percorrendo le vallate e le colline sarde è facile imbattersi in resti archeologici risalenti all'età prenuragica, nuragica, romana, medioevale...Ed è ancor più facile trovare in stato di abbandono queste immense aree archeologiche. Una svista della soprintendenza? No! Zone inaccessibili all' uomo? NO! Menefreghismo della popolazione locale? NO!
Il discorso appare complesso ma cercherò di sintetizzarlo utilizzando una piccola storia inventata qui, ora, per rendere l'idea di come i sardi nei secoli siano stati depredati, occultati e sminuiti delle proprie origini e della propria grandezza di popolo.

Immaginiamo di percorrere un bella strada di campagna, di addentrarci tra i rovi e le basse piante della macchia mediterranea e d'improvviso restar colpiti da imponenti massi di pietra che tentano di emergere dal terreno: caspita, sarà forse una tomba dei giganti? Colti da profondo senso civico, facciamo una telefonata alla soprintendenza... Buongiorno, salve, vorremmo segnalare un probabile sito archeologico di grande interesse nella località XXXXXX, potete effettuare un sopralluogo? ....Si certo, e grazie della sua tempestiva segnalazione, faremo di tutto per effettuare un controllo dell'area.
Tutti contenti e fieri di noi stessi torniamo a casa e già fantastichiamo su quali incredibili scoperte potranno venir fuori dagli studi degli esperti archeologi.
Passano pochi giorni ed ecco che i baldi archeologi iniziano gli scavi. Passano due settimane, tre, poi un mese, poi tre mesi... Ormai la voce si è sparsa ovunque, tutti gli abitanti dei dintorni attendono di vedere la meravigliosa tomba dei giganti... La soprintendenza non rilascia informazioni. Dopo qualche mese l'area degli scavi non esiste più, tutto è stato smantellato. Che è successo? Forse non è stato ritrovato nulla, chissà! 
Ci rechiamo sul posto, un po' seccati, un po' curiosi: stupore! Una grossa colata di cemento ovunque!!! Non solo non vi sono più gli imponenti massi ma sono anche stati ricoperti e glassati col cemento!!! Urgono spiegazioni e delucidazioni!!! ....Si guardi, dagli scavi condotti è emerso che si trattava di semplici massi senza alcuna importanza archeologica. Grazie della segnalazione Arrivederci.
Certo che la situazione è ridicola. Sappiamo distinguere tra semplici pietre e resti archeologici!!! Mah!
Molto delusi e increduli ritorniamo a casa. Ancora una volta la nostra storia è stata ricoperta, sepolta, distrutta, nascosta...

Questa breve storiella è ispirata a fatti realmente accaduti... Episodi che si sono ripetuti più e più volte, specialmente quando si giunge alla fatidica scoperta che porterebbe a riscrivere la storia di noi sardi!
La versione ufficiale dell'archeologia descrive noi sardi come beceri, pastori, ignoranti e trogloditi, tutti intenti a costruire fortezze per paura degli altri popoli. Commercio, navigazione, pesca? Noooo ma quando mai, i nostri antenati erano proprio messi male! Al massimo coltivavano qualche verdurina, si facevano la loro vita rurale noiosa e poi se la filavano alla vista dei fenici! 
Un quadretto davvero confortante!!! Siamo stati coloni precoci! E coloni siam pure rimasti e certe volte anche passivi!
Questo è ciò che ci fanno credere, questo è ciò che ci impongono da secoli e secoli. Ma qualcosa sta iniziando a scricchiolare. Si perchè noi non siamo mica dementi!
Sorvolando sui tombaroli e sul mercato estero dei reperti sardi.. Guardiamo con più attenzione la nostra isola.
Possiamo trovare OVUNQUE resti di storia, e si conta che i nuraghes siano oltre 20000, ben più dei 7000 "emersi". Possiamo tranquillamente immaginare una Sardegna antica completamente civilizzata, con le sue belle torri e villaggi ovunque!!! Una Sardegna che possedeva e maneggiava i metalli preziosi del tempo, quali il bronzo e lavorava persino il vetro e la ceramica. E le nuove datazioni dei bronzetti dimostrano che questi manufatti erano 100% MADE IN SARDEGNA!  Dunque via fenici, punici romani e compagnia bella! Avanti invece anche gli Shardana! Avanti le ipotesi di Atlantika! Sardi fieri guerrieri, commercianti e navigatori! Gli studi non ufficiali dimostrano questo e i comportamenti assai strani e stravaganti degli esperti non fanno altro che avvallare queste teorie.
A questo punto mi chiedo... Per quale motivo mantenere celata la nostra storia? Per quale motivo lasciar tutto nelle mani di persone che non sono interessate alla ricerca storica ma solo al mantenimento di un paradigma datato di stampo coloniale?

Ah, se potessimo tutti prender le pale e andare a prenderci ciò che ci hanno tolto nei secoli!!! 
La situazione è davvero delicata.... Voi che ne pensate?

Prima di lasciarvi vi invito a leggere un articolo, uno dei tanti, riguardo a scavi conclusi in maniera vergognosa!!! La tomba dai dipinti color ocra : eccone un breve estratto..
Abbiamo anche contattato XXXXX, archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di XXXXX e XXXXX e responsabile dell'area di XXXXX, per sapere se c'è un progetto di riapertura della tomba e la possibilità di rendere visitabile la necropoli. L'archeologa ha esposto molto chiaramente il proprio punto di vista sulla questione: "Non voglio che si parli di questa cosa, non mi interessa che si sappia. Noi della Soprintendenza siamo chiamati soprattutto alla tutela dei siti: le pitture sono labili e quindi la tomba rimane chiusa".

E ha concluso affermando che "Il canale per far conoscere questo tipo di scoperte lo scegliamo noi della Soprintendenza".
Ora, fermo restando che siamo pienamente d'accordo sull'assoluta necessità di preservare la tomba dalle mani di saccheggiatori e tombaroli, la sua chiusura ci sembra abbia un senso solo in una prospettiva a breve termine. Anche perché testimonianze locali affermano come altre tombe sigillate nella zona - tra cui la già citata XXXXX - stiano soffrendo di pesanti infiltrazioni d'acqua che ne compromettono le pitture: il rimedio sembra quindi avere un effetto opposto a quanto auspicato.

Confermando il nostro rispetto per la Soprintendenza e i suoi archeologi, a partire da XXXXX, che sappiamo essere un'ottima e capace professionista, non siamo tuttavia d'accordo né con i metodi applicati né con questo atteggiamento di chiusura: se si chiamano 'beni culturali' è evidente che siano un patrimonio nazionale, di tutti. La tutela è una cosa, l'occultamento a tempo indefinito - per quanto motivato da princìpi di preservazione - e' un'altra.
XXXXX, archeologo del Dipartimento di Archeologia ed Antropologia dell’Università di Bristol ed esperto mondiale di arte preistorica, da noi contattato ha commentato: "Lo straordinario stato di conservazione di questo esempio di arte preistorica è paragonabile per importanza alle immagini dipinte all’interno della camera dell’Oracolo dell’ipogeo di Hal-Saflieni a Malta. Questa scoperta è di importanza internazionale e dovrebbe essere condivisa tra i ricercatori di arte preistorica. L’aver sigillato il monumento rappresenta un crimine contro la comprensione delle vere origini del Neolitico dell’Europa meridionale".
Ci chiediamo quanti monumenti eccezionali siano stati trovati, scavati e sigillati nuovamente negli anni da parte degli archeologi in Sardegna, senza che nessuno - tranne pochi addetti ai lavori - ne venisse a conoscenza .
Ed ecco anche le foto dell'interno della tomba, prima che fosse glassata col cemento... 





Conflitto d'interessi? Massoneria? Paura di...cosa? Perchè accade tutto ciò nlla nostra terra? Il sospetto è sempre più forte.... stanno tenendo incatenato un grande popolo...NOI SARDI! Una nazione, molto più che una semplice isola nel cuore del mediterraneo....

Buon BloggerViaggio navigatori...

sabato 22 settembre 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con Bronzetta (Parte 5)

BuonSalve navigatori del web 2.0,

siamo giunti al quinto appuntamento con le vicende di Bronzetta e dei suoi neo-imprenditori turistici.

La situazione è critica e le conseguenze negative pesano sull'ambiente ma anche sulla rete dei rapporti sociali: competitività sregolata, invidia, perdità del rispetto reciproco... Inoltre i flussi  turistici sono fuori controllo... 

Il paesino si prepara ad una grande sfida: ritrovare se stesso facendo riemergere l'identità della propria comunità.


Come Bronzetta divenne una rinomata località turistica

Quella notte gli anziani fiduciari entrarono nella grande sala delle riunioni, nella tenuta del Conte Shardana. Una sala sfarzosa ed elegante, con arazzi tipici nelle pareti, sedie intarsiate d'oro, una grande parete con una libreria preziosa: l'antico sapere di Bronzetta e i racconti delle sue origini erano custoditi in questi scaffali da millenni. Il conte Shardana invitò tutti a sedersi. La riunione ebbe inizio. Si parlò della situazione attuale di Bronzetta e si ipotizzarono gli scenari futuri da qui a cinque anni, dieci anni. Le conclusioni non furono rosee. Gli anziani già avevano previsto il degenerare della situazione e per questo, nel loro piccolo, avevano continuato a narrare le storie di un tempo e non smettere mai di ricordarsi la loro provenienza. 

Ma cari lettori, ora anche io divento curiosa... Ma da dove provengono questi bronzettini? O meglio, i loro avi, chi sono? Perchè Bronzetta è ricca di insediamenti pre-nuragici? Per non parlare dell'ingente quantità di armi forgiate nel bronzo ritrovate ovunque nelle campagne. E che dire dell'imponente scogliera con i guerrieri tesi alla difesa del paesino?

A tutte queste domande, rispose l'anziano Socrates.

Egli fece scivolare il suo lungo mantello di velluto nero sulla sedia, avanzo con la sua tunica bianca verso la grande libreria. Con disinvoltura afferrò un grande libro polveroso, rilegato in pelle di vitello. Si avviò nuovamente verso gli altri anziani, si sedette e poggiò il libro sul tavolo. Non vi era nessuna traccia di scrittura, ma una volta aperto, ecco che le illustrazioni presero "vita", raccontando a tutti la vera storia delle origini di Bronzetta.

Mentre gli anziani univano le proprie energie e conoscenze per salvare Bronzetta, i nostri bronzettini se la spassavano alla grande.

Nel frattempo... nel paese...

Il turista curioso, amante della storia e della natura, era ormai andato "scomparendo" e al suo posto troviamo un viaggiatore amante del divertimento, incurante del rispetto della natura, festaiolo. E i nostri neo imprenditori, assolutamente furbissimi, avevano iniziato a costruire locali come discoteche, lounge bar, parchi divertimento, stabilimenti balneari con animazione stile "global". 

Cambia il target e cambia l'offerta dei servizi, ovviamente.

Ecco che il nostro adorato paesino, è entrato suo malgrado nella fase della stagnazione, durante la quale le attrattive identitarie perdono "fascino", a causa del negativo impatto sul patrimonio storico-naturalistico, sfruttato e rovinato (anzichè amato e valorizzato), per essere sostituite con attrattive artificiali.

Una non facile situazione. Ora, restano solamente due vie da percorrere: quella del declino o quella della rinascita. 

Riusciranno gli anziani a convincere i bronzettini a salvar se stessi e il paese? O gli ostinati imprenditori percorreranno la via del sicuro declino?

Lo sapremo prossimamente, proprio qui, nel blog che persegue il grande sogno di una Sardegna caratterizzata da uno sviluppo economico sostenibile e responsabile, in cui la comunità sarda è la vera "STAR".

 

E per chi non avesse letto le altre quattro puntate delle vicende può farlo anche ora:

Prima parte: Bronzetta e la fase esplorativa

Seconda parte: Bronzetta e la fase del coinvolgimento

Terza parte: Bronzetta e la fase dello sviluppo

Quarta parte: Bronzetta e la fase del consolidamento

 

Buon bloggerViaggio carissimi navigatori... 



giovedì 13 settembre 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con Bronzetta ( parte 4)

Buonasera cari navigatori,

spero non vi siate dimenticati di Bronzetta, delizioso paesino sardo, frutto della mia fantasia, grazie al quale scopriamo insieme quali sono le fasi che si susseguono quando nasce e si sviluppa una località turistica.

Tra i tanti argomenti e le discussioni trattate nel blog ho trascurato le sue vicende.....ma a questo porrò rimedio... anche perchè, dall'ultima volta che abbiamo lasciato la nostra rinomata località, è passato un bel po' di tempo... andiamo a scoprire come Bronzetta si è trasformata dopo tre anni di turismo di massa!!!


Disegni di Stefano Gesh

Come Bronzetta divenne una rinomata destinazione turistica

Un sole abbagliante e un'afa infernale...la spiaggia di un rosa ormai sbiadito assisteva inerme a tutti quei piedi che la calpestavano senza curarsi di lei, sporcandola, trasportandola via da Bronzetta in piccole bottiglie di plastica, trofei di una vacanza nella più rinomata località turistica della Sardegna. Imponenti alberghi, asfalto ovunque, turisti in ogni angolo del paese. Era la terza estate turistica del nostro paesino e tutto era cambiato. Il conte Shardana si era rassegnato alla crescita disordinata del settore turistico e non usciva nemmeno più dalla sua tenuta. I paesaggi vergini, che egli ammirava dalla finestra della sua camera da letto, erano ormai un ricordo remoto. 

Nelle colline di Bronzetta, gli scavi archeologici non si erano ancora fermati: dalla terra continuavano a emergere testimonianze di un antico passato. Il museo costruito accanto agli scavi, custodiva un gran numero di reperti, tra i quali preziosi bronzetti guerrieri, gli stessi che il mare o gli avi avevano scolpito nelle grandi scogliere a picco sul mare.

Gli abitanti di Bronzetta non furono certo immuni al cambiamento: talvolta il dio denaro trasforma anche il povero in un uomo avido. L'antica cordialità di un tempo, rimase immutata nei confronti dei viaggiatori che raggiungevano la località. Non si può dir altrettanto della cordialità tra i membri della comunità: una lotta di tutti contro tutti per ottenere il maggior guadagno possibile. Da contadini, allevatori e artigiani, a....trasformazione.....Eccoli!!! I nostri imprenditori improvvisati! Gli anziani del paese, non privi di severità, si adoperavano per mantenere la pace e non far sparire le tradizioni: per quanto possibile raccontavano storie meravigliose ai propri nipoti, e anche ai  turisti curiosi e non amanti del turismo superficiale.

L'artigianato aveva perso il suo carattere identitario e conquistato un posto del tutto commerciale nel grande circuito turistico di sfruttamento del patrimonio locale.

Molti campi furono privati dei loro alberi da frutto, dei vigneti, dei prati per il pascolo.

La crescita indiscriminata e non rispettosa dell'ambiente e dell' identità di una popolazione, non può aver lunga vita! Si osserverà un periodo di grande splendore economico, ma a quale prezzo? Bronzetta stava perdendo il suo fascino, così come la sabbia stava perdendo il suo colore roseo.

I turisti più attenti ed esigenti, amanti delle storie dei popoli, non si recavano più nel paesino con lo stesso entusiasmo di un tempo.

Bronzetta andava incontro alla quarta fase dello sviluppo di una destinazione turistica: la fase del consolidamento. Gli arrivi sono sempre numerosi, ma si assistono ai primi cali di flussi. L'attività turistica diventa il settore trainante dell'economia della località. L'impatto ambientale è sempre più forte e degenerativo. Si cercano, inoltre, soluzioni per il prolungamento della stagione turistica: ma è proprio il degrado che allontana i segmenti più remunerativi di turisti!

Una trappola che conduce gli abitanti di Bronzetta ad un declino lento. Il non rispetto dell'ambiente, il non rispetto della cultura, il non ricordarsi più chi si è e da dove si viene, crea un blackout nella comunità, protagonista di uno sviluppo non sostenibile e non responsabile del settore economico!

Il conte Shardana in preda alla disperazione, chiamò nella sua tenuta, gli anziani fiduciari, per discutere sul da farsi. Obiettivo? Salvare  Bronzetta!


Ci aggiorniamo alla prossima puntata della storia... E per chi non avesse letto le altre tre puntate delle vicende può farlo anche ora:

Prima parte: Bronzetta e la fase esplorativa

Seconda parte: Bronzetta e la fase del coinvolgimento

Terza parte: Bronzetta e la fase dello sviluppo

 

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio :)


giovedì 30 agosto 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con "Bronzetta" (parte 3)

Buonasera cari navigatori,
le vicessitudini di Bronzetta non sono certo terminate! Anzi entriamo ora nel vivo della storia, nel clou del suo
sviluppo come ambita meta turistica sarda. La strada è lunga e tortuosa, tra soddisfazioni, nuovi guadagni e tante rinunce, i nostri bronzettini si ritrovano ad un grande bivio.

Immergiamoci nella storia e trasferiamoci subito a Bronzetta...



Come Bronzetta divenne una rinomata destinazione turistica

Frenesia. Confusione. Agitazione. Euforia. Slancio. Gli abitanti di Bronzetta furono invasi da nuove emozioni e stati d'animo: l'estate era alle porte e il paesino pullulava di tecnici, archeologi, turisti. Era il caos più totale.
Le greggi confinate nelle montagne brucavano la poca erba verde rimasta... Gli scavi archeologici si erano moltiplicati, da quando erano state rinvenute preziose spade risalenti all'epoca dei popoli del mare...e piano piano dal sottosuolo emergevano antiche costruzioni coniche... 
Il conte Shardana restò stupito da questo enorme cambiamento: i bronzettini avevano bisogno di un grande aiuto. Convocò nella sua tenuta i personaggi influenti dei vicini paesi per studiare un piano d'azione.
Ecco che giunse il marchese Jolao, dal paesello di Dedalo; arrivò anche il barone Manticle da Pausania. E molti altri si radunarono attorno al grande tavolo intarsiato d'oro del conte Sharadana.
Fu così che venne studiato un apposito progetto di turismo integrato: i paesi del circondario si unirono per costruire nuove infrastrutture, quali strade e ponti, alberghi, ristoranti e centri servizi per turisti e cittadini. Fu anche dato avvio al progetto di un grande museo in cui sarebbero stati esposti tutti i reperti rinvenuti nei territori interessati. Ecco che iniziò la cooperazione e nacque l'Unione dei Dan.
Immediatamente, si diede inizio a tutti i lavori pubblici. 
Bronzetta stava cambiando volto. Accanto alle viuzze strette e irregolari, si affiancarono grandi costruzioni in cemento. Le anziane bronzettine, imperterrite, continuavano a ricamare sedute davanti alle loro case in ladiri... impassibili di fronte al cambiamento.
I bambini giocavano nei pochi spazi rimasti e si intristivano nel vedere i loro campi rubati dagli stranieri.
I cambiamenti economici mutano il volto delle città, delle campagne, del mare...cambiano la mentalità della gente...spesso occorre del tempo prima che ci si renda conto che le tradizioni, le proprie origini non possono essere soffocate dal cemento e dai guadagni stratosferici, poichè esse riemergono con vigore nel momento in cui l'identità di una comunità si sta lentamente spegnendo. 
Bronzetta era entrata nella terza fase del ciclo di vita di una destinazione turistica: la fase dello sviluppo. Un momento cruciale per la crescita turistica: sono necessarie nuove infrastrutture, servizi, nuova forza lavoro dai territori circostanti. Il numero dei visitatori è talmente alto che supera quello dei residenti. L'effetto di questo cambiamento inizia a gravare sul territorio. La ricchezza economica cresce a dismisura, ma a quale costo?
Le imponenti scogliere dei grandi guerrieri ancora vigilavano sul paese e forse il loro compito stava per cominciare.....
Ma questo lo scopriremo solo più avanti....

Continuate a seguire le vicessitudini di Bronzetta .....Per ora auguro a tutti un buon bloggerViaggio:)



lunedì 27 agosto 2012

Fine stagione estiva: il dramma sardo!


BuonSalve miei cari navigatori,
la stagione estiva sta terminando e con essa porta via gli ultimi turisti . Le spiagge iniziano a spopolarsi, gli ombrelloni degli stabilimenti (pochi ovviamente) restano gli ultimi spettatori di uno spettacolare mare d'autunno. Le montagne arse dal sole e dal fuoco degli incendiari possono finalmente respirare. Le piazze diventano nuovamente silenziose...e così, come una candela ormai consumata, resta un esile fiammella simbolo della fine della stagione turistica sarda.


Ebbene si, la Sardegna non fa di meglio ora! Sono poche le aree che restano vitali a livello turistico invernale o che almeno portano avanti il progetto di tener vive le tradizioni e far girare il mercato artigianale sardo, basti vedere lo straordinario calendario dell' Autunno in Barbagia con le sue Cortes Apertas.
E noi qui nel sud che faremo? La situazione appare drammatica per gli operatori turistici. Gli alberghi si avviano alla chiusura per la pausa invernale, e così i B&B si preparano a restar senza ospiti per mesi.

Il turista cerca di svegliare gli operatori sardi, perchè desidera tornare qui in Sardegna anche durante l'inverno! Lo aiutiamo?

I bar dimezzano la propria attività. Gli eventi quasi scompaiono, fatta eccezione per qualche miracolosa manifestazione, o piccoli convegni, poco trafficati.
Non vi sono soldi da investire nella stagione del letargo....
Dramma....
Per noi che vorremmo questa benedetta destagionalizzazione è l'ennesima delusione.
Una storia che si ripete ormai da troppo tempo, una regola, una consuetudine non scritta.
Ma allora mi chiedo? Perchè tanti discorsi sulla destagionalizzazione se poi non si fa mai nulla?

Io, manager, propongo una stagione invernale dedicata alla sensibilizzazione della comunità sarda, inneggiante alla nostra coesione, un momento dedicato a noi, per confrontarci, per portar fuori dal cilindro idee e progetti imprenditoriali, in modo che qualcosa cambi...

Lo ripeterò all'infinito...Cooperazione per il cambiamento!
Stagione invernale sveglia i tuoi orsi sardi e fai si che odano la nostra voce entusiasta!
Io sono fiduciosa, e voi?

Alla prossima, cari viaggiatori...

giovedì 23 agosto 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con "Bronzetta" (Parte 2)

Salve a tutti cari navigatori.
Qualche giorno fa stavamo seguendo le avventure di Bronzetta, bel paesino sardo ( frutto della mia fervida immaginazione) alle prime prese col fenomeno turistico. 
Oggi vedremo come proseguirà la storia e in che modo gli abitanti riusciranno a capire il valore della figura del turista e di come il fenomeno turistico rappresenti una nuova forma di ricchezza economica e un grande momento di scambio interculturale.

 
Come Bronzetta divenne una rinomata destinazione turistica
 
Le colline di Bronzetta cominciarono a ricoprirsi di un candido manto, profumato e dolce come la brezza marina che carezzava il paese durante le giornate di maestrale.
I mandorli erano in fiore. Il conte Shardana, quella mattina, aprì la finestra che dava sulla sua sconfinata proprietà, ne respirò l'aria salubre e si preparò ad affrontare una lunga giornata di riunione con tutti gli uomini politici di Bronzetta. Ebbene si cari lettori, gli abitanti del paesino erano ormai stremati! I tanti viaggiatori, una volta giunti in paese, pernottavano alcuni giorni e approfittavano dell'ospitalità della popolazione. Questo divenne ben presto un grande problema: un'economia chiusa e di sussistenza, non ha insito in sè il meccanismo del guadagno, dell'investimento: i contadini, gli artigiani e tutti i lavoratori si trovarono ben presto a corto di risorse anche per dar da mangiare alle proprie famiglie.
Qualcosa doveva cambiare!
Il conte Shardana, radunò tutti i politici nelle pertinenze della sua villa. I politici, giunsero puntualmente nel luogo della riunione, chiedendosi il perchè della scelta delle pertinenze! Questo era il luogo dei lavoratori: qui si producevano i prelibati vini di Bronzetta, il suo olio color oro, vi erano le scuderie e i recinti del gregge.
Ecco che iniziò la riunione....Il conte prese subito la parola:<<Miei carissimi amici, oggi vi ho chiesto di radunarci qui, per parlarvi di un problema urgente da affrontare! Come vedete qui attorno a voi, questo è ciò che produce economicamente il nostro paese. Siamo però ad un bivio. La grande popolarità legata al nostro patrimonio culturale-ambientale-sociale, richiama tanti viaggiatori, che non si accontentano di star  qui solo poche ore. Costoro desiderano mangiare, riposare la notte, curiosare ed esplorare i nostri territori. E' giunto il momento di agire! La popolazione soffre e invece dovrebbe gioire di tutto ciò, perchè ha, e tutti noi abbiamo, un'immensa ricchezza tra le mani e la possibilità di un grande sviluppo economico. E' per questo motivo che da oggi fisseremo alcune regole per far fronte al fenomeno turistico.
I servizi offerti non saranno più gratuiti! Questo significa che chi vorrà pernottare e vivere a Bronzetta dovrà pagare una giusta somma di denaro. La popolazione inoltre, una volta a settimana esporrà le proprie creazioni in uno speciale mercato dell'artigianato presso la piazza centrale.
Chiamerò qui professori esperti in materia e chi vorrà acquisire nuove conoscenze e professionalità lo potrà fare. Questo è quanto." 
A questo discorso seguì una votazione e tutte le proposte divvenero, all'unanimità, operative.
In pochi giorni tutta la popolazione fu informata delle importanti novità. Alcuni rimasero perplessi; altri pronti alla nuova sfida corsero ad iscriversi ai corsi turistici; altri ancora appesero i primi listini prezzi e chiamarono commercialisti, ingegneri, consulenti, per poter avviare le modifiche necessarie alle proprie abitazioni per poter intraprendere la nuova avventura.
Qualcosa stava cambiando...
I leggeri petali dei mandorli arrivarono fino al paese, quasi ad annunciare a tutti che Bronzetta era entrata nella seconda fase di nascita di una destinazione turistica: la fase dello sviluppo.
Primi timidi tentativi imprenditoriali, coinvolgimento della popolazione locale, ma tutto ancora ad un livello embrionale.
Saranno all'altezza i nostri Bronzettini? I turisti continueranno ad arrivare nonostante i cambiamenti in atto? Io credo proprio di si. I turisti amano il patrimonio dei popoli, ma amano anche avere a disposizione numerosi servizi e sono disposti a pagare il giusto prezzo per poterne usufruire.
Scese il buio su Bronzetta. La luna timidamente faceva capolino nelle rocce guerriere e illuminava gli sguardi fieri degli antenati di quella terra. 
Il Conte Shardana, quella notte, fiducioso, chiuse la finestra dopo aver gustato quel panorama ancora così vergine e intatto. 
La primavera era alle porte, e avrebbe portato con sè un cambiamento senza precedenti. 
La storia continua........

Carissimi navigatori, la nascita e lo sviluppo di una località turistica è ricca di ostacoli, ma porta con se anche ricchezza materiale e spirituale. Lo scambio interculturale arricchisce, aumenta l'apertura mentale e orienta sempre più le azioni degli individui verso nuove e originali forme di cooperazione. Noi possiamo donare tanto al turista, ma anche lui può donare tanto a noi.
BuonBlogger Viaggio :)
 

mercoledì 22 agosto 2012

La parola al POPOLO SARDO di facebook!

BuonSalve cari lettori appassionati navigatori.
Credete sia possibile riuscire ad avere idee brillanti durante il sonnellino pomeridiano? Vi confesserò una cosa: a me accade! Sarà per via dei buoni pranzetti mediterranei che si gustano qui a casa mia, o del caldo eccessivo che fa lavorare più velocemente i neuroni, o forse è solo ispirazione.
Eureka! I progetti, le idee brillanti, le intuizioni, nascono in un millesimo di secondo, o forse meno! 
E fu così che nacque il mio blog...E fu così che iniziai questo mio progetto (ancora in fase di start up)...
E  fu così che iniziai a conoscere, anche qui, sul web, persone straordinarie che come me credono nella grande rivalsa economica della nostra Sardegna.

Veicolare un messaggio ai giorni nostri è abbastanza semplice: e-mail, facebook, twitter, google e via dicendo.. Soffermarsi, riflettere e far proprio un messaggio è tutt'altra cosa!
Ecco perchè quel pomeriggio, riflettendo sui discorsi fatti, sulle interviste, sulla mia esperienza personale anche nel campo turistico, ho deciso di provar a fare un piccolo tentativo di sensibilizzazione sul tema della COOPERAZIONE. La fan page "Donne del nuorese" ha subito appoggiato e sponsorizzato l'idea, così anche la fan page "Nura Crea".


E questo pomeriggio, ecco che abbiamo dato inizio alla "propaganda facebookiana" con questo semplice messaggio:
Il segreto per lo sviluppo della nostra Sardegna? La Cooperazione tra tutti i sardi! E' la nostra strategia per uno sviluppo economico forte, per la rinascita della nostra identità, ancora più forte e orientata al futuro. Fai girare questo messaggio, tagga questa immagine, lascia un commento. Iniziamo con un piccolo gesto a far vedere a tutti che sappiamo far "Squadra". Facciamoci sentire!!! Cooperazione !!! Uniti! Per la Sardegna!
Il messaggio è partito da sole tre bacheche di facebook, come vedete anche nell'immagine, dalle nostre ovviamente :)
I risultati sono stati ottimi :) Purtroppo non ho gli strumenti per seguire tutte le condivisioni e le lunghe strade che intraprendono, così come i "Mi piace" e i commenti.

Posso solo dare qualche numero per ciò che riguarda i dati che noi stesse possiamo dimostrare empiricamente:
Il post è stato visitato da oltre 37.500 persone; circa 5000 persone hanno interagito con l'immagine: abbiamo registrato 138 "Mi piace", 137 condivisioni e 52 commenti. Tutto nel giro di poche ore e ancora i dati sono in continuo "movimento".
Queto risultato ci gratifica e il motivo posso dirlo a voce alta: i sardi ci sono! Rispondono! Tra loro c'è già chi ha le idee chiare e persegue questo stesso progetto, altri cominciano a prendere confidenza con questa nuova opportunità di sviluppo! Noi siamo davvero entusiaste per la nostra terra!
Riporto qui di seguito alcuni commenti (non indicherò l'identità per ovvi motivi di privacy), che dovrebbero essere davvero un'ispirazione per gli indecisi,per i più timidi, e soprattuto per i non interessati (maggioranza giovani), i quali dovrebbero prendere più seriamente le redini del proprio futuro.


Commenti salienti:
Sono d'accordissimo con questo discorso, se non si creano legami socio-economici concreti,  volti a creare qualcosa di durevole a favore della nostra Isola, non possiamo pretendere che S Sardegna si crei sviluppo!
Complimenti a chi ha scritto queste parole !! sarebbe una cosa bellissima .... ma la realtà spesso ci scoraggia, cooperare nelle zone interne della nostra isola è sicuramente più facile che farlo qui nel sulcis dove la gente spesso fa solo i propri interessi e se uno è in difficoltà anziché aiutarlo , meglio metterlo ancor di più in difficoltà !! ci vuole più sincerità nei rapporti umani e meno gelosia !! tutti insieme si può !!
Disponibilissimo a cooperare e reinventare il futuro della Sardegna, semplicemente con le "armi " che abbiamo....paesaggio, cultura, tradizione, storia,archeologia, lingue...un enogastronomico di qualita' sublimi e un artigianato di alta qualita' dal 2009 abbiamo la rete su tutto il territorio,questa e' l' arma piu' importante che possiamo usare per crescere.disponibile con idee e tempo!!!!
La rete ci rendera' liberi,di scambiare di conoscere e di valorizzare la nostra terra, ma soprattutto le diversita' del nostro popolo, un patrimonio inestimabile , il mio sogno e' quello di unire i sardi residenti con i sardi del mondo....e la tua pagina e' sulla buona strada!!!!
Qualche volta per vedere Meglio le opportunità della nostra terra, dobbiamo guardarla da lontano. Io da sempre la guardo da vicino e sono felice di poter far qualcosa per smuovere questa nostra voglia di crescere. Tante idee, tante professionalità, tanto patrimonio!
Sono continuamente rammaricato di vedere "stranieri" nella nostra terra che ci dimostrano quanto "la amino" facendoci il loro Business!!! Sono convinto xo' ke possiamo cambiare qst sistema tutti insieme ;-)
Benissimo, condividiamo in pieno, sono i concetti per i quali ci battiamo e spesso senza essere capite. più autodeterminazione, coesione nella valorizzazione delle risorse della nostra terra...dopo secoli di dominazioni dobbiamo riuscire ad essere i dominatori di noi stessi.... è questa la strada giusta
 Facciamo squadra? Riscriviamo la storia!
 
Ecco, questa è una mini dimostrazione che unendo le forze si possono raggiungere risultati concreti.

A questa immagine ne seguiranno altre? Chissà! Magari con domande più precise... o con una richiesta di ulteriore partecipazione.

Noi possiamo dirvi che questa non è utopia, e seppure lo fosse.....

   Cito Oscar Wilde: “Il progresso è la realizzazione dell'utopia” (L'anima dell'uomo sotto il socialismo, 1891). Questo per dire che abbiamo il dovere di inseguire le utopie e, nel caso specifico, quella di costruire per la nostra Nazione Sarda uno sviluppo turistico fortemente identitario, sostenibile e responsabile. Per fare questo non possiamo evitare di cooperare, è una necessità, anche se faticosa, ma dobbiamo farlo per noi stessi,  per i nostri figli e per conservare ciò che i nostri padri ci hanno tramandato. Non farlo significa abdicare a un dovere civico, storico e morale che implica la scomparsa del nostro popolo, in quanto Sardi"( cit. intervista al professor Giuseppe Melis).

Un caro saluto e un buon bloggerViaggio da me, dalle Donne del Nuorese e da Nura Crea.