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sabato 15 marzo 2014

Sardegna Fashion Weekend: al via la prima edizione.

Cari navigatori,
dopo il lungo inverno sardo ecco che come la primavera anche le mie idee riprendono vigore.
Non sono servite nottate in bianco per ideare e progettare un evento che amo ancor prima che si realizzi nella sua totalità.

Voglio presentarvi ora, in anteprima il #SFWend.

E voi mi direte? Claudia, queste lettere non ci dicono tanto sul tuo evento.

E se vi dicessi... Pensate alla settimana della moda di Milano, Parigi, Londra. Ecco forse ricorderete le sigle #MFW o LFW!

Ecco che quelle lettere, a primo impatto casuali, mostrano tra di loro un certo "feeling": Sardegna Fashion Weekend.

Si, ho aggiunto "end", una settimana mi pareva infinita per una prima edizione.



L'evento nasce in un periodo di crisi molto forte che colpisce profondamente anche la nostra Sardegna.

Ho sempre affermato con decisione che un inizio di risanamento della crisi sarebbe stato più facile con una grande azione di cooperazione tra noi sardi.

Anche stavolta la cooperazione è una delle chiavi di volta dell'evento sardo che riunisce 15 stilisti, tra i più quotati dell'isola.

Non solo cooperazione.

Si parlerà di marketing della moda, della situazione attuale del mercato della moda sarda, di imprenditorialità, prospettive di sviluppo future anche per i tanti giovani talenti emergenti.

La location che ospiterà l'evento è la bellissima Casa Spadaccino: a soli 15 minuti da Cagliari, in Loc. Su Loi (Capoterra), la bella villa è il luogo ideale per accogliere il primo week end dedicato ai talentuosi creativi della moda sarda.



Compagno di avventura dell' Associazione T-Lab Shardana nell'organizzazione dell'evento è il Consorzio "For Mentis": obiettivi condivisi, alte competenze, passione per la Sardegna e forte propensione alla cooperazione.

Lo Staff è pronto.

Trattandosi di un evento di interesse regionale, presenteremo nei dettagli il calendario delle due giornate del #SFWend, in una CONFERENZA STAMPA che si terrà sabato 5 Aprile alle ore 10.00 presso Casa Spadaccino.
Invitiamo gli organi d' informazione a dedicarci il loro tempo e partecipare numerosi.

Seguiteci sempre nella pagina ufficiale Sardegna Fashion Weekend  per novità, curiosità e informazioni.

Buon BloggerViaggio cari naviganti.




venerdì 5 luglio 2013

"RicamarT": a Teulada s' incontrano i manufatti più belli dell' Isola sarda

Buongiorno carissimi navigatori,
gli impegni estivi sono davvero tanti, ma vale la pena lavorare per i propri sogni.
Tra una settimana inizierà l'evento che più attendo da mesi: Ricamart.
Nel prossimo post pubblicherò il comunicato stampa ufficiale, per ora ecco la sua presentazione :)




Rend'onore a s'istintu femminile,
de su dovere ch'at su richiàmu.
Finas da-e sos tempos de Abramu
s'este distintu su sessu zentile
tessendhe pizos,fatthende recamu
affainàdas da-e s'impuddhile
coghendhe pranzos,pulindhe sa domo.
àtteru che sas feminas de como!




Vi invitiamo a percorrere con noi, un viaggio nel mondo del ricamo sardo, in cui storia e leggende si fondono, arte e manualità si uniscono e danno vita a stupendi abiti, manufatti, scialli e... venite a scoprirlo da voi, a Teulada, Presso il Palazzo Baronale Sanjust, dal 13 al 16 luglio 2013.

La cultura identitaria sarda fa sfoggio delle sue eccellenze. All'' artista di Ulassai, Maria Lai, e allo scrittore di Villacidro, Giuseppe Dessì, si ispira l'innovativa sfilata di moda teatralizzata.

Un ringraziamento va a tutti coloro che sostengono i nostri progetti di Turismo sostenibile e responsabile e partecipano con entusiasmo a questa iniziativa, da tutta la Sardegna.

L'evento, proposto dall' Associazione T -Lab Shardana, è organizzato in collaborazione con : Comune di Teulada, Associazione culturale Is Sinnus, ProLoco Teulada e Associazione ITTE, Itinerari teatralizzati.


Mostra
“ Ricami D’Arte”
Dal 13 al 16 luglio 2013
Orari 19.00 -23.00

Mercato Artigianato
13-14 luglio
Orari: 19.00 – 23.00

Programma

Sabato 13 luglio
Ore 19.00 Inaugurazione
Ore 19.30 Degustazione prodotti di Teulada &
Esibizione gruppi folk di Teulada e Sant’Anna Arresi

Domenica 14 Luglio
Ore 22.00 “La leggenda del Dio Distratto”
Sfilata di moda teatralizzata
Ospiti:
Marinella Staico
Laura Podda
Antonella Spina



A prestissimo :) Buon Blogger viaggio a tutti!!!

mercoledì 6 febbraio 2013

SU CRANNOVALI made in Teulada

BuonSalve cari  viaggiatori,
siamo in pieno Carnevale e ogni paese della nostra Sardegna, si organizza per rallegrare questi giorni di piena festa.
Ho già affrontato il tema del Carnevale sardo nello scorso post, quindi oggi mi dedico a raccontarvi la mia personale esperienza in quel di Teulada.


Ammetto di essere totalmente affascinata dal Carnevale e dalla possibilità di poter dare sfogo completo alla fantasia, e far finalmente cadere tutte le maschere che indossiamo nella vita quotidiana. Mi direte ora... Ma Claudia, è proprio in questi giorni che ci possiamo mascherare da ciò che non siamo in realtà! A parer mio proprio ciò che non siamo nella vita quotidiana, o meglio, il nostro modo di mostrarci e vivere in società, ha la possibilità di sfogarsi in tutta la sua pienezza: ecco che ci si può truccare in modo pittoresco, indossare i panni di un nostro supereroe, trasformarci in principesse, rock star, tornare indietro nel tempo fino alla preistoria e via dicendo.
Questa è la magia del Carnevale... Ed ogni anno è un'emozione diversa: abitualmente non corro per strada ricoprendo gli sconosciuti di coriandoli e consegnando chupa chups ai bimbi :P Fantastico!

Teulada, cittadina dell'estremo sud Sardegna, conosciuta come rinomata località turistica, appare tuttavia profondamente legata alle sue tradizioni, tanto da poterla accomunare ai comuni della Barbagia. 
Ecco che questo ibrido culturale si rispecchia anche nel suo carnevale: un mix tra maschere dell'antica tradizione e maschere allegoriche.
Risultato?
Una sfilata fantastica, ordinata, giocosa, emozionante, partecipata, mai volgare, totalmete sostenibile e a misura di turista,
Volti felici e pieni di passione. Anche io mi sono mascherata e ho partecipato alla sfilata nel carro teuladino  "I Migliori anni", nei panni di una Geisha un po' troppo olivastra: mi scappa da ridere nel pensare alla quantità industriale di cerone bianco utilizzato per coprire la mia carnagione !!!

Ora vi lascio alle foto, mix Teuladino :)))







































Buon Blogger viaggio cari navigatori :)

venerdì 18 gennaio 2013

Carnevale sardo: un rito identitario.

BuonSalve cari navigatori,
le rigide temperature sarde di questi giorni non impediscono che nell'aria si diffonda l' entusiasmo per il Carnevale, e in tanti paesi della nostra cara Sardegna fervono i preparativi.


Tradizionalmente il Carnevale sardo inizia il 17 gennaio, con la Festa di Sant' Antonio Abate: enormi focolai si accendono nei vari paesi, dando vita a quello che definirei  l'incipit del Rituale del Carnevale sardo.
Maschere, travestimenti, processioni, satira, mistero, tradizione.




Le maschere sarde scendono per le strade, memori dei loro antichi compiti, coscienti di essere portatrici del compito rituale del sacrificio, dei riti pagani propri delle nostre antiche genti. Uomini coi volti coperti da maschere spaventose e misteriose, coi visi tinti di nero, con indosso pelli e pellicce, con bastoni, funi e grandi campanacci sul dorso. Maestosi e fieri, forti e colmi di fascino.
E' la Barbagia ad aver riscoperto per prima l'usanza delle maschere, quando nel 1984 Mamoiada rispolverò l'antica maschera dei Mamuthones. Le maschere scure e mute ripropongono il rituale della fertilità e con il frastuono dei campanacci, scacciano via gli spiriti maligni, danzando e saltando intorno al fuoco.
Non solo Mamoiada, ma Ottana, Orani, Gavoi, Fonni, etc, ma anche nel resto della Sardegna ormai si ricerca la maschera tipica del proprio paese. Ed ecco alcune maschere, tra le più note.

Nei tempi antichi le maschere non venivano "chiamate" solo per il Carnevale, ma anche in periodi "difficili": esse svolgevano la loro funzione rituale, tra cui la benedizione del grano, o altri compiti più cruenti, in cui obiettivo della missione era il sacrificio di un capro espiatorio, così come si racconta anche in numerosi romanzi sardi.







Non solo maschere, ma anche grandi fantocci che vengono bruciati alla fine del Carnevale, in occasione del mercoledì delle Ceneri: è il caso di Re Giorgio a Tempio, Gioldzi a Bosa, Cancioffali a Cagliari, Maimone in Ogliastra.

E non posso non citare le grandiose esibizioni equestri di Oristano con la Sartiglia e di Santulussurgiu con Sa Carrela 'e nanti.




Anno 2013.
Dietro le imponenti figure delle maschere sarde, si celano anche giovani ragazzi, amanti delle tradizioni e legati in modo indissolubile alle proprie tradizioni. E con loro le tante difficoltà di resistere all'avanzata della globalizzazione. Associazioni ferventi sostenitrici di un passato che affascina noi sardi e i visitatori: gli spettatori assistono con stupore e curiosità alle parate e alle esibizioni.



Sardegna, non un semplice carnevale, ma un rituale identitario, fatto di ricerche accurate, riti antichi. Tacciati più volte di paganesimo dalla Chiesa, con momenti anche drammatici di repressione, ai giorni nostri il Carnevale viene ormai vissuto solo come una semplice rievocazione storica.

Per noi sardi non è solo una questione di facciata e spettacolo: il filo con il nostro passato non si allenta, si rafforza e le giovani generazioni si appassionano sempre più alla propria storia.

Ma vi immaginate le facce degli esploratori e conquistatori nel vedere questi uomini mascherati?  Ecco spiegato il perchè se la davano a gambe!!!

Buon Carnevale a tutti, e vi auguro una stupenda full immersion nella ritualità identitaria sarda e nel culto della fertilità  che si cela sotto il nome di Carnevale.

Buon Blogger Viaggio.


sabato 27 ottobre 2012

Il percorso invernale verso l'identità sarda.

BuonSalve cari navigatori,
ultimamente sono impegnatissima su un progetto di cui vi parlerò nei prossimi post.
Ora però voglio fare con voi una riflessione.
Si parla costantemente di destagionalizzazione del turismo in Sardegna, e degli interventi da fare per poter attuare questo piano strategico. Dati alla mano, si analizzano arrivi e presenze dei nostri connazionali italiani ed europei, o extraeuropei. E noi sardi? Spariamo come per magia da queste statistiche? Si ammetto che non siamo tantissmi, ma anche i flussi interni sono fondamentali.


Premetto che per turista non voglio considerare solo colui che pernotta almeno una notte in una località (concetto convenzionale), ma anche chi semplicemente si siede a tavola in un ristorante a 50 km da casa propria, visita un sito archeologico in una provincia diversa dalla propria, passa una giornata in un parco giochi acquatico.

Qualche mese fa mi sono ripromessa di non trascurare la stagione invernale, dedicandola alla sensibilizzazione della comunità sarda su tematiche quali Identità di popolo, cooperazione, maggior coesione tra gli attori sociali, maggior grinta e più coraggio anche a livello propositivo.
Ecco perchè, con l'Associazione T-Lab Shardana, di cui sono Presidente, sto curando la realizzazione di eventi che seguano questo percorso.

Oggi posso affermare con maggior convinzione che la destagionalizzazione debba coinvolgere innanzitutto i flussi interni e puntare ad un turismo sardo in primis!!! Vsitiamo la nostra Isola ed entriamo in contatto con le altre realtà. La Sardegna è così grande e merita di essere perlustrata in lungo e in largo. 

Ogni provincia, ogni paese, ha le sue peculiarità, e ogni comunità ha tanto da raccontare di sè. Ecco il motivo per cui "Autunno in Barbagia" sta riscuotendo un tale successo...

La soluzione è davanti ai nostri occhi... primo step? Destagionalizziamo noi sardi, puntiamo su tariffe agevolate, restiamo in contatto con associazioni che si dedicano al territorio per non perdere nemmeno un'iniziativa che potrebbe arricchire la nostra coscienza di nazione sarda.

Un caro saluto cari navigatori :)

lunedì 22 ottobre 2012

Emergenza archeologica a Teccu, Barisardo!

BuonSalve cari navigatori,

questo post è dedicato ad un'emergenza archeologica che sta coinvolgendo il territorio di Barisardo.

Riporto le parole del  prof. Roberto Copparoni, Presidente dell' associazione Amici di Sardegna, che si sta battendo per la salvaguardia del Patrimonio Sardo.

Cari amici Vi comunichiamo che per domenica prossima abbiamo organizzato un'escursione in Ogliastra a Bari Sardo. Visiteremo l'altopiano di Teccu per protestare contro la realizzazione di un galoppatoio all'interno di una area archeologica molto importante definita da Giovanni Lilliu "Unità cantonale" (peraltro mai fatta oggetto di scavi scientifici) nel cui perimetro sono presenti ben otto nuraghi.
I lavori sono iniziati da circa 10 giorni e tutti i nostri appelli sono rimasti senza esito. Durante lavori pare siano state già cancellate delle importanti emergenze. Abbiamo anche informato il Nucleo dei Carabinieri di Sassari, addetto alla salvaguardia archeologica di tutti i beni della Sardegna. Il Comune dice che non si possono fermare, la Soprintendenza archeologica di Nuoro ha dato il proprio assenso, nonstante non sia mai stata eseguita la mappa dei rischi archeologici, così come previsto da normativa vigente. Per questo chiediamo a tutti di manifestare con noi per dare senso e forza alla nostra legittima protesta. L'appuntamento è alle ore 8,45 di domenica 28 da Piazza Matteotti, all'ingresso della stazione delle Ferrovie dello stato. Si parte con le proprie auto (...cercando di usarne il meno possibile!). Si consiglia di portarsi il pranzo al sacco. Per l'occasione visiteremo anche la spiaggia di Cea. Con un piccolo gesto possiamo concretamente manifestare il nostro amore per la nostra terra e la sua storia. Vi aspettiamo e diffondete la notizia fra i vostri amici. Grazie!

Partecipate a questa importante iniziativa, facciamo sentire il nostro sdegno! Il nostro Patrimonio non può essere ignorato, distrutto, cancellato!!!

Se proprio non riuscite a partecipare alla protesta fisicamente, firmate la petizione online

Ecco alcune immagini dell'altopiano di Teccu.





 

 ( Foto tratte del sito http://www.youinsardinia.com/)

Avanti Sardegna rompi il silenzio, lotta per la tua storia, le tue radici, il tuo futuro.

Non stiamo a guardare questo scempio!!!!

Fate girare questo messaggio, firmate la petizione, facciamo dilagare il nostro dissenso!

Ho fiducia in tutti voi!

Buon bloggerViaggio Cari Navigatori.



mercoledì 10 ottobre 2012

Essere sardi? Cinque volte: si, grazie!

BuonSalve miei navigatori.

Riflettevo un po' sul significato di vari termini che utilizzo spesso: comunità, identità, popolazione, cultura, tradizioni, Sardegna, sardi... e via dicendo.

Turismo in Sardegna, cooperazione tra sardi, l'isola sarda, la tradizione sarda...

Prima di parlare di tutto ciò è meglio porsi un'altra domanda....


Cosa significa essere sardi?

Ci sarebbe tanto da dire, poichè definirsi una nazione non è cosa da poco, sventolare nel mondo la bandiera dei quattro mori non è una coincidenza, vantar la propria terra e la sua bellezza è un dovere civico assai piacevole, parlare una lingua totalmente differente dal resto d'Italia è una prova schiacciante di quanto noi siamo un popolo unico per origini, tradizioni, cultura e carattere!

Potrei scrivere un saggio su cosa significhi essere sardo, ma non è questo il luogo per sviscerare l'argomento minuziosamente.


Elencherò però dei motivi per i quali essere sardi è un valore aggiunto, e non fonte di vergogna o inferiorità. 

Sarà certamente dura riprenderci la storia che ci hanno tolto, e la dignità strappata con lavaggi del cervello a dir poco raccapriccianti, ma bisogna ripartire dalla nostra comunità per riprendere in mano le redini dell' ISOLA CHE C'é!!!


Essere sardi? Cinque volte: si, grazie!

  • Essere chiamati pastori? Gesù è il Buon Pastore. L'allevamento è parte integrante di un'economia attiva. Le nostre pecore producono ottimo latte e i derivati sono prelibati. Ci chiamate pastori? Si, grazie! Ne siamo fieri!

 

  • Essere chiamati primitivi?  La nostra storia archeologica fa impallidire tutti gli studiosi del mondo, qualcuno afferma anche che la Sardegna potrebbe essere stata la mitica Atlantide. Vogliamo poi parlare della civiltà nuragica raffinata ed evoluta? Ci chiamate primitivi? Quale onore.. Si, grazie!

 

  •  Essere derisi per l'accento? La nostra è una lingua in tutto e per tutto. Ci dispiace se non ci capite. Noi continuiamo a parlarla e tramandarla alle future generazioni. Voi continuate a parlare i vostri dialetti e rispettate le tradizioni altrui. Ci volete deridere? Fate pure, ma essere sardi? E' molto di più! Si, grazie!

     

  •  Essere derisi per la statura? Ricordo che i personaggi più illustri della storia erano davvero di minute proporzioni. Napoleone non si fece tanti complessi sulla propria altezza. Inoltre si parla di una civiltà dei Giganti, leggenda o realtà? Chissà. Però ci chiamate "tappi"? Bevete il nostro vino, perchè il vino buono.... sta...in Sardegna! Si, grazie!

 

  •  Essere derubati nel campionato di Serie A per via dei lavori non conclusi nel nuovo stadio di Quartu? Tutto è lecito quando "si spara a zero" non su una infrastruttura, ma su una regione intera! Calcio o rabbia repressa? Noi tutti siamo con la squadra della nostra regione! Essere senza lo stadio completato? Ancora per poco! Si, grazie.

 

Quanti e quanti ancora "Si, grazie" i sardi dovrebbero imparare a dire, non solo ai non sardi, ma tra sardi stessi!!! 

Amate la vostra terra, mare, monti, fiumi, laghi, storia, leggende. Amate il vostro accento e non nascondetelo! E' un dono! Siatene fieri! Amate la vostra statura, la fisicità unica, le squadre di calcio della vostra isola e lo sport sardo in generale. Nel momento in cui, alla domanda SEI SARDO? ...tutti risponderanno SI GRAZIE!, proprio allora, come per magia, si azionerà il cambiamento.

Siamo cittadini del mondo, ma prima di tutto NATIVI SARDI!


Buon BloggerViaggio a tutti ...

martedì 18 settembre 2012

Dove sono finiti i prodotti sardi? Dalla sfida della cooperazione alle difficoltà nel reperire prodotti made in Sardegna

BuonSalve cari navigatori,

oggi ci poniamo una domanda importante riguardante l'economia sarda.


Ma prima di tutto un bel brindisi a voi che mi seguite con affetto, con un buon vino di proprietà rigorosamente sardo:)

Non perdiamo di vista questo prodotto sardo doc perchè....

Oggi affronteremo un argomento molto delicato emerso durante la terza parte dell'iniziativa legata alla cooperazione in Sardegna, promossa da Io, la Sardegna e il mio sogno turistico, Nura Crea e Donne del nuorese.

Andiamo con ordine. Qui di seguito pubblico l'iniziativa da noi proposta.



Come potete leggere, abbiamo lanciato una piccola sfida: comprate un prodotto sardo, fotografatelo e postatelo nella bacheca delle pagine facebook promotrici. L'intento? Cercare un segno concreto della volontà di cooperazione: se la comunità è pronta a dimostrare di poter fare un gesto così semplice, come l'acquisto di un prodotto sardo, allora ci sono ottime possibilità che essa possa fare anche di più!


Foto postata da Claudia. Prodotto artigianale sardo.

Foto postata da Maria. Prodotti tipici sardi.

Passiamo ad esaminare i risultati. L'obiettivo primario non è stato raggiunto, poichè le foto postate sono state circa una ventina: poche rispetto ai consensi ottenuti le scorse volte, in cui si è richiesta la semplice condivisione di un messaggio.

Ringraziamo però chi ha pubblicato le foto con i "presunti prodotti sardi". Si presunti! Perchè siamo passate dal postare una foto a renderci conto di quanto sia difficile trovare un prodotto sardo al 100%!!!!

Premetto che non indicherò i marchi esaminati, ma puntualizzo che essi sono conosciuti per la genuinità e la provenienza sarda delle materie prime di cui si compongono.

Per quanto riguarda il settore primario e delle matere prime, esso risulta nettamente insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione sarda! Siamo così costretti a importare una valanga di merce, tra cui patate, grano, frutta e verdura e via dicendo...

Queste materie prime andranno poi nelle industrie alimentari e saranno spacciate per sarde nelle etichette di finitura del prodotto. Che dire? Poco da dire. La Sardegna parla da se! Ettari su ettari di campi incolti, avversione sempre piu forte dei giovani verso i mestieri piu umili ma a ben vedere molto remunerativi, leggi che non favoriscono una produzione autoctona e anzi, direttive comunitarie contro le sementi e un accenno di illegalità sull'agricoltura km zero.

Oasi verdi: iniziative di filieracorta che preservano l'autenticità di un prodotto che dall'orto giunge nelle nostre tavole senza troppo girovagare nei mercati. Fortunatamente esistono e devono servire da esempio per tutti noi e per chi ha un'idea d'impresa e non trova il coraggio di porla in essere.

Industria sarda? Un altro fallimento. I freschi fatti di cronaca dimostrano quanto l'investimento in questo settore sia stato errato! Un'isola dai floridi distretti  manifatturieri, ecco questo sarebbe un successo per noi! Ormai ci han cucito addosso gli abiti degli operai petrolchimici, ma possiamo e siamo ancora in tempo per sbarazzarcene! Senza contare l'impatto ambientale è devastante.

L'artigianato tipico resiste, specialmente quello che utilizza materiali quali legno, sughero e via dicendo. Piccolo appunto: occhio agli oggetti spacciati per sardi e che recano l'etichetta made in china!!!!

Una menzione a parte merita il settore viti-vinicolo: i vini sardi sono pregiatissimi e rinomati nel mondo. Le uve provengono dalla nostra terra e così il processo che va dalla vendemmia all'imbottigliamento si svolge interamente in Sardegna. Piccolo appunto: la crisi economica delle Cantine sarde, sempre più evidente in questo ultimo anno.

Questo è quanto emerso dalla nostra terza iniziativa. Questo post, e più in generale il mio blog, non si pongono come mera analisi tecnica dell' economia sarda. Il mio intento resta sempre uno: spiegare il più facilmente possibile e in parole povere cosa accade intorno a noi, e farvi riflettere sul da farsi. 

Le mie proposte le ho già esplicitate nel post Comprare sardo?Fa bene! Fai bene!!! 

Ora tocca a voi :)

Riporto qui di seguito alcuni commenti del popolo sardo su facebook.

Il grano purtroppo da tanti anni ormai arriva da fuori... quest anno la confagricoltura ha sovvenzionato gli agricoltori per riprendere l' antica tradizione della coltivazione di grano duro in sardegna...
Anche per le patatine....le patate vengono fritte e inpacchettate ma arrivano dall olanda, ...lo stesso produttore si lamenta perche' i sardi non coltivano questo genere di patate....
E' giusto che sappiamo cosa stiamo mangiando ... e si scopri' che di sardo da mangiare ci rimanevano solo le mani...
Certo prima ci hanno convinto ad abbandonare le campagne per le fabbriche, il risultato è che le fabbriche stanno chiudendo e intorno a noi c'è solo il deserto...
E allora diamoci da fare per spingere i piccoli produttori a riprendere le antiche produzioni...piccola vigna piccolo orto piccolo frutteto, qualche animale da cortile
Certo non ci sono più le materie prime tali da avviare una grande produzione industriale, ma si può ripartire da piccoli distretti agricoli e industriali;-)
Accidenti allora se aveva ragione quel cameriere cagliaritano che si lamentava (e si può lamentare anche oggi) di non trovare patate prodotte in Sardegna. I numeri e le statistiche gli danno abbondantemente ragione. Basta andare in qualunque supermercato e leggere etichette di patate emiliane, campane o addirittura bavaresi. «La produzione sarda di patate soddisfa appena il 26 per cento del fabbisogno regionale», conferma Gianfranco Porcella, responsabile ortofrutta del gruppo Superemme (36 punti vendita, 1089 dipendenti). E precisa: «Il 74 per cento delle patate da noi vendute nei banconi dei supermercati è acquistato oltretirreno, siamo costretti a importarle anche perché di patate c’è una fortissima richiesta».
Voglio tenere la speranza.. perche' se perdiamo la speranza noi giovani non ci rimane che l'emigrazione. esattamente quello che vogliono.
Per ora la comunità europea e il nostro caro Monti, stanno quasi mettendo fuorilegge anche l'agricoltura km zero... questo giusto per capire l indirizzo della politica ....
La gestione del mercato del grano è in mano ai potenti....e noi per un piatto di pasta consegnamo la nostra delega.
Io le lumache le compro da conoscenti che vanno a cercarle nelle campagne e le lumache sarde si riconoscono dalla forma più piccola e dai colori più accentuati, quelle chiare vengono dalla Tunisia...
Vi chiedo di non esagerare, se possibile... Sia in un lato che nell'altro. Non dobbiamo essere talebani del Sardo, ci basta andare quello che facciamo e fare in modo di far stare bene più persone possibili. Le etichette nel cassette di frutta e verdura a volte dipendono dal fatto che per risparmiare si usano cassette usate.
Stiamo cercando di capire cosa c'e' di realmente sardo nel mercato, senza voler dire con questo che se la pasta non e' 100 per 100 sarda non la mangio. o perlomeno, questo è quello che sto cercando di fare io, far capire alle persone che comprare i prodotti con il disegno della sardegna nella confezione non significa comprare sardo.
Ma questo discorso non può essere sempre diplomatico, perché le condizioni in cui versano tante famiglie sono disperate. Tanta ricchezza potenziale ma poca concreta. Dobbiamo di certo chiederci perché le multinazionali, i grandi marchi, stanno soppiantando anche le tradizioni proprie di ogni popolazione locale. É un gioco al massacro. La direzione internazionale é questa. Una società ed un economia senza più frontiere ma anche senza personalità. Il mondo é dei pochi ricchi e non dei miliardi di poveri.
Portare a galla la realtà dei prodotti spacciati per sardi solo perché la lavorazione finale avviene sull'isola. Io confesso che a parte citare e ceramiche artistiche non mi sono proprio venuti in mente altri prodotti sardi! Ciò significa che non siamo proprio nemmeno abituati a fare questo ragionamento
Vi ricordo le scorse iniziative:

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio.