domenica 23 settembre 2012

Intervistando....l'ex operatore turistico Andrea Paderi


BuonSalve cari viaggiatori,

il settore turistico in Sardegna è davvero una giungla, talvolta inesplorata, talvolta piena di trappole, altre ricca di sorprese inaspettate. Andrea, ex guida turistica, ha assaporato il lato dolce di questo lavoro, per poi doverlo abbandonare con l'amaro in bocca, dopo tanti sacrifici e sogni riposti nuovamente nel cassetto. 

Andrea, però sai che ti dico? Non accantonare il tuo sogno!!! Tienilo sempre presente, chissà, magari una svolta ci sarà! Oggi Andrea è un operatore socio-assistenziale e aiuta le persone che sono state sfortunate nella vita e di certo si fa ben volere... Ma non aggiungo altro e dò la parola a lui :) 

 


Intervistando....l'ex operatore turistico Andrea Paderi



Ciao Andrea, anche tu, come tutti gli intervistati, devi raccontarci qualcosa di te e anche del perché sei finito proprio qui in questo blog turistico.

Ciao a tutti, sono Andrea e ho 30 anni. Sono un ex operatore turistico, si un ex operatore turistico, lo dico con un po’ …anzi tanta amarezza…!! Ora come ora mi occupo di tutt’altro, sono un educatore/assistenza handicap: questo oltre che essere un lavoro mi rende orgoglioso poiché aiuto chi ha veramente bisogno ed ha disagi fisici e psichici. 

Torno ora indietro nel tempo, nel lontano 2000, quando decisi di riprendere gli studi appassionato del settore turistico, con tanti sogni nel cassetto. Per anni ho lavorato nel settore turistico, dal 2002 con la mia prima esperienza come animatore mini club/young in un villaggio. Continuando gli studi, diplomandomi come tecnico dei servizi turistici con specializzazione “tecnico per la promozione del turismo integrato”, ho avuto modo di poter continuare a lavorare con tanta passione nel settore, con tante aspirazioni e progetti futuri.

Tra le tante esperienze cito anche quella di operatore di agenzia di viaggi, receptionist, guida ai monumenti aperti della città di Cagliari, promozione turistica regionale.

Hai lavorato per alcuni anni nel settore turistico. Quali difficoltà hai incontrato?

In quegli anni ho potuto constatare quanto ancora è presente nel settore: la scarsa collaborazione tra enti e la voglia di investire sulle figure professionali qualificate e preparate. Nelle varie esperienze, soprattutto per quel che riguarda la promozione turistica, ho avuto sempre scarsa possibilità di una collaborazione continua per potermi inserire appieno nel settore. Man mano mi sono arreso dopo che mi “sbattevo” a destra e a manca per poter chiedere o avere una collaborazione, uno straccio di lavoro: solo parole parole parole, soprattutto dagli esperti imprenditori del settore che durante il corso regionale ho potuto conoscere, che mi avevano sempre fatto capire che avrei avuto un futuro nel settore. Ma sono rimaste solo parole e pian piano i miei sogni sono finiti nel cassetto chiusi a doppia mandata. Forse posso rimproverarmi di non aver continuato a persistere: ma dopo tanto tempo perso a girare, chiedere, fare tirocini gratuiti o di quei pochi mesi estivi di lavoro, arriva il momento in cui si accantona quel sogno …e si svolta strada…

Quali tra le tue “esperienze turistiche” ti è rimasta più nel cuore?

L’esperienza che porto dentro risale alla collaborazione con una conosciuta associazione di Cagliari, Amici di Sardegna, dove con il Dott. Copparoni, mio docente al corso ho potuto dare il mio contributo nell’ambito salvaguardia ambiente/territorio e valorizzazione del patrimonio. Forse la collaborazione più significativa per il mio ruolo.

Perché hai abbandonato questo campo lavorativo? Eppure si parla tanto della Sardegna come un’isola super turistica.

Come ho detto prima, purtroppo troppe parole ma a fatti poco e niente, poca voglia di investire e collaborare con le figure professionali qualificate, a partire dagli enti locali sempre più distanti dal settore, privi di idee e di personale preparato.

Hai mai pensato di trasferirti in qualche altra regione italiana o all’estero per continuare il tuo percorso professionale?

Per il percorso e la mia figura professionale, trasferirmi fuori dalla mia Sardegna non avrebbe avuto senso, perché ho studiato e ho sognato sin dall’inizio  di far parte del settore come operatore promozione turistica della mia terra nel promuoverla a 360 gradi. Andare fuori dalla Sardegna non sarebbe servito al mio profilo professionale.

Puoi definire a parole tue cosa si intende per turismo sostenibile e responsabile? Inoltre pensi che questo concetto di “turismo del futuro” avrà ancora tante difficoltà a radicarsi nella nostra bella Sardegna?

Sarò molto teorico, forse utopico, ma in poche parole si intende il fare turismo, creare turismo in tutte le sue sfaccettature, dai servizi turistici, nella costruzione di strutture ricettive, a tutte quelle  attività turistiche sostenibili che si sviluppano in modo tale che non alterino l’ambiente naturale, sociale ed artistico e soprattutto che non ostacolino l’operatività o il nascere  delle attività turistiche sostenibili. Invece tutto questo in Sardegna è semi sconosciuto, quando si dovrebbe lavorare tanto sulla sensibilizzazione nelle scuole elementari e con attività sociali mirate.

Parliamo di un argomento a te caro. La cucina sarda e i ristoranti sardi. Rapporto qualità-prezzo, genuinità dei prodotti, cucina tradizionale. Cosa puoi dirmi a riguardo?

Questo è un punto davvero a me molto ”caro“, ahahhaa!!! La cucina sarda molto cara di cui vado ghiotto. La nostra cucina possiamo definirla completa nei sapori e nelle tradizioni. Non ci facciamo mancare niente dalle varietà tipiche del pesce alla carne. Nelle mie esperienze di promozione turistica girando qua e là per la nostra terra nel medio campidano, dall’ogliastra alla barbagia mandrolisai, all’oristanese al sassarese, ho avuto modo di conoscere e approfondire le nostre realtà culinarie, i nostri piatti tipici, girare nei ristoranti tipici, agriturismi e ittiturismi. Tra l’altro durante il corso regionale, scrissi una guida per il turista sulla città di Cagliari, sul dove mangiare tipico con una selezione di ristoranti e trattorie, con giudizi sulla qualità e quantità dei prodotti tipici serviti nel menù, servizio e struttura del locale e i prezzi. Tutti questi punti sono fondamentali per non incappare in tante fregature che spesso qualche ristoratore serve al malcapitato cliente o turista durante i periodi di afflusso in città. Sono molto critico per quanto riguarda questo punto: troppi sono i ristoranti, gli agriturismi, le trattorie tipiche che vogliono lucrare in quei pochi mesi dell’anno, magari spacciando il proprio menu’ con prodotti locali che non lo sono, o un agriturismo che ti presenta la carne e la verdura del supermercato e magari ti presenta pure un conto…da colletto con risvolto!!! Per fortuna lavorano con tanta passione ristoratori che ancora coccolano il cliente, il turista e lo fanno uscire dal ristorante con la panza piena: un prezzo contenuto con la consapevolezza di aver potuto offrire e fatto assaporare realmente i sapori della nostra terra!!!

Il tuo piatto preferito made in Sardegna?

Da buongustaio della nostra cucina tipica non ho un piatto preferito in particolare, però se proprio devo citarne uno, anzi due, uno di carne “ Sa Cordula” o “Codra cotta “ e uno di pesce “le Orziadas”.

Quali sono qualità che deve possedere una buona guida turistica?

La guida turistica ha un grande impatto sull’esperienza del visitatore in quanto contribuisce nel giudizio positivo o meno su una località turistica.

Una buona guida fornisce ai viaggiatori le informazioni, quei suggerimenti e le esperienze che essi vanno cercando. Se i turisti si sentono ben accolti e informati sul  patrimonio naturale e culturale di una località, spesso scelgono di fermarsi più tempo oppure decidono in futuro  di ritornare.

La guida turistica ha un ruolo specifico: da un lato deve promuovere il patrimonio dell’area interessata, dall’altro deve contribuire a garantire la sua sostenibilità rendendo i visitatori consapevoli della sua importanza e vulnerabilità.

Cooperazione della comunità sarda. Accantonamento delle gelosie e delle rivalità per una comune crescita. Pensi che i giovani siano disposti a lottare per questo e per il loro futuro tenendo conto di questi principi?

Come mentalità siamo ancora indietro, colpa anche delle istituzioni e degli enti    locali che non certo agevolano lo sviluppo turistico. Chi entra in questo settore con tanti buoni auspici e idee si ritrova risucchiato nel vortice della gelosia e della rivalità e soprattutto a lottare contro tanta incompetenza. La cooperazione è ancora lontana e purtroppo la crisi non aiuta e ognuno bada al proprio orticello. Serve un’inversione di mentalità.

Un’altra tua grande passione. Il Cagliari calcio. Cosa significa per te tifare la squadra delle tua città?

E’ un amore smisurato per la mia città Cagliari  e nonché la mia squadra del cuore… lo ammetto! Amo Cagliari e per me non è solo una squadra ma rappresenta i colori di una regione intera, un’isola molto spesso dimenticata e noi tifosi ci rifugiamo nei colori di quella maglia per poterci magari togliere qualche soddisfazione nella massima serie contro le potenti del calcio. Penso che per chi sente il Cagliari nel cuore sia un discorso di amore vero, perchè non pensa a chissà quale blasone, scudetti o altro, ma conserva il sogno di poter un giorno rivincere il tricolore e da vero sardo rimane attaccato a quella maglia sempre e comunque!! Aspettando una meritata casa, lo stadio, perché è vergognoso che il Cagliari debba ritrovarsi nella situazione che tutti conosciamo, nella speranza che finalmente la città di Quartu Sant’Elena sia la casa e fortino di ferro e che possa portare tanta fortuna e tante soddisfazioni per noi tifosi sardi, che lo meritiamo oramai da tempo....

Ora lavori nel campo del sociale e hai un lavoro splendido. Progetti per il futuro?

Adoro il mio lavoro…mi riempie di orgoglio poter dare la mia forza a chi ne ha veramente bisogno ed è stato sfortunato. Per ora proseguo in questo mio percorso lavorativo. Fare progetti ai tempi d’oggi è dura, ma conservo sempre… un sogno.....

 

Uno slogan per la Sardegna.

LA SARDEGNA…AMALA VIVILA SCOPRILA… TUTTO L’ANNO!!

 

Ringrazio Andrea, per la sua preziosa testimonianza e per averci fornito un quadro esaustivo delle difficoltà che incontra un giovane e qualificato operatore turistico nella nostra Sardegna. Le figure professionali nel turismo ancora non sono prese in seria considerazione, specialmente quelle portatrici dei principi di u turismo sostenibile e responsabile. Noi aspettiamo una svolta, fiduciosi e battaglieri!

Perchè la Sardegna unita, non è un' utopia!


Buon bloggerViaggio a tutti...



sabato 22 settembre 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con Bronzetta (Parte 5)

BuonSalve navigatori del web 2.0,

siamo giunti al quinto appuntamento con le vicende di Bronzetta e dei suoi neo-imprenditori turistici.

La situazione è critica e le conseguenze negative pesano sull'ambiente ma anche sulla rete dei rapporti sociali: competitività sregolata, invidia, perdità del rispetto reciproco... Inoltre i flussi  turistici sono fuori controllo... 

Il paesino si prepara ad una grande sfida: ritrovare se stesso facendo riemergere l'identità della propria comunità.


Come Bronzetta divenne una rinomata località turistica

Quella notte gli anziani fiduciari entrarono nella grande sala delle riunioni, nella tenuta del Conte Shardana. Una sala sfarzosa ed elegante, con arazzi tipici nelle pareti, sedie intarsiate d'oro, una grande parete con una libreria preziosa: l'antico sapere di Bronzetta e i racconti delle sue origini erano custoditi in questi scaffali da millenni. Il conte Shardana invitò tutti a sedersi. La riunione ebbe inizio. Si parlò della situazione attuale di Bronzetta e si ipotizzarono gli scenari futuri da qui a cinque anni, dieci anni. Le conclusioni non furono rosee. Gli anziani già avevano previsto il degenerare della situazione e per questo, nel loro piccolo, avevano continuato a narrare le storie di un tempo e non smettere mai di ricordarsi la loro provenienza. 

Ma cari lettori, ora anche io divento curiosa... Ma da dove provengono questi bronzettini? O meglio, i loro avi, chi sono? Perchè Bronzetta è ricca di insediamenti pre-nuragici? Per non parlare dell'ingente quantità di armi forgiate nel bronzo ritrovate ovunque nelle campagne. E che dire dell'imponente scogliera con i guerrieri tesi alla difesa del paesino?

A tutte queste domande, rispose l'anziano Socrates.

Egli fece scivolare il suo lungo mantello di velluto nero sulla sedia, avanzo con la sua tunica bianca verso la grande libreria. Con disinvoltura afferrò un grande libro polveroso, rilegato in pelle di vitello. Si avviò nuovamente verso gli altri anziani, si sedette e poggiò il libro sul tavolo. Non vi era nessuna traccia di scrittura, ma una volta aperto, ecco che le illustrazioni presero "vita", raccontando a tutti la vera storia delle origini di Bronzetta.

Mentre gli anziani univano le proprie energie e conoscenze per salvare Bronzetta, i nostri bronzettini se la spassavano alla grande.

Nel frattempo... nel paese...

Il turista curioso, amante della storia e della natura, era ormai andato "scomparendo" e al suo posto troviamo un viaggiatore amante del divertimento, incurante del rispetto della natura, festaiolo. E i nostri neo imprenditori, assolutamente furbissimi, avevano iniziato a costruire locali come discoteche, lounge bar, parchi divertimento, stabilimenti balneari con animazione stile "global". 

Cambia il target e cambia l'offerta dei servizi, ovviamente.

Ecco che il nostro adorato paesino, è entrato suo malgrado nella fase della stagnazione, durante la quale le attrattive identitarie perdono "fascino", a causa del negativo impatto sul patrimonio storico-naturalistico, sfruttato e rovinato (anzichè amato e valorizzato), per essere sostituite con attrattive artificiali.

Una non facile situazione. Ora, restano solamente due vie da percorrere: quella del declino o quella della rinascita. 

Riusciranno gli anziani a convincere i bronzettini a salvar se stessi e il paese? O gli ostinati imprenditori percorreranno la via del sicuro declino?

Lo sapremo prossimamente, proprio qui, nel blog che persegue il grande sogno di una Sardegna caratterizzata da uno sviluppo economico sostenibile e responsabile, in cui la comunità sarda è la vera "STAR".

 

E per chi non avesse letto le altre quattro puntate delle vicende può farlo anche ora:

Prima parte: Bronzetta e la fase esplorativa

Seconda parte: Bronzetta e la fase del coinvolgimento

Terza parte: Bronzetta e la fase dello sviluppo

Quarta parte: Bronzetta e la fase del consolidamento

 

Buon bloggerViaggio carissimi navigatori... 



martedì 18 settembre 2012

Dove sono finiti i prodotti sardi? Dalla sfida della cooperazione alle difficoltà nel reperire prodotti made in Sardegna

BuonSalve cari navigatori,

oggi ci poniamo una domanda importante riguardante l'economia sarda.


Ma prima di tutto un bel brindisi a voi che mi seguite con affetto, con un buon vino di proprietà rigorosamente sardo:)

Non perdiamo di vista questo prodotto sardo doc perchè....

Oggi affronteremo un argomento molto delicato emerso durante la terza parte dell'iniziativa legata alla cooperazione in Sardegna, promossa da Io, la Sardegna e il mio sogno turistico, Nura Crea e Donne del nuorese.

Andiamo con ordine. Qui di seguito pubblico l'iniziativa da noi proposta.



Come potete leggere, abbiamo lanciato una piccola sfida: comprate un prodotto sardo, fotografatelo e postatelo nella bacheca delle pagine facebook promotrici. L'intento? Cercare un segno concreto della volontà di cooperazione: se la comunità è pronta a dimostrare di poter fare un gesto così semplice, come l'acquisto di un prodotto sardo, allora ci sono ottime possibilità che essa possa fare anche di più!


Foto postata da Claudia. Prodotto artigianale sardo.

Foto postata da Maria. Prodotti tipici sardi.

Passiamo ad esaminare i risultati. L'obiettivo primario non è stato raggiunto, poichè le foto postate sono state circa una ventina: poche rispetto ai consensi ottenuti le scorse volte, in cui si è richiesta la semplice condivisione di un messaggio.

Ringraziamo però chi ha pubblicato le foto con i "presunti prodotti sardi". Si presunti! Perchè siamo passate dal postare una foto a renderci conto di quanto sia difficile trovare un prodotto sardo al 100%!!!!

Premetto che non indicherò i marchi esaminati, ma puntualizzo che essi sono conosciuti per la genuinità e la provenienza sarda delle materie prime di cui si compongono.

Per quanto riguarda il settore primario e delle matere prime, esso risulta nettamente insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione sarda! Siamo così costretti a importare una valanga di merce, tra cui patate, grano, frutta e verdura e via dicendo...

Queste materie prime andranno poi nelle industrie alimentari e saranno spacciate per sarde nelle etichette di finitura del prodotto. Che dire? Poco da dire. La Sardegna parla da se! Ettari su ettari di campi incolti, avversione sempre piu forte dei giovani verso i mestieri piu umili ma a ben vedere molto remunerativi, leggi che non favoriscono una produzione autoctona e anzi, direttive comunitarie contro le sementi e un accenno di illegalità sull'agricoltura km zero.

Oasi verdi: iniziative di filieracorta che preservano l'autenticità di un prodotto che dall'orto giunge nelle nostre tavole senza troppo girovagare nei mercati. Fortunatamente esistono e devono servire da esempio per tutti noi e per chi ha un'idea d'impresa e non trova il coraggio di porla in essere.

Industria sarda? Un altro fallimento. I freschi fatti di cronaca dimostrano quanto l'investimento in questo settore sia stato errato! Un'isola dai floridi distretti  manifatturieri, ecco questo sarebbe un successo per noi! Ormai ci han cucito addosso gli abiti degli operai petrolchimici, ma possiamo e siamo ancora in tempo per sbarazzarcene! Senza contare l'impatto ambientale è devastante.

L'artigianato tipico resiste, specialmente quello che utilizza materiali quali legno, sughero e via dicendo. Piccolo appunto: occhio agli oggetti spacciati per sardi e che recano l'etichetta made in china!!!!

Una menzione a parte merita il settore viti-vinicolo: i vini sardi sono pregiatissimi e rinomati nel mondo. Le uve provengono dalla nostra terra e così il processo che va dalla vendemmia all'imbottigliamento si svolge interamente in Sardegna. Piccolo appunto: la crisi economica delle Cantine sarde, sempre più evidente in questo ultimo anno.

Questo è quanto emerso dalla nostra terza iniziativa. Questo post, e più in generale il mio blog, non si pongono come mera analisi tecnica dell' economia sarda. Il mio intento resta sempre uno: spiegare il più facilmente possibile e in parole povere cosa accade intorno a noi, e farvi riflettere sul da farsi. 

Le mie proposte le ho già esplicitate nel post Comprare sardo?Fa bene! Fai bene!!! 

Ora tocca a voi :)

Riporto qui di seguito alcuni commenti del popolo sardo su facebook.

Il grano purtroppo da tanti anni ormai arriva da fuori... quest anno la confagricoltura ha sovvenzionato gli agricoltori per riprendere l' antica tradizione della coltivazione di grano duro in sardegna...
Anche per le patatine....le patate vengono fritte e inpacchettate ma arrivano dall olanda, ...lo stesso produttore si lamenta perche' i sardi non coltivano questo genere di patate....
E' giusto che sappiamo cosa stiamo mangiando ... e si scopri' che di sardo da mangiare ci rimanevano solo le mani...
Certo prima ci hanno convinto ad abbandonare le campagne per le fabbriche, il risultato è che le fabbriche stanno chiudendo e intorno a noi c'è solo il deserto...
E allora diamoci da fare per spingere i piccoli produttori a riprendere le antiche produzioni...piccola vigna piccolo orto piccolo frutteto, qualche animale da cortile
Certo non ci sono più le materie prime tali da avviare una grande produzione industriale, ma si può ripartire da piccoli distretti agricoli e industriali;-)
Accidenti allora se aveva ragione quel cameriere cagliaritano che si lamentava (e si può lamentare anche oggi) di non trovare patate prodotte in Sardegna. I numeri e le statistiche gli danno abbondantemente ragione. Basta andare in qualunque supermercato e leggere etichette di patate emiliane, campane o addirittura bavaresi. «La produzione sarda di patate soddisfa appena il 26 per cento del fabbisogno regionale», conferma Gianfranco Porcella, responsabile ortofrutta del gruppo Superemme (36 punti vendita, 1089 dipendenti). E precisa: «Il 74 per cento delle patate da noi vendute nei banconi dei supermercati è acquistato oltretirreno, siamo costretti a importarle anche perché di patate c’è una fortissima richiesta».
Voglio tenere la speranza.. perche' se perdiamo la speranza noi giovani non ci rimane che l'emigrazione. esattamente quello che vogliono.
Per ora la comunità europea e il nostro caro Monti, stanno quasi mettendo fuorilegge anche l'agricoltura km zero... questo giusto per capire l indirizzo della politica ....
La gestione del mercato del grano è in mano ai potenti....e noi per un piatto di pasta consegnamo la nostra delega.
Io le lumache le compro da conoscenti che vanno a cercarle nelle campagne e le lumache sarde si riconoscono dalla forma più piccola e dai colori più accentuati, quelle chiare vengono dalla Tunisia...
Vi chiedo di non esagerare, se possibile... Sia in un lato che nell'altro. Non dobbiamo essere talebani del Sardo, ci basta andare quello che facciamo e fare in modo di far stare bene più persone possibili. Le etichette nel cassette di frutta e verdura a volte dipendono dal fatto che per risparmiare si usano cassette usate.
Stiamo cercando di capire cosa c'e' di realmente sardo nel mercato, senza voler dire con questo che se la pasta non e' 100 per 100 sarda non la mangio. o perlomeno, questo è quello che sto cercando di fare io, far capire alle persone che comprare i prodotti con il disegno della sardegna nella confezione non significa comprare sardo.
Ma questo discorso non può essere sempre diplomatico, perché le condizioni in cui versano tante famiglie sono disperate. Tanta ricchezza potenziale ma poca concreta. Dobbiamo di certo chiederci perché le multinazionali, i grandi marchi, stanno soppiantando anche le tradizioni proprie di ogni popolazione locale. É un gioco al massacro. La direzione internazionale é questa. Una società ed un economia senza più frontiere ma anche senza personalità. Il mondo é dei pochi ricchi e non dei miliardi di poveri.
Portare a galla la realtà dei prodotti spacciati per sardi solo perché la lavorazione finale avviene sull'isola. Io confesso che a parte citare e ceramiche artistiche non mi sono proprio venuti in mente altri prodotti sardi! Ciò significa che non siamo proprio nemmeno abituati a fare questo ragionamento
Vi ricordo le scorse iniziative:

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio.






giovedì 13 settembre 2012

Come nasce una località turistica? Scopriamolo con Bronzetta ( parte 4)

Buonasera cari navigatori,

spero non vi siate dimenticati di Bronzetta, delizioso paesino sardo, frutto della mia fantasia, grazie al quale scopriamo insieme quali sono le fasi che si susseguono quando nasce e si sviluppa una località turistica.

Tra i tanti argomenti e le discussioni trattate nel blog ho trascurato le sue vicende.....ma a questo porrò rimedio... anche perchè, dall'ultima volta che abbiamo lasciato la nostra rinomata località, è passato un bel po' di tempo... andiamo a scoprire come Bronzetta si è trasformata dopo tre anni di turismo di massa!!!


Disegni di Stefano Gesh

Come Bronzetta divenne una rinomata destinazione turistica

Un sole abbagliante e un'afa infernale...la spiaggia di un rosa ormai sbiadito assisteva inerme a tutti quei piedi che la calpestavano senza curarsi di lei, sporcandola, trasportandola via da Bronzetta in piccole bottiglie di plastica, trofei di una vacanza nella più rinomata località turistica della Sardegna. Imponenti alberghi, asfalto ovunque, turisti in ogni angolo del paese. Era la terza estate turistica del nostro paesino e tutto era cambiato. Il conte Shardana si era rassegnato alla crescita disordinata del settore turistico e non usciva nemmeno più dalla sua tenuta. I paesaggi vergini, che egli ammirava dalla finestra della sua camera da letto, erano ormai un ricordo remoto. 

Nelle colline di Bronzetta, gli scavi archeologici non si erano ancora fermati: dalla terra continuavano a emergere testimonianze di un antico passato. Il museo costruito accanto agli scavi, custodiva un gran numero di reperti, tra i quali preziosi bronzetti guerrieri, gli stessi che il mare o gli avi avevano scolpito nelle grandi scogliere a picco sul mare.

Gli abitanti di Bronzetta non furono certo immuni al cambiamento: talvolta il dio denaro trasforma anche il povero in un uomo avido. L'antica cordialità di un tempo, rimase immutata nei confronti dei viaggiatori che raggiungevano la località. Non si può dir altrettanto della cordialità tra i membri della comunità: una lotta di tutti contro tutti per ottenere il maggior guadagno possibile. Da contadini, allevatori e artigiani, a....trasformazione.....Eccoli!!! I nostri imprenditori improvvisati! Gli anziani del paese, non privi di severità, si adoperavano per mantenere la pace e non far sparire le tradizioni: per quanto possibile raccontavano storie meravigliose ai propri nipoti, e anche ai  turisti curiosi e non amanti del turismo superficiale.

L'artigianato aveva perso il suo carattere identitario e conquistato un posto del tutto commerciale nel grande circuito turistico di sfruttamento del patrimonio locale.

Molti campi furono privati dei loro alberi da frutto, dei vigneti, dei prati per il pascolo.

La crescita indiscriminata e non rispettosa dell'ambiente e dell' identità di una popolazione, non può aver lunga vita! Si osserverà un periodo di grande splendore economico, ma a quale prezzo? Bronzetta stava perdendo il suo fascino, così come la sabbia stava perdendo il suo colore roseo.

I turisti più attenti ed esigenti, amanti delle storie dei popoli, non si recavano più nel paesino con lo stesso entusiasmo di un tempo.

Bronzetta andava incontro alla quarta fase dello sviluppo di una destinazione turistica: la fase del consolidamento. Gli arrivi sono sempre numerosi, ma si assistono ai primi cali di flussi. L'attività turistica diventa il settore trainante dell'economia della località. L'impatto ambientale è sempre più forte e degenerativo. Si cercano, inoltre, soluzioni per il prolungamento della stagione turistica: ma è proprio il degrado che allontana i segmenti più remunerativi di turisti!

Una trappola che conduce gli abitanti di Bronzetta ad un declino lento. Il non rispetto dell'ambiente, il non rispetto della cultura, il non ricordarsi più chi si è e da dove si viene, crea un blackout nella comunità, protagonista di uno sviluppo non sostenibile e non responsabile del settore economico!

Il conte Shardana in preda alla disperazione, chiamò nella sua tenuta, gli anziani fiduciari, per discutere sul da farsi. Obiettivo? Salvare  Bronzetta!


Ci aggiorniamo alla prossima puntata della storia... E per chi non avesse letto le altre tre puntate delle vicende può farlo anche ora:

Prima parte: Bronzetta e la fase esplorativa

Seconda parte: Bronzetta e la fase del coinvolgimento

Terza parte: Bronzetta e la fase dello sviluppo

 

Auguro a tutti un buon BloggerViaggio :)


lunedì 10 settembre 2012

Comprare sardo? Fa bene!!! Fai bene!!!

BuonSalve cari viaggiatori,

come promesso tratterò da oggi, prese singolarmente, le tematiche e le azioni proposte nelle scorse settimane, riguardo ai piccoli gesti che possono aiutare noi sardi a cooperare attivamente e proficuamente tra noi ( Identità & Cooperazione).

Prima azione da compiere:  

Acquistare prodotti made in Sardegna

 


Si miei carissimi lettori, sono fermamente convinta di questo "primo comandamento" sulla cooperazione. E non sono la sola! 

Lo scorso 22 dicembre, con una raccolta di 20.000 firme, la Coldiretti e e il comitato Identità e Futuro hanno presentato alla Presidenza del Consiglio regionale la proposta di legge di iniziativa popolare per la " conservazione e valorizzazione dei prodotti sardi" denominata COMPRA SARDO. 

In una lettera ai consiglieri regionali si sottolinea che così si garantirebbe, con la certificazione di un marchio, la provenienza regionale dei prodotti e delle materie prime. La tutela dei prodotti tradizionali e l'indicazione dell'origine delle materie prime in etichetta - evidenzia Marco Scalas Presidente di Coldiretti Sardegna - e' il presupposto per difendere l'agricoltura e le economie locali. Nella nota inviata ai consiglieri si evidenzia come «in un contesto di forte crisi economica, occorra ripensare un modello di sviluppo che riparta dai territori, che veda l'agricoltura e l'agroalimentare, in stretta connessione con le attivita' artigianali e turistiche, vero volano per il rilancio economico e sociale della Sardegna».




Comprare sardo significa anche darsi un'opportunità per uscire dalla crisi economica che attanaglia non solo la Sardegna ma tutti i mercati mondiali. Lo stesso stato francese ha cominciato una  campagna di sensibilizzazione per far ripartire il mercato interno.

Molti hanno sollevato dei dubbi: i prodotti sardi costano troppo, alcune tipologie di beni sono difficili da trovare, la globalizzazione non aiuta certo questo processo.

Voglio sottolineare una cosa: i prezzi sono appena più alti della media, ma anche la qualità lo è! Inoltre molti beni devono "pagare" un bel sovraprezzo dovuto al loro girovagare prima di essere immessi nel mercato.

A questo si sta ponendo rimedio, grazie all'ingegno delle nostre menti, con iniziative vincenti: cito fra tutte la piccola impresa Il paese del vento : i propriatari si impegnano a coltivare le primizie di stagione nei loro campi e su ordinazione, pronta consegna ovunque voi siate! Dall'orto alla tavola! E posso inoltre citare l'importante iniziativa Sardegna Filiera Corta. 

Immagino ci siano tante piccole-medie realtà sparse nell'isola che ancora non si sono "congiunte".

Cari sardi, ci sono tanti modi per far scendere il prezzo dei nostri prodotti, e questo può accadere solo con la cooperazione! La creazione di un mercato interno km zero, efficiente, di qualità e con gran quantitàdi prodotti! Non parliamo solo di cibo, ma di vestiario, prodotti cosmetici, artigianato, aggiungo anche servizi! Appalti ad imprese sarde?! Capita di vedere assegnazioni di grossi appalti a società continentali, e noi qui? Ci siamo per numero?

In fiduciosa attesa che tutto ciò diventi realtà, cerchiamo ( tenendo d'occhio il portafoglio) di acquistare questi buoni prodotti che Mater Sardegna ci da, perchè comprare sardo fa bene, dunque, fai bene!!! :)

 

 

Buon bloggerViaggio a tutti :)

E ..........

Non dimenticate... 

 





sabato 8 settembre 2012

Turismo religioso: la festa di Santa Maria a UTA






Buongiorno cari navigatori.
Oggi otto settembre si festeggia la natività della Madonna. In ogni Chiesa cristiana hanno luogo le celebrazioni per la Santa Madre di Gesù.

In particolar modo, oggi, a UTA, paese della provincia di Cagliari, la ricorrenza ha un sapore speciale, e la tradizione si mescola alla religiosità.
La grande festa di Santa Maria richiama a se una moltitudine di pellegrini, i quali giungono all' antica Chiesa Romanica, santuario indiscusso.

Nel pozzo situato vicino alla Chiesa antica, avvennero e continuano ad avvenire miracoli: l'acqua diventa il simbolo del mistero religioso, tanto da venir portata via dentro caratteristiche brocche o semplici bottigliette. Proprio come accade a Lourdes, UTA diventa la meta della speranza, per chi nella vita non é stato fortunato.
Non solo religiosità. Tutto intorno al santuario ecco che prende vita la tradizione. . Artigianato, folklore, enogastronomia. La comunità si anima e si raccoglie nel nome della Santa. Un momento fondamentale che si rinnova e mantiene in vita l identità più intima della popolazione. Si racconta, che solo cinquantanni fa, le persone si recassero a piedi nel santuario, dando vita ad un grande pellegrinaggio. Le famiglie erano invece solite partire dalle proprie case la sera prima della festa, sui loro carri a buoi.         

Sembrano tempi talmente remoti e destinati a scomparire. . . E invece ciò non accade! I pellegrini giungono numerosi e oltre ai riti tradizionali gustano anche quelli civili. Quest' anno sarà la cantante Dolce Nera a intrattenere i turisti religiosi giunti da ogni parte della Sardegna.
Ecco come una grande festa religiosa aziona il grande meccanismo del turismo sostenibile e responsabile.

Non é poi così difficile, giusto?:-)

 

Auguro a tutti un buon bloggerViaggio. . .


Per saperne di più...segui il link.....





giovedì 6 settembre 2012

Intervista "a sorpresa"....al giovane surfista Roberto Pala

BuonSalve cari navigatori,

spero che il bloggerViaggio sia stato fino ad ora di vostro gradimento e vi ringrazio per l'interesse che dimostrate continuamente  nel seguire e inseguire insieme a me, questo grande obiettivo di cooperazione della comunità sarda.

Spesso collaborare è davvero così facile, basta una semplice chiaccherata o più chiaccherate per dare il proprio personale contributo ad una causa. 

Roberto, si proprio tu, sei la mia "prova sperimentale" di collaborazione coatta, o detto in modo decisamente più democratico ed elegante, collaborazione "a sorpresa". 

Le nostre interessanti conversazioni hanno prodotto a tua insaputa questo post :)

Naturalmente hai accettato e acconsentito a....

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali (facoltativo)". 

 

Ridacchio...


Assumo ora un tono più serio e consono al post... Ma nooo! E' impossibile...Non so cosa accade a voi, ma se penso al surf parte in automatico la canzoncina "Noi siamo i giovani, i giovani, piùgiovani, siamo l'esercito, l'esercito del surf...[...]". Evidentemente mi devo aggiornare -.-  

Essere un surfista, non consiste solo nel portare avanti un hobby, far due salti al mare, o fare attività sportiva. Il vero surfista ne fa una filosofia di vita, intimamente legata al mare, al suo rispetto, ad un profondo amore reciproco tra uomo e natura.

 

    Spiaggia sole e reset di pensieri...la uso spesso come cura ed ha una buona percentuale di successo.


    Riesco a svuotare i pensieri quando sto al mare


    Tutti abbiamo quei luoghi che ci fanno star bene solo per il fatto che ..stiamo li...

Come non darti ragione Roberto, anche io ho il mio luogo che mi fa star bene, anch' esso legato al mare....Tu ricerchi le onde e l'avventura ed io la tranquillità e la sicurezza dei porti. 

Capo Sperone, Sant'Antioco (Foto scattata da Roberto)

Porto di Perd'e Sali, Sarroch (Foto scattata da ME)

 

Capisco bene quando dici..

E poi... non è proprio una fissa...ma è di più, hai presente tu mentre poco fa uscivi a sbentiare...be...io in mare faccio un reset nei pensieri...

Ed io prendo scelte importanti, radunando tutti i pensieri... 

Il surf poi, è un'attività praticabile tutto l'anno, anche qui in Sardegna...

Non vedo l'ora che finisca l'estate sai...per trovare il mare come piace a me..

Infatti tu, col maltempo...

Ho fatto 3 giorni di surf indimenticabili....finalmente un pò di mare come dico io..senza affollamenti, parcheggi.. ombrelloni, rumori...ecc

Eh si, la Sardegna stile Surfista è un'isola da vivere tutto l'anno, anzi paradossalmente, per i surfisti da onda, l'estate non è la stagione che offre le onde più appetibili. Ma allora, com'è la situazione nella nostra bella Isola? Sono scettica...

Credimi è lanciatissima! Ci son molte riviste a livello italiano che trattano l'argomento.. la Sardegna è il luogo migliore del Mediterraneo per un surfista.

Davvero? Bene!!! Ho fatto qualche ricerca ed effettivamente è così! Sono sorte anche delle scuole di surf...

 

"La comunità del Surf in Sardegna è cresciuta, sono nati Surf Club in tutta l'isola, a Cagliari, Pula, Iglesias, Buggerru..., ciascuno geloso custode, del suo spot, del suo mare, pronto a difenderlo da chi non conosce il rispetto per la natura e per la gente del posto.
Il Surf in sardegna è praticabile d'Estate come d'Inverno, I venti che battono le coste della Sardegna sono pressochè costanti, numerosi sono i paradisi incontaminati, molti dei quali deserti,  e che nascondono spot tra i più affascinanti del panorama europeo." ( Alcuni famosi spot ) ( Surfabolario )


Si parla dunque della Sardegna come le Hawaii del Mediterraneo!!! Questa è proprio una bella notizia! Il surf rientra tra le categorie di sport legate al turismo attivo! Quindi approviamola tutti come altra potenziale risorsa che ci offre il nostro mare! Sardegna meta internazionale dei surfisti...un sogno? No una realtà da creare! 

 

Stupendo...il mare ha affascinato da sempre l'uomo, lo ha ispirato, rapito, ha dato lavoro, gioia e malinconia... e a te Roberto? Cosa è per te il mare?

Il mare è lo specchio del mio umore! Luogo di emozioni, di pensieri fugaci, di felicità e di malinconia. Il fascino della solitudine in certi momenti non ha eguali! Nel mare rifletto ciò che ho dentro, rifletto me stesso!

E se il mare potesse parlare? Cosa direbbe? Prova a farlo parlare tu, tu che hai un rapporto così intimo con lui.

Il mare direbbe: Rifletto le vostre emozioni e come tali in certi momenti sono forte e cattivo ed in altri sono delicato e fragile come uno specchio!!

E mi vien anche da pensare a quell'onda che così tanto ti attrae... Lei cosa pensa...

Sono la tua compagna di viaggio, la tua compagna di momenti tranquilli e di momenti più agitati. So esser un tutt'uno con il tuo corpo per condurti dove decide il mare!

Un'onda pensa anche con autorità, come un padrone di casa: Sei un mio ospite ma qui comando e decido tutto io!

Bellissimi pensieri...Come sarebbe bello poter essere una conchiglia trasportata da quell'onda così speciale. Anche lei, sono certa avrebbe qualcosa da dire..

Possiedo il suono del mare al mio interno, sono parte di quel tesoro che non lascia indifferenti nessuno!!

E poi, dopo tanto surfare... Ti ritrovi in riva al mare...e allora come dici tu, ogni pensiero lascia la tua mente e puoi finalmente rilassarti e godere di questo meraviglioso spettacolo. Ti chiedo per una volta di non lasciar scappare tutti i pensieri, ma di trattenerne uno speciale.. Un augurio a questo nostro mare sardo..

Auguro al nostro mare un'eterna conservazione, che tutte le bellezze che possiede restino intatte e custodite per sempre!

L'alba... 

Condivido con te questo messaggio e ti ringrazio per la collaborazione a sorpresa. Roberto non è solo un surfista, ma anche un giovane sardo con le idee chiare in quanto a crescita e collaborazione. E chi meglio di lui può essere un esempio per una crescita sostenibile e responsabile dell'economia sarda?

Miei cari lettori  auguro a tutti voi un buon bloggerViaggio...