lunedì 11 novembre 2013

Lavorare in hotel? Parliamone.

Cari navigatori,
dopo mesi di assenza legata ai frenetici ritmi del lavoro estivo sardo eccomi nuovamente qui!
Questo blog è nato per dare voce alle mie speranze di giovane donna sarda impegnata nella crescita turistica e culturale della nostra cara Isola, che sogna di contribuire a realizzare un'economia del terziario totalmente slegata dalla stagione estiva. 


Come spesso ripeto, la Sardegna non si può definire "turistica", poiché mancano molti elementi nella fornitura del "prodotto turistico".


Ecco perché ora vi racconterò una serie di "CONTRO" sul mondo del lavoro alberghiero e della ristorazione. 


Tutto ciò non accade solo in Sardegna...


Premessa.


La maggior parte delle strutture ricettive lavora a pieno ritmo da aprile a settembre, anche se la stagione 2013 ha visto anche il mese di ottobre preso d'assalto dai turisti, grazie alla clemenza del tempo, che ci ha regalato un'estate prolungata ad oltranza. Il lavoro in questi tempi di crisi è molto prezioso, e proprio questo spinge molti giovani e non,  ad accettare condizioni di lavoro al limite della legalità e della sopportazione fisica e psicologica.


"CONTRO"


Ecco che fioccano contratti schiavisti, con stipendi che rasentano il minimo sindacale a fronte di una quantità impressionante di ore fatte.


Gli extra raramente vengono pagati.


Poche strutture possono vantare una gestione ottima dei dipendenti.
L' intimidazione psicologica è un' arma sovente utilizzata: non mancano le umiliazioni in presenza di clienti e colleghi.


Non è permesso sbagliare.


Confusione di ruoli e mansioni. Si diventa dei "Jolly", pronti a svolgere qualsiasi tipo di mansione.


Nessuna frase di incoraggiamento, nessun grazie.


Vista la mole di lavoro da svolgere, la stanchezza diventa un nemico con cui combattere giornalmente. La vita privata si azzera.


Che ci crediate o no, questo elenco deriva da esperienze vissute, reali! Non sono frutto di fantasie,  fanno parte dell'universo sommerso legato allo sfruttamento dei sardi lavoratori stagionali.


I sardi  ricoprono spesso i ruoli più faticosi, meno paganti e a tratti umilianti.  


Nonostante le tante denunce in questo senso, il business continua.
I tagli del personale, la diminuzione degli stipendi e il declassamento di qualifica dei lavoratori stanno assumendo livelli critici.


E dopo un' estate passata a lavorare, arriva l'inverno e tutto si ferma, tutto tace.


Credo ci sia da riflettere. I diritti umani sono stati codificati, così anche il diritto al lavoro. La schiavitù è stata abolita. Pare di essere nella Francia pre- rivoluzione!
Quando inforcheremo anche noi i forconi contro questo delirio???


Fortunatamente non tutte le strutture alberghiere adottano questi metodi, ma le possiamo contare sulla punta delle dita.
Non è questa la strada giusta per destagionalizzare il turismo.


Voi cosa ne pensate?


Alla prossima cari navigatori e buon BloggerViaggio.